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Albero di natale: vero o di plastica?

Pubblicato: mercoledì 20 dicembre 2006 da lumachina

Analisi ecologica degli alberi di NataleUn lettore (Martin) mi segnala che in Svezia hanno cercato di dare una risposta ponderata alla questione: ecologicamente parlando, è meglio un albero di Natale vero o uno di plastica?

L’analisi dell’LCA (Life Cycle Assessment) è stata riportata dal Guardian e tradotta dall’Internazionale e ha comparato la storia di due alberi: un abete artificiale di dieci chilogrammi trasportato via nave fino in Svezia dall’industria di Hong Kong dove è stato fabbricato e un abete di dieci chili, dieci anni e 2 metri di altezza, trasportato su un autocarro da un vivaio svedese fino a un negozio di Stoccolma.

Energia: l’abete vero consuma, durante l’intero ciclo di vita, un quinto di quella consumata dall’albero finto.

Inquinamento: per produrre l’albero finto si usa il PVC (PoliVinilCloruro) mentre per produrre quello vero si usano fertilizzanti e fitofarmaci.

Uso del suolo: gli abeti veri crescono su terreni poveri e scoscesi, sulle pendici di colline che altrimenti rimarrebbero incolte (ma i vivai italiani che conosco io sono quasi tutti in piano, facili da lavorare).

Rifiuti: l’albero vero, passate le feste, va smaltito (aumento del traffico locale). Sono pochi quelli che sopravvivono. Quello finto, se bruciato si trasforma in diossina.

Insomma, non è molto chiaro quale convenga prendere: nell’articolo non vengono citati né i nomi dei ricercatori, né l’ente che ha effettuato lo studio, né la rivista di pubblicazione dello stesso. Insomma, non trovo traccia di questo LCA!

Io 5 anni fa ne scelsi uno di plastica perché traslocando ogni tre anni e passando da case senza giardino e con balconi esposti male, non avevo la possibilità di farne sopravvivere uno vero. Inoltre non mi sembra sensato portare in casa, a 20 gradi, una pianta che se ne starebbe volentieri fuori sotto la neve.

Oggi sono disponibili alberi coltivati bio e certificati FSC. In alternativa sarei dell’idea di addobbare i ficus, le finestre, le pareti, i familiari… e di lasciare gli alberi di foresta a casa loro.

» National Christmas Tree associaciation
» Christmas tree on the Wikipedia
» An iconoclastic look at artificial Christmas trees, at the Gymnosperm Database

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31 commenti

Commenti dei lettori

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  • Auriga

    20 dic 2006 - 04:09 - #1
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    Fare il presepe no è? :)

  • marco Beninati

    20 dic 2006 - 07:13 - #2
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    Sinceramente credo che lo spirito natalizio non si trovi nell’albero on in tutti i rituali cansumistici e pagani che hanno inquinato definitivamente questa festa. Da anni ormai ho abbandonato l’idea di addobare l’abero, sia esso vero o finto alla fine è sempre uno spreco e un grave peccato ecoligico: trasporto, imballaggio, addobbi, luci, rifiuti. Preferisco spendere meno e meglio mandando donazioni a chi ne ha bisogno. Se posso permettermi vi consiglio di regalarvi un sorriso per questo natale, donate donate donate sarà più bello ceh ricevere un regalo inutile.

  • Profilo di raponzolo

    raponzolo

    20 dic 2006 - 08:34 - #3
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    perchè limitarsi? andatevene in giro tutto l’anno sorridendo per principio non dimenticandosi di indignarsi se l’occasione merita….
    vedrete che scambiare un sorriso ogni tanto con perfetti sconosciuti non vi farà più dire che SOLO a natale siamo più buoni.

    per l’albero io non lo faccio da una decina d’anni: perchè far soffrire una pianta di montagna in un salotto a 20° o riempirsi di pvc tossico? no, grazie

