Il titolo del manuale: Vivere in 5 con 5 euro al giorno, lo ammette la stessa autrice Stefania Rossini (nella foto in alto) è un po’ una forzatura, ma non mente, sia subito chiaro! Piuttosto è vero che recuperando la sapienza che le italiane e gli italiani avevano negli anni del dopoguerra è facile sia ridurre gli sprechi sia contenere la spesa. Il che fa incredibilmente bene all’ambiente.
La storia di Stefania è proprio figlia dei tempi che viviamo: dopo la morte del padre è costretta a lasciare il lavoro per badare ai tre figli e alla casa (le donne che lavorano lo dico sempre: hanno bisogno di una moglie in casa!). Una baby sitter per badare ai figli dopo la scuola costa troppo rispetto ai guadagni del suo magro stipendio di salumiera. Ma c’è il mutuo da pagare per i prossimi 30 anni e il marito ha uno stipendio bassino da metalmeccanico: che fare? come gestire una simile emergenza?
Stefania che è una donna forte e intelligente e dotata di senso economico decide che è più giusto risparmiare piuttosto che investire ore in un lavoro che rende poco: guadagna di più a restare a casa e a contenere le spese. Riprende l’autoproduzione iniziando dall’orto; poi passa alla produzione in casa di saponi e detersivi per il bucato e a mano a mano inizia a diradare le sue spese al supermercato.
Nel frattempo nasce il blog natural-mente-Stefy perché è proprio dal computer che Stefania parte alla ricerca delle prime ricette per conserve in casa (ma quante ne facevano le nostre nonne: ricordate? pomodori, melanzane, peperoni…); la sua bravura si diffonde prima tra parenti e amici e poi a macchia d’olio anche con il passaparola tra sconosciuti che iniziano a contattarla via mail. Di li la creazione del blog diventa una necessità. Poco dopo la contatta la casa editrice Edizioni Età dell’Acquario e le propone di scrivere un manuale sulle sue esperienze.
Dice Stefania a L’inkiesta:
E’ stato un sogno che si è realizzato, avevo già tutto in mente e l’ho scritto in pochissimo tempo. Il titolo, Vivere in 5 con 5 euro al giorno è un po’ una forzatura, ma ho accettato questo compromesso.
Ma come se la cava Stefania con tutti quegli acquisti che non siano spesa alimentare e detersivi? Con il caro vecchio baratto. E senza rinunciare allo sfizio:
Ad esempio, c’è una cartoleria di Lecce alla quale io do io miei lavori all’uncinetto. In questo modo recupero quasi tutto il materiale scolastico necessario per i bambini. Che, come tutti gli altri coetanei,hanno gli zaini e i quaderni dei gormiti, la tv, la playstation e tutti gli altri giochi. Semplicemente, cambia il modo di comprarli.
Ciò che costa di più con il sistema dell’autoproduzione è l’energia elettrica, per cui Stefania deve fare molta attenzione ai consumi. Almeno fino alla prossima soluzione.
Foto | Stefania Rossini su Fb

3 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
unofratanti
eh già, peccato che i miei modellini di barca costruiti con gli stuzzicadenti usati nn abbiano avuto la stessa fortuna dei pizzi di stafania. ma nn demordo. si può fare meglio… secondo me si può vivere anche con una ciotola di riso al giorno, ma c'è una leggera differenza fra vivere e sopravvivere…! (si viveva meglio nel medioevo, con il baratto, e sai che qualità dell'aria?)
#1 - Scritto il
pippero2
"Ad esempio, c’è una cartoleria di Lecce alla quale io do io miei lavori all’uncinetto." Il fatto che non scambia attraverso il soldo ma altro valore non cambia nulla: la vendita e il baratto non sono diversi. . "l’autoproduzione iniziando dall’orto" Ovvero avere una superficie enorme per poter coltivare a sufficienza equivale ad un reddito, che sia un affitto, che sia una produzione non cambia nulla. . La tizia ha una casa che ha un valore che molti non possiedono e questo valore gli da una RENDITA e per completare la cosa COMMERCIA. Alla faccia dei 5 euro! Se poi mi dai 10.000.000 di euro assumo un fattore, mucceh e latte e ti dico che non mi costa nulla vivere…
#2 - Scritto il
axe
io non vivo con 5 euro al giorno ma ho rinunciato lo stesso a TV, quaderni dei gormiti e playstsation e vivo anche meglio. Comunque fino a che è solo cancelleria posso capirlo ma quando parliamo di libri di testo dubito che i pizzi possano bastare.
#3 - Scritto il