Venezia, nuova protesta contro le grandi navi ma Clini è sordo

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Torniamo ad occuparci del caso, ancora aperto, delle grandi navi a Venezia. Clini prima promette provvedimenti con la pancia post disastro Isola del Giglio poi fa marcia indietro. A nulla servono i moniti dell’UNESCO, le proteste dei comitati cittadini per l’inquinamento che intossica i polmoni e deturpa i monumenti, a nulla serve lo spettro dei rischi immensi che corre la Laguna in caso di incidenti fatali o di una nuova azzardata bravata di qualche antieroe di schettiniana memoria.

E a nulla serve denunciare i crimini contro la bellezza di Venezia, messa in ombra dalle enormi navi più alte dei campanili. La bellezza, si sa, è soggettiva ed in tanti trovano straordinariamente belle queste città galleggianti a cui è attraccata Venezia, già, è questo l’impatto visivo. E ancor più belli e profumati i soldoni che ne fioccano. Ma il Comitato No Grandi Navi non è intenzionato a mollare.

Dopo l’appello a Monti e alla Loren, madrina della nuova nave da crociera della MSC, la Divina, approdata a Venezia il 2 giugno scorso, continua la protesta con una manifestazione in barca, in bici, in treno e a piedi, in programma per domenica 16 settembre alle 15. Un mega corteo pacifico da San Basilio, verso le Zattere e Punta della Dogana per chiedere a gran voce di vietare alle grandi navi di attentare alla bellezza di Venezia ed alla salute pubblica dei veneziani. Denuncia il Comitato:

Il 28 agosto, mentre a Marghera sponsorizza la luccicante torre da due miliardi di euro di Pierre Cardin, il ministro (dell’Ambiente, ricordiamolo) Corrado Clini dichiara che è “impossibile” togliere le grandi navi dalla Città antica e dalla sua Laguna. Ma “impossibile” per chi? Impossibile, forse, per i profitti miliardari delle multinazionali finanziarie che fanno da armatrici o per gli interessi dei loro agenti in loco, VTP ed Autorità Portuale, che ammettono candidamente di essere “al servizio delle compagnie da crociera”. Sembra che l’unica cosa impossibile per il Ministro dell’Ambiente sia quella di risparmiare ai suoi cittadini di respirare veleno, come a Taranto. “Impossibile” come impedire all’ILVA di uccidere i suoi abitanti e massacrare il suo territorio. Allontanare le grandi navi dalla città invece, non solo è possibile, ma sempre più necessario. È necessario perché la qualità dell’aria di Venezia rischia di assomigliare troppo a quella di Taranto. Nessuno può più far finta di non sapere quanto queste grandi navi inquinino l’aria che respiriamo. Bruciando carburanti pesanti, sporchi, carichi fino al 3,5% di zolfo, ogni nave emette emissioni pari a quelle di 14.000 automobili contemporaneamente, emissioni che vengono quotidianamente respirate da chi questa città ancora la vive e forse non è un caso che Venezia gareggi proprio con Taranto per il tristissimo titolo italiano di città con più alto numero di tumori alle vie respiratorie.

Ma Clini è sordo ai drammi ambientali che si consumano nel Paese. Il suo silenzio, complice dei rischi a cui è esposta Venezia, la sua indifferenza agli appelli dei comitati cittadini invece sono assordanti…un frastuono insopportabile di noncuranza e trascuratezza che rischia di azzittire l’urlo di Venezia, violata dalle grandi navi con il consenso del branco.

Foto | Comitato No Grandi Navi su Facebook

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