La Exxon disinforma sul clima?

La Exxon e' accusata di disinformare il pubblico sui cambiamenti climatici

La Union of Concerned Scientists accusa in un dossier la Exxon di disinformare metodicamente il pubblico sulle questioni climatiche. La Exxon e' accusata di usare le stesse tattiche adoperate dalle case produttrici di tabacco per screditare gli allarmi che gli scienziati lanciano al pubblico.

Secondo la Union of Concerned Scientists, la campagna di disinformazione della Exxon e' costata 16 milioni di dollari e ha coinvolto gli stessi soggetti che erano scesi in campo per convincere i fumatori che non esistono correlazioni tra fumo e cancro ai polmoni.

Parte di questi fondi sono stati usati per far da cassa di risonanza alle pubblicazione (scarse) che negano i cambiamenti climatici, tacendo sulle risposte (molte) della comunità scientifica che confutavano tali pubblicazioni. Altri sono stati usati per sovvenzionare associazioni e gruppi di "pensatori" che sostenessero la causa aziendale "travestendola" da azione umanitaria e scientifica.

In un memo interno del 1998 (scaricabile dal sito dell'UCS) si legge che uno degli scopi e' "far sembrare i sostenitori di Kyoto gente che vive fuori dal mondo".

La Exxon, dal canto suo, rigetta le accuse e sbandiera i 40 articoli scientifici a sostegno della sua politica (rimandare le decisioni politiche sui cambiamenti climatici fino a quando non ci saranno certezze granitiche)

Nella tabella (statistiche ufficiali del governo USA) si vede il contributo della Exxon paragonato ai consumi di vari Paesi.

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