Traffico ed emissioni bovine

bullshit! Emissioni bovine e cambiamenti climaticiSecondo un nuovo rapporto pubblicato dalla FAO, il settore zootecnico produce più emissioni di gas serra – il 18 % della CO2 - che i trasporti. Non solo, ma esso è anche una delle cause principali di degrado del suolo e delle risorse idriche. (Sia chiaro, questo non vuol dire che il contributo del traffico sia diventato trascurabile. Significa che oltre a darsi una regolata con l'abuso di automobili occorrerà anche variare un minimo la dieta e smetterla con bistecche a colazione, pranzo e cena.)

Pochi lettori di questo blog hanno una vacca, ma molti mangiano carne e latticini, contribuendo indirettamente all'accumularsi di "puzzette" in atmosfera e "cacchette" altrove.

Henning Steinfeld, a capo del settore informazione e politiche del bestiame della FAO, fa notare come la situazione sia urgente e richieda attenzione: “I costi ambientali per unità di bestiame devono essere dimezzati se vogliamo evitare che la situazione peggiori ulteriormente”

Con l’aumento del benessere, si registra ogni anno un notevole aumento del consumo mondiale di carne e di prodotti caseari. La produzione mondiale si prevede raddoppierà, passando dai 229 milioni di tonnellate del biennio 1999/2001 a circa 465 milioni di tonnellate per il 2050, mentre quella di latte aumenterà nello stesso periodo da 580 a 1043 milioni di tonnellate.

L'allevamento procura da vivere a circa 1.3 miliardi di persone (gli operai, gli impiegati, i pubblicitari e gli investitori che guadagnano producendo automobili sono molti di meno). Il bestiame, sia destinato al consumo di carne che di latte, rappresenta ormai circa il 20% di tutta la biomassa animale terrestre.

L'allevamento emette anche il 37 % di tutto il metano da attività umane (che come si vede dal grafico del post del rapporto sul clima dell'IPCC e' il secondo gas serra per importanza). Si stima che il bestiame utilizzi attualmente il 30% dell’intera superficie terrestre, si tratta per lo più di pascoli permanenti ma secondo il rapporto comprende anche un 33 % di terra arabile, usata per produrre foraggio (negli USA, circa la maggior parte dei terreni agricoli e' destinata a produrre mangimi per animali e il 70% della foresta amazzonica abbattuta e' convertito a pascolo).

I principali agenti inquinanti ed eutrofizzanti delle acque sono i rifiuti animali, gli antibiotici e gli ormoni, i composti chimici provenienti dalle concerie, i fertilizzanti ed i pesticidi.

La FAO consiglia di adottare quanto prima alcune misure che potrebbero esser d'aiuto:
Degrado del terreno: controllare l’accesso ed eliminare gli ostacoli alla mobilità nei pascoli comuni. Utilizzare metodi di conservazione del suolo e di silvo-pastoralismo, insieme all’esclusione controllata del bestiame dalle zone più fragili; meccanismi di pagamento per i servizi ambientali nell’utilizzazione di terre destinate al pascolo per aiutare a ridurre ed ad invertire il degrado delle terre.

Atmosfera e clima: incrementare l’efficienza della produzione animale e dell’agricoltura foraggiera. Migliorare l’alimentazione degli animali per ridurre la fermentazione enterica e le conseguenti emissioni di metano, ed avviare impianti di biogas per riciclare il letame.

Acqua: migliorare l’efficienza dei sistemi irrigui, introducendo tasse per scoraggiare la concentrazione su larga scala di allevamenti zootecnici in prossimità dei centri urbani.

» La zootecnica pone una grave minaccia sull’ambiente dal sito dell'ONU

» Livestock’s Long Shadow –Environmental Issues and Options.

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