NoTriv e Vendola contro Clini sul petrolio alle Tremiti

Corrado Clini

Dopo l'autorizzazione ministeriale firmata da Corrado Clini (il Ministro dell'Ambiente, nell'immagine TM News) che permetterà all'azienda irlandese Petroceltic le trivellazioni al largo delle Isole Tremiti entra ora in gioco il movimento NoTriv, chiamato in causa dal Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola:

Nell'ambito della cabina di regia convocata per il prossimo 14 settembre sulle questioni relative all'Ilva, chiederò al Ministro Clini di incontrarvi perche' sappia che non c'è solo tutta la politica pugliese, bensì tutta la società civile, i comitati e la cittadinanza, disposta a fare le battaglie contro le prospezioni e le trivellazioni nei nostri mari e sui nostri fondali

L'autorizzazione ministeriale concessa in agosto alle prospezioni petrolifere al largo delle Tremiti è tuttavia solo uno degli elementi su cui il governo punta nell'ottica di una crescita economica ed occupazionale; sono infatti attese nuove autorizzazioni relative alla Basilicata (riserva dell'85% del petrolio nazionale, che in luglio ha votato una moratoria alle estrazioni ma con un provvedimento legislativo debole se rapportato ad un decreto ministeriale), alla Puglia ed alla Sicilia, le tre regioni più ricche di idrocarburi.

Su queste basi nasce il Movimento NoTriv, per contrastare un “modello anacronistico di sviluppo che viene presentato alle comunità italiane come unica possibile salvifica via di un nuovo modello di sviluppo in funzione antirecessiva”.
Stando alla relazione di accompagnamento del decreto Crescitalia (ora legge, approvato il 24 marzo 2012) queste nuove autorizzazioni dovrebbero garantire una produzione aggiuntiva di idrocarburi per i prossimi 20 anni, con almeno 17 miliardi di Euro di entrate tra royalties e tasse; nella sola Basilicata (la regina del petrolio italiano) questo significa incrementare le estrazioni da 80.000 barili al giorno a 174.000 entro i 2015.

I NoTriv contestano tuttavia tale modello di sviluppo anche sulla base di quanto visto sino ad oggi nelle tre regioni maggiormente soggette a trivellazioni: sono innumerevoli i casi di inquinamento ambientale dovuti alle estrazioni, dalla val di Noto in Sicilia alla Val d'Agri lucana, dove ci sono i pozzi c'è inquinamento: da anni comitati di cittadini e piccole amministrazioni chiedono maggior trasparenza e maggior tutela ambientale in tal senso. Quegli stessi comitati uniti sotto il nome di NoTriv.

Via | Agi

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