  • Gundam

    20 dic 2006 - 09:17 - #4
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    Quoto #2 è una politica che addottiamo da anni, anche se un discorso a parte meriterebbero tutti gli sprechi che vengono fatti per “beneficenza”.Da un’inchiesta che aveva fatto un settimanale italiano qualche anno fà, di quanto donato ne arriva solamente una piccola percentuale se non addirittura paradossalmente un debito.
    Per quanto riguarda l’albero, da anni ne usiamo uno in plastica, prima ne usavamo di veri che poi portavamo in un piccolo appezzamento di terreno che avevamo in montagna, sino a quando ci hanno creato problemi in quanto non erano abeti autoctoni.
    L’abete di plastica può durare parecchi anni, quindi o và tenuto o rivenduto/regalato in modo da allungarne il ciclo vitale.
    Sarebbe un Natale migliore se riuscissimo a far arrivare questi beni alla discarica/inceneritore il più tardi possibile.

  • Alessio Scippo

    20 dic 2006 - 09:59 - #5
    1 punto
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    Io propongo di non fare l’albero e di non addobbare nulla! Tutte quelle lucette sono sprechi energetici.

    Festeggiate questo Natale non comprando niente!

  • marco Beninati

    20 dic 2006 - 10:38 - #6
    1 punto
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    Io come albero farò un bel pandoro il 25, tagliato orizzontalemente e traslato con strati di crema di cioccolato, m&ms e panna; almeno sarà un dolce natale!:D

    cmq fate un bel regalo a greenpeace, medici senza frontiere e chi è davvero organizzato nel ricevere le donazione e a chi le usa realmente bene.

  • marco Beninati

    20 dic 2006 - 10:39 - #7
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    e cmq abbasso le lucette e nevi finte, che spreco che inquinamento!

  • Profilo di Francesca

    Francesca

    20 dic 2006 - 10:44 - #8
    -1 punto
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    Tutti a parlare solo ed esclusivamente di alberi,ma il mare non interessa a nessuno?Insomma ragazzi sotto c’è un articolo sul fitoplancton e con solo un commento…il mio,che sono anche quella che l’ha segnalato.Mi sembra un assurdità visto che siamo tutti ambientalisti ecologisti o cos’altro.

  • Ale

    20 dic 2006 - 10:54 - #9
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    1)Riguardo all’albero: io sono per lo spirito natalizio e sono per l’albero di plastica. Possiamo e dobbiamo rinuncioare a tanto, ma qualcosina si può anche tenere e io lo stesso albero di plastica da 8 anni!!
    2)@francesca: hai ragione, personalmente sono rimasto senza parola… a volte ci sono articoli che vengono letti molto, ma commentati poco, solo perchè è già tutto chiaro e, ahimè, c’è ben poco da aggiungere…

  • Profilo di Mattia

    Mattia

    20 dic 2006 - 12:19 - #10
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    “-Energia: l’abete vero consuma, durante l’intero ciclo di vita, un quinto di quella consumata dall’albero finto.”

    L’abete vero non consuma energia, semmai la produce. La biomassa è una fonte energetica.

    “Inquinamento: per produrre l’albero finto si usa il pvc (polivinilcloruro) mentre per produrre quello vero si usano fertilizzanti e fitofarmaci.”

    Per produrre un abete vero non si usano ne fitofarmaci ne fertilizzanti.

    “-Uso del suolo: gli abeti veri crescono su terreni poveri e scoscesi, sulle pendici di colline che altrimenti rimarrebbero incolte (ma i vivai italiani che conosco io sono quasi tutti in piano, facili da lavorare).”

    Sicuramente c’è un errore di traduzione, se si usano terreni incolti di sicuro non sono vivai. Nel caso descritto sono dei rimboschimenti e l’albero di natale serve per recuperare i costi, come ho spiegato qualche post fa.

    “-Rifiuti: l’albero vero, passate le feste, va smaltito (aumento del traffico locale). Sono pochi quelli che sopravvivono. Quello finto, se bruciato si trasforma in diossina.”

