
Il braccio di ferro tra Enel e Greenpeace sulla questione delle centrali a carbone si è fatto pesante. Nonostante la risonante pubblicità che l’Enel sta facendo alla sua politica energetica pulita, Greenpeace gli rinfaccia la scelta di incrementare la produzione di energia grazie a centrali a carbone. (L’Enel si vanta di ridurre di 4 milioni di tonnellate di CO2 all’anno con le rinnovabili per poi emetterne 40 in più con il carbone…)
Durante la notte tra giovedì e venerdì, l’azienda ha deciso di lasciare al buio gli attivisti che si erano arrampicati sulle ciminiere di Porto Tolle. Alla richiesta degli agenti della Digos, presenti sul posto, di riattivare la luce, gli addetti dell’Enel hanno risposto che si tratta di una decisione dell’azienda che si assume ogni responsabilità. Hanno tolto “visibilità” alla protesta localmente, ma globalmente la decisione è stata condannata.
Michele Candotti, segretario generale del Wwf Italia, ha espresso solidarietà a Greenpeace: “Non esiste carbone pulito che tenga di fronte all’emergenza climatica. Per quanto i miglioramenti tecnologici permettano di innalzare l’efficienza di una centrale a carbone, le emissioni specifiche di questa tecnologia rimangono sensibilmente le più elevate nell’ambito dei combustibili fossili.”
Inutili, finora, i richiami al ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani. Greenpeace si chiede: la parte del programma dell’Unione relativa alle energie rinnovabili e al Protocollo di Kyoto è stata firmata anche da Bersani, o il ministro ha firmato qualcos’altro, e non l’ha fatto sapere?
» Il ritorno al carbone allontana l’Italia da Kyoto secondo Greenpeace
mic
18 dic 2006 - 13:50 - #1che squallore.
Riccardo
18 dic 2006 - 14:23 - #2Migliorare il rendimento del carbone è una sfida che va affrontata, ma occorre iniziare una vera politica di sussistenza alle vere rinnovabili.
Via carbone e derivati, via immondizia, via inceneritori, dentro la Centrale Solare di rubbia e le centrali fotovoltaiche a 100MW, come quelle prodotte in Israele e in Irlanda.
Alberto Pognant Gros
19 dic 2006 - 09:12 - #3E bravi i nostri “Greenpeacisti”! Ma come?!? Si battono tanto contro l’ENEL e poi si lamentano se in punta alla ciminiera gli spengono la LUCE?!?!? Ma la coerenza a questo mondo dov’è finita?
Volete altri esempi?
I gommoni che usano per abbordare le petroliere per caso vanno A REMI?!? In giro a protestare contro il TAV ci vanno a piedi? I loro begli striscioni li scrivono con il loro sangue, o con vernici sintetiche su carta/tessuto sbiancato con i solventi sintetici?
Adesso vogliono farmi chiudere la centrale a carbone. Benissimo, ma quando saremo tutti senza luce si metteranno loro a pedalare? Forse sarà meglio che ben prima di allora sia rivista la ben nota legge sull’energia nucleare che Qualcuno, un po’ di anni fa, a caccia di voti facili, sull’onda di Chernobyl, sì è affrettato a far votare senza pensare alle conseguenze… E senza pensare che aldilà delle alpi di centrali atomiche ne abbiamo decine e decine. E non venitemi a parlare di scorie radioattive, che se fosse per quelle dovremmo chiudere anche gli ospedali!
Bene, a voi la scelta: proseguiamo sulla strada di greenpeace e torniamo a vivere nelle grotte oppure riagioniamo lucidamente su quale sia il miglior compromesso. E ricodiamoci, cari miei “difensori della natura” che la natura non ha nessun bisogno di essere difesa: ci pensa già da sola. La questione è che dobbiamo mantenere questo pianeta un posto vivibile per i nostri nipoti!
ivan
19 dic 2006 - 12:04 - #4Vorrei sapere quanta energia produce una pala eolica in un anno e di media della velocità del vento che a bisogno ivan.gargioni@virgilio.it
Lupodigubbio
19 dic 2006 - 15:08 - #5E’ bellissimo vedervi accusare ENEL di emettere CO2 da centrali che non sono sue (Endesa e tirreno power sono concorrenti dell’enel stessa).
Delta del Po, quale il limite tra sviluppo e ambi
22 ott 2007 - 10:54 - #6[…] L’occasione del forum è servita per parlare ancora una volta dei due progetti che renderanno la zona del delta il nuovo polo energetico italiano. La già discussa riconversione della centrale elettrica da olio combustibile a carbone, presentata dall’amministratore delegato dell’Enel Fulvio Conti, e la costruzione di un rigassificatore off-shore a 16 km dalla costa, presentato da Schott Miller, amministratore delegato della GNL Adriatic (tra i cui azionari spiccano la Exxonmobil e la Edison). Non un accenno al fatto che il progetto della centrale è stato bloccato e che, poco tempo fa, il sito del rigassificatore è stato sequestrato dai carabinieri del NOE. […]