L'aria inquinata nei musei

aria inquinata nell'ecosistema museoNei musei, l'arte non è al sicuro dall'inquinamento. Una analisi a campione in 10 grandi musei italiani effettuata da Legambiente e pubblicata nel rapporto Ecosistema museo 2006 ha rivelato che l'aria all'interno di molti musei italiani sfora i limiti di legge.

Da un questionario inviato a 100 musei italiani, emerge che nel 70% dei musei non è mai stata effettuata una analisi della qualità dell’aria all'interno, ma dichiarano di essere a norma per quanto riguarda i parametri di qualità ambientale (umidità relativa, temperatura e illuminazione). Purtroppo l'aria cosi come ce la offrono le città in cui si trovano i musei provoca erosione e scolorimento dei dipinti, sfibratura e opacizzazione dei tessuti, rigonfiamenti del legno, annerimento dei marmi, fragilizzazione e polverizzazione superficiale delle pelli.

I dati si riferiscono a pochi campioni, per cui non si può dire che respirare in un museo sia sempre un cattivo affare, ma la maggior parte degli interni espositivi misurati aveva valori di inquinamento sensibili. I campionatori sono stati esposti in quattro luoghi diversi: un posto all’esterno e tre posti all’interno delle stanze del museo. In questo modo è possibile rapportare l’inquinamento presente all’esterno con quello che penetra all’interno dell’edificio.

Degli inquinanti monitorati quello che presenta i livelli più bassi di concentrazione sono gli ossidi di zolfo (SO2), anche se i limiti vengono rispettati solo a Messina (in 4 campionamenti su 4), Milano (in 2 su 3), Padova (in 2 su 4) e Urbino (in 2 su 3). Per gli ossidi di azoto (NO2) e l’ozono (O3) invece in nessuno dei campionamenti effettuati è rispettato il limite di legge.

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