Orso confinato in una buca a Trento in onore del santo

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C’è poco da scherzare e non con i santi: con gli orsi… perché un simile trattamento, per perpetuare una tradizione religiosa, è a dir poco riprovevole e lede il benessere animale. Ci riferiamo all’orso destinato a finire confinato in un recinto nel territorio del Comune di Coredo, in provincia di Trento.

Esattamente l’orso, proveniente dallo zoo del Parco Nazionale d’Abruzzo, dovrebbe vivere rinchiuso nel recinto del Santuario di San Romedio, proprio come successe all’orsa Jurka, poi liberata a seguito delle proteste degli animalisti. La vedete nella foto in homepage, quando era ancora rinchiusa nella buca, mordere esasperata dei tronchi. La storia si ripete. La Provincia afferma di aver ricevuto il via libera dal Ministero dell’Ambiente: l’ambiente è idoneo. Non la pensa così, dopo un’ispezione del recinto, l’esperto Rudigher Schmiedel. Da una lettera indirizzata a l’Adige da Marcello Dell’Eva ed Anna Pilati:

Nella sua relazione ha affermato che il luogo non è assolutamente adatto ad ospitare un orso, nemmeno se nato in cattività; che non debbono essere lasciati animali da soli e che per offrire un minimo di spazio vitale ad un animale di tale specie, è necessario ampliare il recinto fino ad almeno un ettaro. Ci chiediamo poi come dei frati che si rifanno all’insegnamento di Francesco d’Assisi, noto per il suo amore incondizionato verso gli animali e ogni essere vivente, possano essere favorevoli al ritorno dell’orso sfruttandolo come attrazione turistica. Inoltre ai bambini che visiteranno l’orso in gabbia, verrà trasmesso un messaggio totalmente diseducativo. Un’educazione che mira a formare un futuro cittadino consapevole, dovrebbe trasmettere il rispetto per ogni essere vivente e non abituare i bambini a trattare gli animali come fossero oggetti ad uso e consumo dell’uomo.

Da quotare in pieno. Gli orsi in natura spaziano in aree tra i 200 ed i 400 chilometri quadrati, ricche di corsi d’acqua e ripari naturali. La “fossa” è invece umida e buia e l’orso potrebbe avere seri problemi alle articolazioni. Senza contare l’incoerenza delle istituzioni: gli orsi selvatici vengono allontanati come minaccia all’incolumità pubblica, mentre quelli da confinare in nome del santo per attrarre turisti religiosi sono bene accetti e vengono addirittura “importati” da un’altra regione.

Tutto per cosa? Per l’eremita Romedio, poi santificato. Nel quarto secolo d.C, si narra che il santo venne coinvolto in un incidente: il suo cavallo fu divorato da un orso mentre si recava in visita dal vescovo. Romedio riuscì però a cavarsela, domando l’orso e facendosi trasportare sul dorso, dispensando miracoli a go go lungo il cammino. Ma un miracolo che esenti l’orso dal vivere in una fossa no, eh? Per quello basterebbe un po’ di buonsenso e pietà verso altri esseri viventi, cosa rara da trovare nei secoli dei secoli mentre le assurdità, orsi dell’Abruzzo confinati in recinti in Trentino, proseguono, oltre i confini del tempo e della razionalità.

Via | GeaPress; l’Adige
Foto | Noallacaccia.org

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