    L’albero vero non va smaltito, va bruciato (10kg di legno equivalgono a 3 lt di gasolio) ripiantarlo è un’errore per 2 motivi:
    -Le radici non devono essere estirpate perchè servono ad arricchire di carbonio il suolo.
    -Di gennaio non si pianta nulla e dubito che durerebbe fino a marzo aprile.

    Se volete vi mando qualche foto di 3 miei boschi di età diverse per farvi vedere come funziona un rimboschimento con alberi di natale. Un pò di ecologia applicata :-)

  • Profilo di itr83

    itr83

    20 dic 2006 - 12:32 - #11
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    Nella mia famiglia abbiamo sempre usato alberi finti però ne abbiamo comprati solo 2! Il vecchio l’abbiamo buttato dopo 20 anni di onorato servizio….. il nuovo ha 5-6 anni e sembra appena acquistato.

  • Profilo di Francesca

    Francesca

    20 dic 2006 - 13:06 - #12
    0 punti
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    Nella mia famiglia quando ero bimba avevamo preso un albero vero che poi siamo riusciti a far sopravvivere piantandolo nel giardino di casa di mia zia(sinceramente ero troppo piccola per sapere come sono riusciti a farlo campare)poi per esigenze di mia mamma abbiamo preso quello finto ce l’abbiamo da 20anni ed è come se fosse nuovo.Sinceramente non so cosa sia meglio se ogni anno prendere un albero vero o tenerne uno finto per 20anni.Mattia tu che ci capisci(visto che io mi occupo piu di mare che di terra) che mi dici?

  • Profilo di Mattia

    Mattia

    20 dic 2006 - 13:48 - #13
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    che dico :-) non pretendo certo di avere il verbo; l’unica cosa certa è che senza gli alberi di natale dove abito non ci sarebbero boschi di abete.

    Sembra un paradosso, ma se c’è richiesta di alberi qualcuno li pianta. Che sia in un vivaio o in un bosco.

    La colpa è sicuramente la nostra che non siamo così bravi a comunicare come chi vende gli alberi di plastica

  • Profilo di Mattia

    Mattia

    20 dic 2006 - 13:49 - #14
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    Buon Natale

  • Profilo di Lumachina

    Lumachina

    20 dic 2006 - 14:06 - #15
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    Mattia, provo a spiegarmi meglio: qui parliamo di alberi di natale, non di abeti selvatici. Quelli che si vendono sono stati coltivati, travasati, annaffiati, trasportati… per questo hanno consumato energia nel loro ciclo vitale.

    Se ci sia stato un errore di traduzione non posso controllarlo, purtroppo manca la bibliografia…

    La biomassa bruciabile negli alberelli di natale in commercio e’ poca. Bruciare gli alberi di natale per ricavarne energia va bene se uno ha un caminetto e fa stagionare un attimo il legno… cosa che si possono permettere in pochi, per di più la maggior parte di quelli che hanno un camino a legna ha già boschi o un giardino…
    Il resto finisce nella raccolta del verde (nei comuni che la fanno) e ci sono gli aghi, acidi, difficili da compostare.

    Aggiungo una considerazione al tuo consiglio di non ripiantarli: gli abeti rossi vengono venduti in tutta Italia, fuori dal loro habitat, per cui non possono essere piantati a caso o usati ovunque per i rimboschimenti.

    Un’ultima cosa che non ho specificato: i boschi sono proprietà di qualcuno, non si può andare a caso fuori città a segare il primo alberello che capita.

  • Profilo di Quartz

    Quartz

    20 dic 2006 - 14:29 - #16
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    Concordo con Francesca, un albero finto lo comprerò proprio perché durerà a lungo, quindi il confronto sarebbe da fare fra 1 finto e 20 da vivaio… le risorse sprecate per questi ultimi mi fanno paura, non lasciamoci ingannare, sono verdi come la benzina verde (che di ecologico non ha assolutamente nulla!).

