Leggo sul manifesto una protesta contro l’uso del prefisso “bio” prima della parola carburanti. In particolare l’articolo esamina quanto poco ecologica sia la produzione di carburante dalle palme in Indonesia.
Il prefisso bio e’ di moda, evoca salute ed ecologia perché nel campo alimentare i prodotti devono superare una serie notevole di controlli e certificazioni prima di potersene fregiare. La gente ha una buona opinione del “bio”. I bio-carburanti non sono “bio” come le patate, sono bio in quanto prodotti da materia vivente, non fossile.
La palma da olio ha un rendimento energetico superiore a ogni altra specie vegetale usata per produrre olii e questo ne fa una derrata privilegiata nel mercato dei biocarburanti. Se ne fanno anche saponi (palmolive, tanto per fare un nome).
Le palme da olio vengono coltivate in Indonesia in terreni che una volta erano foreste, poi degradate e classificate come “territori da valorizzare”. Oggi la coltivazione della palma da olio e’ la minaccia maggiore per le foreste di Sumatra e del Borneo e per le popolazioni locali che vedono i loro territori tradizionali ceduti dal governo alle società del business della palma. Le popolazioni locali subiscono anche tutto l’impatto dell’inquinamento chimico legato alla coltivazione delle palme. Di “bio” non resta molto.
L’olio di palma non è «energia verde» sul Manifesto
Magnus
09 gen 2007 - 01:30 - #1Energia, energia e ancora energia…siamo schiavi dell’energia dal giorno che qualche forsennato ominide ha pensato di accendere un fuoco.
Perché deve essere così difficile trovare un modo? Perché la fusione fredda è un’utopia? Perché la palma da olio, la colza e tutto quel bio che vogliono mettere nei serbatoi al posto della benzina fa più danni che altro? Vado a letto cercando una risposta e sognando un altro pianeta più verde e più blu del nostro (sarà dura!)
raponzolo
09 gen 2007 - 08:07 - #2finchè usiamo più di quello che abbiamo anche avessimo l’alabarda spaziale non ne verremo fuori.
Tutto sta nella redistribuzione dei consumi, non che le popolazioni locali dei paesi che devastiamo comincino a consumare quanto noi, ma che noi riduciamo in maniera sostanziale i nostri consumi e la nostra pressione su questo triste pianeta malato.
Magnus
09 gen 2007 - 10:02 - #3Quindi dici che le alternative nei paesi ad alto consumo devono necessariamente affiancare le fonti ordinarie, in modo da allineare il loro consumo con i paesi che , pur produttori, ne fanno un uso minimo. E’ questo che intendi? Se è questo che intendi sono d’accordo…anche perché penso che nessuno o pochissimi rinuncerebbero a prendere la macchina per andare in ufficio la mattina! La cosa bella è che basterebbe ottimizzare per ridurre di quasi 3/4 il traffico e di conseguenza i consumi: se ogni persona che utilizza l’auto viaggiasse con altre tre persone che a loro volta usano l’auto…fai due conti e vedi quanto traffico in meno ci sarebbe!
koan
09 gen 2007 - 12:04 - #4E fra un po’ vedrete pure nei supermercati prodotti a base di olio di palma venduti come se fossero la cosa più Bio e genuina del momento. Infatti, pare che ci sia una nuova tendenza alimentare che mette al bando i grassi idrogenati… peccato che venga usato olio di palma al loro posto… dalla padella alla brace.
raponzolo
09 gen 2007 - 14:06 - #5@ Magnus, interpretazione corretta, consumiamo un po meno noi, produciamo di più con le rinnovabili e anche chi nel mondo oggi non ha 20 l di acqua al giorno, forse, potrà accedere alla sopravvivenza.
e del termine Bioplastica allora, che diciamo?
Magnus
09 gen 2007 - 19:15 - #6Be la bioplastica è fantastica…direi che è anche meglio dei biocarburanti…anche se per battere il biodiesel ce ne vuole.
Io con tutto sto ben di bio in giro ormai mi sento ecologicamente appagato…ormai greenpeace e tutte le altre associazioni ecologiste non servono più!
Mi sa xò che c’è ben poco da riderci su…se la gente si fa infinocchiare da qualcosa che di ecologico ha poco o nulla solo perché ha Bio come suffisso al nome…be…ci aspettano tempi tristi e molto molto grigi
aldo de luca
09 gen 2007 - 20:15 - #7C’è una pianta che se fosse messa in coltura per fare biocarburante, e non solo, sarebbe quella che darebbe i migliori risultati in assoluto, in quanto da al terreno più di quanto non toglie, non necessita di fertilizzazione e di antiparassitari. Questa pianta è la Canapa,una pianta criminalizzata e dimenticata, ma che se fosse rivalutata potrebbe rappresentare davvero la salvezza del pianeta.
Difficile da credere ma è così.
Saluti
mino
12 gen 2007 - 11:15 - #8eccone uno nuovo,
qualcuno mi sa dare una dritta,mi servono chiarimenti x quanto riguarda l’inquinamento da combustibile.benzina,metano,diesel,etc
grazie
ecoblog
18 gen 2007 - 00:38 - #9[…] […]
I 79 milioni di alberi dell’Indonesia
08 ott 2007 - 11:18 - #10[…] 79 milioni. Non è il numero di alberi che sono rimasti in Indonesia, come si potrebbe pensare rileggendo quello che abbiamo scritto su questo paese e del rapporto con le proprie foreste: dal biodiesel al caffè illegale passando per l’olio di palma falsamente Bio. […]