Continua a far scalpore sui media il nome della Monsanto, la multinazionale di biotecnologie agricole. Questa volta non si tratta delle proteste dal mondo anti-Ogm ma di un’inchiesta avviata dall’Agenzia dell’Ambiente della Gran Bretagna. Come reso noto dal The Guardian, l’azienda avrebbe pagato degli intermediari per riversare tonnellate di rifiuti tossici nel villaggio di Groesfaen nel sud del Galles, pur sapendo che queste sostanze avrebbero danneggiato l’ecosistema e le persone.
Il disastro causato sembra essere veramente grande: l’agenzia ha definito il sito “il più inquinato della nazione” e ha stimato una spesa di circa 150 milioni di euro per bonificare il luogo. Nel passato non sono mancanti i segni di questo inquinamento: nel 2003 da una cava di Brofiscin (vicino Groesfaen) fuoriuscirono dei fumi sospetti, ma la comunità non venne sufficientemente informata sulla realtà del pericolo da parte delle istituzioni. Douglas Gowan, redattore del primo rapporto (1972) sulla cava di Brofiscin parla chiaro: “Le autorità hanno sempre saputo e non hanno mai fatto nulla”.
raponzolo
15 feb 2007 - 15:04 - #1“Le autorità hanno sempre saputo e non hanno mai fatto nulla”
sai che novità….
ora basta incaz.arsi per queste cose, è giunta l’ora di agire, manifestare, scrivere, boicottare , perchè il mondo è nostro e non di qualche cappetto in cerca di soldoni.
skyvisual
15 feb 2007 - 20:50 - #2La Monsanto?
Ancora?
Specializzata in prodotti OGM, era già sotto inchiesta perché i suoi prodotti creavano mutazioni genetiche nei ratti da laboratorio.
Sinceramente poi vorrei sapere dai ratti citati cosa ne pensano, dopo essere stati sacrificati ingiustamente, del fatto che crepano perlopiù per niente…
Fra
18 feb 2007 - 16:18 - #3Chissa’ perche’ non mi stupisco del fatto che le autorita’ hanno sempre saputo ma mai agito..sempre corrotti..schifosi..