Finanziaria: incentivate le “vere” rinnovabili

Protesta contro gli inceneritori e i contributi CIP6, Parma, 2 dicembre 2006, di Mario Robusti

Dal Consiglio dei Ministri straordinario post-abbuffate natalizie, convocato per mettere una pezza alla prescrizione dei reati contabili e ad altre simpaticherie della finanziaria, arriva una buona notizia per i fans delle rinnovabili. Il Governo ha dichiarato che inserirà un emendamento al cosiddetto “decreto milleproroghe” con il quale si indicherà in modo chiaro l’esclusione delle fonti di energia “assimilate” dagli incentivi verdi per la produzione di energia pulita. Il testo della legge approvato pochi giorni fa infatti era stato criticato molto dagli ambientalisti perché lasciava aperte molte ambiguità, soprattutto sul tipo di impianti che potevano accedere al Cip6, ovvero al fondo di incentivi per l’energia pulita.

Il Cip6 è un fondo finanziato dalle nostre bollette, da quel 5% in più che ci troviamo a pagare da alcuni anni per l’acquisto obbligato di energia da fonti “pulite”. L’anomalia in cui si trova l’Italia dal 1992 è quella di accomunare fonti rinnovabili e fonti “assimilate” (ovvero l’incenerimento di rifiuti non biodegradabili, il carbone e i residui della lavorazione del petrolio).

Gli impianti che usano queste fonti, e in particolare i termovalorizzatori, sono stati finanziati e fortemente incentivati da un sistema che avrebbe dovuto invece dare impulso al settore dell’energia pulita.
Legambiente denuncia che dei 30 miliardi di euro raccolti con le nostre bollette dal 1992 al 2003, solo l’8% è andato a finanziare energia pulita.

Ora con questa correzione, ovvero con l’esclusione delle fonti “assimilate” dal Cip6, si vuole correggere questo paradosso che metteva, ancora una volta, l’Italia al di fuori delle normative europee.
L’emendamento correggerà anche l’ambiguità degli impianti che saranno interessati dagli incentivi. Si parlava genericamente di “impianti approvati”, e quindi paradossalmente anche di cantieri con pochi mattoni sistemati a terra, ora sarà corretto in “impianti realizzati”.

Secondo Federambiente questo provvedimento non è del tutto positivo, il rischio è che penalizzando i termovalorizzatori si torni a privilegiare le discariche come metodo principe di smaltimento dei rifiuti. Secondo Legambiente questo rischio si può evitare rivedendo il sistema tariffario delle discariche e incentivando la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti.

[viviana]

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