Lo squalo è cattivo, prossimamente e solo al cinema

Un tributo che fa più male del film originale. Così il CTS a proposito di Shark 3D invita a boicottare la pellicola di Kimble Rendall, dal 5 settembre nei cinema. Il CTS è impegnato, nell'ambito del programma dell'Unione Europea Life+, in un progetto di tutela degli squali del Mediterraneo, a rischio estinzione a causa della perdita di habitat e dell'inquinamento delle acque.

D'altra parte, anche a seguito dell'allarme scaturito dall'avvistamento dello squalo verdesca ad Ostia, il mese scorso, i biologi marini lo avevano ribadito: magari ci fossero più squali, proverebbero che il Mediterraneo è in salute. E invece, ci si ostina a riproporre la solita immagine dello squalo cattivo, partorita da Spielberg, che attacca l'uomo perché ha fame, magari alimentato persino da sentimenti di vendetta che ovviamente uno squalo non nutre, se non altro perché non comprende bene il male che gli fa l'uomo. Lo squalo in 3D attacca persino al supermercato dopo uno tsunami, a sottolineare l'associazione dell'uomo-cena e dello squalo famelico.

Spiega il CTS:

Quando si parla di squali nell’immaginario collettivo c’è sempre quell’immagine ricorrente del film di Steven Spielberg che ritorna alla mente. La musica che crea suspense e l’occhio spietato dello squalo pronto ad attaccare per mietere inesorabilmente vittime. Niente di più sbagliato e diseducativo, ma si sa i film quasi mai rappresentano la realtà. E dopo i danni fatti dal film di Spielberg ad alimentare la falsa immagine dello squalo che aggredisce e divora essere umani strappando con le sue potenti mascelle brandelli di corpi ci pensa ora Shark 3D in uscita nelle sale cinematografiche proprio in questi giorni. Capisco le esigenze di spettacolo del cinema ma queste pellicole purtroppo contribuiscono solo a fare disinformazione e creare delle leggende metropolitane che invadono il mondo dove col tempo si consolidano fino a diventare verità. Occorre mobilitarsi non solo per quelle specie di animali che suscitano tenerezza o che possiamo immaginare di accarezzare.

A quando un tributo ai 100 milioni di squali uccisi ogni anno dall'uomo? Molti con la crudele pratica del finning, lo spinnamento, muoiono dissanguati non per sfamarci ma per alimentare piatti raffinati ed elitari come la zuppa di pinne di squalo. E in quanto alle aggressioni nel Mediterraneo non se ne segnalano dal lontano 1989. Per la cronaca, fanno più vittime le noci di cocco.

Via | Comunicato Stampa
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail