Molti lettori commentando alcuni post, avevano espresso vari dubbi sulla possibilità di usare biocarburanti su larga scala.
A fornire uno studio sulla fattibilità sull’uso dei biocarburanti è la Oregon State University. Secondo le loro analisi, la produzione di biocarburanti su larga scala derivante da mais coltivato in climi temperati (finchè dura, aggiungiamo noi) negli Stati Uniti ed in Europa, può avvenire solo a costi decisamente alti, considerando produzione e distribuzione.
I biocarburanti dovrebbero invece essere prodotti da coltivazione site in climi tropicali o subtropicali dove si potrebbero produrre ad un costo più basso con un bilancio energetico positivo.
Per chi fosse interessato a tutti i dettagli, è possibile scaricare la versione integrale in formato pdf da questo link.
Via | Biopact.com
ecovan
02 feb 2007 - 14:07 - #1sfruttamento popolazioni più povere, come sempre. i magnati trovano sempre il modo per rendere il terzo mondo schiavo.
francesco
02 feb 2007 - 14:38 - #2e tu cosa faresti? li pagheresti quanto? e poi eviteresti che i governi si riapproprino degli “stipendi più alti? E’ terzo mondo per una gestione economico-politica da terzo mondo.
AXE
02 feb 2007 - 16:38 - #3ho appena letto su 4ruote che in brasile l’86% della auto vendute nel 2006 è flexfuel, cioè può funzionare sia a etanolo che a benzina, ma i brasiliani le fanno andare solo a etanolo.
raponzolo
02 feb 2007 - 18:22 - #4flexfuel=magneti marelli.
e l’italia guarda
aldo de luca
02 feb 2007 - 21:10 - #5Insisto in quello che ho gia detto in un’altra occasione.
C’è una pianta che viene ignorata perchè criminalizzata, e che potrebbe essere coltivata in quasi tutte le latitudini, per diversi scopi compreso la produzione di biocarburanti. Che non necessita di fertilizzanti ne di antiparassitari, e quindi più economica.
Questa pianta è la canapa
carlo
02 feb 2007 - 21:39 - #6chissà perchè l’idea che ai tropici si risparmia non mi sembra moralmente corretta…
catrine(de_neuf?)
03 feb 2007 - 18:11 - #7Ma il petrolio lo estraiamo dall’orto dietro casa?
No.
Allora se importi petrolio dalla Norvegia, Venezuela,Arabia Saudita che problemi ti crea sapere che il bioetanolo lo producono a Cuba o in Bulgaria?
Piuttosto che aumentare la CO2 nell’atmosfera, meglio importare dalla Papua Nuova Guinea.