Ops, fioriscono le meduse!

meduseClassico passeggiare lungo una spiaggia, vedere il nonno col nipotino mentre osservano una piccola medusa spiaggiata e sentire il nonnetto dire: "Ci sono le meduse perché l'acqua è pulita".
E' l'ora di sfatare questa credenza popolare, perché non è sempre così.

La natura, nel mare, si basa su tre parametri fondamentali: la salinità, la temperatura e i nutrienti. L'intervento che l'uomo opera negli ambienti costieri (che sono i più ricchi in biodiversità rispetto al mare aperto) induce l'aumento o la riduzione artificiale di questi parametri, che possono quindi influenzare significativamente la proliferazione o la scomparsa di organismi acquatici.

Le foci dei fiumi, i porti, le zone di scarico di impianti industriali, sono tutti ambienti in cui la temperatura, la salinità e sopratutto i nutrienti, sono diversi rispetto all'ambiente naturale delle coste, è facile quindi fare 2+2 e rendersi conto che in queste condizioni artificiali molti organismi che si nutrono di plancton (planctivori) o particelle organiche sospese nell’acqua (sospensivori), in primis le meduse, ma anche policheti (vermi) e anche alcuni pesci, riescano a svilupparsi creando vere e proprie invasioni e di conseguenza squilibrando ancor di più l'ecosistema acquatico costiero, già di per sé alterato.

Vi è mai capitato di passeggiare lungo un molo, magari dove l’acqua non è proprio cristallina, e vedere tra le barche ormeggiate molte medusette con il segno di un quadrifoglio sull'ombrella? Proprio queste meduse, della specie Aurelia aurita, hanno trovato in alcuni ambienti portuali un habitat ideale: acque relativamente calme, con molta disponibilità di cibo e temperature costanti. Oppure, nelle spiaggie nei pressi delle foci dei fiumi (ad esempio il litorale dell'alta Toscana), dove per stagioni intere l'invasione di Rizhostoma pulmo ha creato disagi ai bagnanti.

Queste invasioni, che in gergo tecnico si chiamano bloom o fioriture, sono state studiate a partire dal ciclo vitale della specie per cercare di capire i motivi di queste proliferazioni: molti Autori hanno trovato corrispondenze in un periodo non sospetto (prima delle attività industriali) e quindi hanno formulato l'ipotesi che alcune specie seguano un ciclo naturale pluriennale. Altri hanno introdotto la possibilità che l'intervento dell'uomo abbia alterato talmente le condizioni da creare queste situazioni in periodi sempre più brevi. Altri ancora hanno confutato la grande presenza di questi animali legandola alla loro incapacità di vincere le correnti, che possono trasportarle fino dentro ai porti, occludendo condotti di aspirazione per impianti di raffreddamento.

Sono stati fatti studi e numerose tesi riguardo ai bloom di meduse, soprattutto le due specie citate, proprio per cercare una corrispondenza tra l’inquinamento e la proliferazione, e non tutti l’hanno confermata, ma resta il fatto che non sia plausibile spiegare il fenomeno solo con il trasporto delle correnti giustificando la straordinaria presenza di questi animali in acque che proprio cristalline non sono. Altri motivi, che sono legati alla mano dell’uomo, fanno proseguire la ricerca per spiegare come e perché questi eterei abitanti del mare, ormai presenti da più di 600 milioni di anni, riescano a sopravvivere in acque così poco invitanti.

[David Pinza]

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