    E lo dice uno che ama gli alberi di natale quasi quanto i boschi veri.

    Cmq anche i miei son riusciti a piantare alcuni alberi, e uno è ancora vivo e vegeto dopo 20 anni. Per la produzione di energia un abetino non è per niente efficiente…

    E cmq non capisco cosa ci sia da rallegrarsi per degli alberi nei vivai, non mi sembra la stessa cosa di un bosco di quelli sani, che ospitano vita e non parassiti bipedi… è un pò come calalogare come aree verdi i campi da golf…

    In ogni caso non è trascurabile il fatto di considerare piante cresciute con fertilizzanti azotati o meno, sono dannosissimi, altro che CO2…

  • Profilo di Mattia

    Mattia

    20 dic 2006 - 15:23 - #17
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    Lumachina sicuramente mi sono piegato male io:
    In questo articolo si parla di piantare abeti in aree incolte, quindi non in vivai, il risultato è che tolti gli alberi di natale quelli che rimangono andranno a formare un bosco, e non mancano certo le aree incolte per dover riutilizzare sempre il solito posto.

    Per quanto riguarda il fabbisogno energetico l’abete non necessita ne di essere innaffiato ne di essere fertilizzato ma solo di essere piantato in un terreno adatto.

    Non ho mai detto di considerare l’albero di natale come biomassa, ma che non è un problema smaltirlo, è pur sempre un materiale inerte. Lo puoi anche fare a pezzi e metterlo nel contenitore della carta.

    Che i boschi siano di proprietà di qualcuno e che sia illegale andare a prendersi l’albero è innegabile.

  • Profilo di Lumachina

    Lumachina

    20 dic 2006 - 16:00 - #18
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    Mattia, mi fai venire in mente che se hanno calcolato l’energia di portare un albero da un pendio incolto ad un rivenditore, avranno dovuto costruire una pista forestale… che mica possono aspettare la fluitazione in primavera!

    Altro problema: i pendii incolti in Svezia al momento di raccogliere gli alberi di Natale… dovrebbero essere coperti di neve! Immagino quindi che per facilitare i lavori raccolgano gli alberi in autunno… ma poi dove li tengono? Insomma Mattia, mi sembra che concordiamo nel sostenere che i dati dell’articolo andrebbero analizzati meglio!

    Buon Natale

  • marco Beninati

    20 dic 2006 - 18:03 - #19
    0 punti
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    Mi accontento dei miei alberi di limoni, arance emandarin che ho in giardino, tra l’altro hanno già le palline!:D

  • Profilo di Mattia

    Mattia

    21 dic 2006 - 01:40 - #20
    0 punti
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    Le piste forestali oggi non sono più necessarie come un tempo, ci sono i forwarder che trasportano direttamnete alle strade camionabili.

    Per la neve non c’è problema, dove ci sono gli abeti c’è sempre a dicembre. La forma dell’abete ed i rami larghi e fitti fanno in modo che la neve non cadfa lungo il tronco. E cmq la raccolta è meccanizzata.

    Per piantali invece in finlandia viene usata l’idrosemina, è un misto di acqua troba e semi, che vengono spruzzati da un elicottero.

    L’articolo o è tradotto male o è scritto in maniera troppo superficiale. Le variabili sono troppe, il comune buon senso è più preciso :-)
    Vorrei sapere come hanno calcolato la quota di energia di un albero di plastica in una nave porta container :-)

  • plastico

    21 dic 2006 - 12:00 - #21
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    In termini generali ogni consumo implica uno spreco energetico e di sicuro l’abete quale simbolo natalizio non è una necessità primaria.
    Premesso questo concordo pienamente con Mattia. Io abito in Svizzera e qui alcuni pendii delle montagne, da sempre ricoperti da boschi, vengono sfruttati per la produzione di abeti. Da che mondo è mondo per far crescere un abete nel bosco non è necessario nessun fertilizzante(!) e vorrei aggiungere che questa attività consente un indotto economico locale e una maggiore cura generale dei boschi. Noto che molti confondono la produzione di alberi di natale con il taglio selvaggio legname pregiato dei paesi esotici, ma si tratta di cattiva informazione. Al taglio di una determinata zona di bosco segue una nuova piantagione e la produzione ottiene facilmente certificazioni Bio e Fsc.

