Insoddisfazione per il REACH

Protocollo REACH approvato dall'EuropaSecondo una buona parte dell'associazionismo, il protocollo di REACH (Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals) che dovrebbe regolare la chimica europea è troppo debole.

Quando il protocollo entrerà in vigore, in Europa non sarà più consentita la circolazione di sostanze (prodotte o importate in quantità superiori a 10 tonnellate/anno per produttore) non registrate e prive di documentazione sui relativi rischi per salute e ambiente e sulle relative misure di prevenzione necessarie per evitarli.

E' stato approvato il principio di sostituzione (se esiste una sostanza meno pericolosa che svolge la stessa funzione, la si deve preferire a quella più pericolosa), ma non sarà garantito che le informazioni di terzi in merito alla disponibilità di alternative più sicure vengano prese in considerazione dalle industrie.

Esiste una scappatoia legale per le industrie che potranno continuare ad usare sostanze pericolose riparandosi dietro "l'adeguato contorllo" e la dicitura che gli utilizzatori non vengono esposti oltre la soglia di sicurezza.

Il problema è che la comunità scientifica ha sempre sostenuto che non esiste un livello di esposizione privo di conseguenze per le sostanze pericolose e, visto che sono ancora sconosciuti gli effetti delle miscele di sostanze sulle delicate funzioni ormonali e sullo sviluppo dei bambini sin dai primi stadi di vita, le associazioni di medici, di consumatori e le imprese più innovative d’Europa considerano l’obbligo di sostituzione in REACH la sola misura in grado di tutelare la salute e l’ambiente dalle sostanze chimiche pericolose.

WWF, Legambiente, Greenpeace, Amici della Terra, Comitato per la Bellezza, Ambiente e Lavoro, Altroconsumo, A.m.i.c.a., Green Cross Italia, IRES, Movimento difesa del cittadino, AIDII, Medicina Democratica, Medici per l'Ambiente denunciano la sottovalutazione, sia politica sia industriale, dell'importanza dei nuovi adempimenti previsti dal REACH da parte dell'industria.
Manca anche l’istituzione di un apposito Organismo nazionale che sappia dialogare con l'Agenzia europea e garantire informazione agli utenti, assistenza alle imprese e vigilanza e controllo.

via | WWF

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