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La Russia vuole annettersi un pezzo di Artico

Pubblicato: 29 giu 2007 da lumachina

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La dorsale Lomonosov e gli interessi petroliferi della Russia nel Mar Glaciale ArticoIl Guardian riporta le mire espansionistiche della Russia, che vorrebbe annettersi una fetta di Polo Nord ricchissima di petrolio. Sulla Pravda il prezioso fondale marino, grande quattro volte l’Italia, era segnato sotto le bandiere russe (ma non credo basti pubblicare una cartina su un giornale per reclamare un territorio).

I geologi russi hanno stimato che sotto il Mar Glaciale Artico si trovino cento miliardi di tonnellate di petrolio e gas naturale. Il diritto internazionale, valido nella “terra di nessuno - territorio internazionale” che e’ il Mar Glaciale Artico, dice che Stati Uniti, Canada, Norvegia, Russia e Danimarca possono sfruttarne economicamente quel territorio non oltre le 200 miglia dalla loro costa (la Groenlandia appartiene alla Danimarca).

I russi ora vorrebbero reclamarne un pezzo, dicendo che “la dorsale sottomarina Lomonosov è unita direttamente al territorio della Federazione Russa - ovvero alla piattaforma continentale siberiana”. Alcuni studi geologici (russi) lo confermerebbero, ma i dati definitivi dovrebbero essere disponibili nel 2009. I russi avevano fatto questa richiesta alle Nazioni Unite già nel 2001 e non sono stati i primi a voler estendere i propri confini verso il Polo.

La Danimarca aveva già reclamato senza successo la continuità territoriale con la dorsale di Lomonosov nel 2004. Sergey Priamikov, direttore internazionale dell’Istituto di ricerca dell’Artico e dell’Antartico di San Pietroburgo ha espresso qualche perplessità: “Il Canada potrebbe avanzare le stesse identiche pretese. A questo punto i canadesi potrebbero dire che la dorsale di Lomonosov è parte dello scudo canadese il che significa che la Russia dovrebbe appartenere al Canada, insieme con l’intera Eurasia.” E infatti aveva iniziato il Canada a volersi annettere pezzi di Polo Nord, ma nessuno degli altri Stati che si affacciano sull’Artico aveva riconosciuto la sovranità territoriale canadese oltre le 200 miglia.

Insomma, la geologia elementare dice che le dorsali separano i continenti, ma qui sembra che gli interessi economici vogliano piegare la crosta terrestre a proprio piacimento.

» Lomonosov Ridge on Gainesville
» Economic area of Russia to expand by million square kilometres on Russia IC
» The Artic Council

PS
Sul numero di settembre della rivista Clima raccontavano anche delle speculazioni petrolifere in Antartide: costruire sul permafrost e’ rischioso, ma se il ghiaccio calasse di spessore e il protocollo di Madrid del 1993 saltasse… se il clima continuasse a cambiare come sta facendo ora, entro un secolo potrebbero crescere gli alberi, in Antartide.

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6 commenti

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  • Profilo di Ale%

    Ale%

    29 giu 2007 - 09:39 - #1
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    La Russia è uno dei paesi che temo di più in questo momento.
    E’ una dittatura orrenda, anche peggiore di quella cinese, perchè più subdola.
    Sperèm in ben…

  • Berto

    29 giu 2007 - 10:25 - #2
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    Ho letto che comunque il petrolio sotto il polo nord non è molto (altro discorso vale x il gas) e che si esaurirebbe in un paio di decenni..

  • Profilo di Oberon

    Oberon

    29 giu 2007 - 10:45 - #3
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    Si sciolgono i ghiacci, che felicità, così potremo finalmente godere del petrolio che c’è sotto.
    Quale triste paradosso :(

  • noee

    02 lug 2007 - 00:17 - #4
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    Beh, belle conifere nell’antartide…

  • Gian Marco

    02 ago 2007 - 14:39 - #5
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    Geologicamente è impossibile che la Russia possa rivendicare la dorsale Lomonosov. Ogni paese che si affaccia sull’Artico ha sempre avuto mire espansionistiche sulla piana abissale via di comunicazione più breve fra gli oceani Atlantico e Pacifico. Se la Russia riuscisse a dimostrare una continuità geologica aumenterebbe di 1,2 milioni di km2 il territorio sotto la sua sovranità. Se così fosse il limite delle risorse petrolifere aumenterebbe oltre i 320 km dalla costa e rivelerebbe risorse di petrolio pari al 25% delle sfruttabili oltre a enormi giacimenti di stagno, manganese, oro, nichel, piombo, platino e diamanti. La missione russa, che è partita dal porto di Murmansk sul mare di Barents, s’inquadra in un’accesa competizione tra i paesi che si affacciano sull’Artico. Anche la Danimarca punta a dimostrare che la catena Lomonosov è un’estensione della sua Groenlandia, mentre il Canada ha stanziato 7 miliardi di dollari per costruire un nuovo porto artico e una flotta di nove pattugliatori artici per proteggere la propria sovranità. Gli Stati uniti, dal canto loro, hanno messo a disposizione della Guardia costiera 100 milioni di dollari per la gestione dei propri tre rompighiacci polari e per la costruzione di due nuove navi di questo tipo. Questi territori agli antipodi del globo in un momento di penuria di materie prime e risorse energetiche potranno essere nazionalizzati nel prossimo futuro mettendo da parte i trattati sull’uso degli scienziati e sulla smilitarizzazione dell’Antartico per il bene dell’umanità. L’Argentina chiede, infatti, di ampliare fino a 200 miglia nautiche i sui diritti sulla piattaforma continentale nell’oceano Atlantico e incorporare così un vasto territorio di circa 700 mila kmq e che in alcuni punti potrebbe arrivare a 320 miglia entrando così nelle “aree coloniali antartiche” della Gran Bretagna facendo cosi da preludio ad un nuovo conflitto per le isole Falkland-Malvinas, stavolta non di natura nazionalistica ma di natura prettamente economica per lo sfruttamento e il possesso delle risorse di ferro, zinco, manganese, cobalto e zolfo dell’Antartico e delle risorse ittiche dei mari glaciali.

  • Venti di guerra « eurodillo

    28 ott 2007 - 22:38 - #6
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    […] La Russia, il Canada, il Regno Unito e la Danimarca stanno facendo carte false per accaparrarsi pezzi di Artico o Antartico, dove le risorse di petrolio e gas stimate sono enormi. C’è una moratoria sull’uso di queste risorse, ma intanto questi paesi “si tutelano nel caso” i trattato decadessero. Un pò come per gli euromissili, i trattati traballano [articoli: qui, qui, qui, qui]. […]