  • Profilo di Lumachina

    Lumachina

    21 dic 2006 - 12:50 - #22
    0 punti
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    Mattia, potresti spiegarci in breve come funziona un forwarder?

  • Profilo di Mattia

    Mattia

    21 dic 2006 - 15:10 - #23
    0 punti
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    un forwareder funziona così:
    http://www.deere.com/en_US/cfd/forestry/deere_forestry/forwarders/1410d_forwarder_video.html

    è una vera rivoluione nella gestione selviculturale, perchè permette di svolgere in maniera efficiente un diradamento (gli alberi di natale sono un diradamento) evitando il trasporto a strascico e la costruzione di vie forestali. Le grosse ruote inoltre limitano l’impatto al suolo.

  • Riccardo

    21 dic 2006 - 19:22 - #24
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    Forse dipende. Ricordo che un finlandese mi diceva che da loro le imposte delle finestre in legno sono considerate più ecologiche di quelle in plastica. Dicevano che le foreste da loro crescono più di quanto non riescano a tagliarle (non so se sia vero).
    Mentre in Germania preferivano le imposte di plastica per non diradare i boschi.

  • Profilo di Mattia

    Mattia

    23 dic 2006 - 12:19 - #25
    0 punti
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    è difficile dare una risposta esuariente al tuo dubbio.
    Diradare, tagliare, ripiantare portano a 2 conseguenze:
    -Al massimo rinnovamento dell’ecosistema bosco, alla produzione di materiale ecocompatibile ed energia.
    -L’ abbandono di un bosco invece espone a dei costi e non da nessun beneficio.

    Non ho nessun dubbio che abbai ragione il finlandese.

  • 0 punti
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    […] Noi abbiamo discusso a lungo su pregi e difetti di alberi veri e alberi finti, forse potremmo trovare ispirazioni carine esplorando la possibilità di celbrare le feste con qualcosa che mantenga solo l’idea dell’albero decorato, ma che abbia un impatto minore. […]

  • ecoblog

    11 nov 2007 - 23:29 - #27
    0 punti
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    […] […]

  • miriana

    20 nov 2007 - 22:26 - #28
    0 punti
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    secondo me ormai il natale non ha più il valore che aveva una volta, cioè, ormai ognuno di noi aspetta il natale per ricevere dei regali dai propri genitori e dagli amici, per comprare e addobbare l’albero di natale, per le vacanze etc…ma ognuno di noi si è dimenticato cosa significa, cos’è il significato del natale ovvero la nascita di gesù e quindi ognuno dovrebbe essere più buono con gli altri: è questo il significato del natale….RICORDIAMOCELO!!!!!!!!!!!!

  • pinkblog

    22 nov 2007 - 14:24 - #29
    0 punti
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    […] […]

  • […] Già l’anno scorso la questione “albero di natale” era stata discussa sulle pagine di questo blog. […]

  • Armeda

    12 dic 2011 - 17:57 - #31
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    Se vi interessa su questo sito c’è un ottimo confronto tra la co2 necessaria/prodotta da un solo abete di plastica e quella di un albero naturale. Ovviamente il confronto è impietoso:
    + 23kg di CO2 per la plastica (e 23 kg di petrolio)
    - 48g per l’abete vero.
    Si, esatto: l’abete vero assorbe più CO2 di quanta ne produca. Per non parlare degli altri effetti benefici per il suolo e per il territorio nel quale viene coltivato.
    Non c’è niente di meno ecologico di un abete di plastica! ;)

    http://www.armedapiante.it/abete-naturale.html

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