Nell’immagine elaborata da EcoAlfabeta si vede quanta energia serve per accendere una lampadina. Viene trasformata in luce solo il 7% dell’energia che paghiamo.
La filiera dell’energia trasforma il petrolio in energia elettrica che poi arriva nelle nostre case.
La luce elettrica si accende facilmente, non produce fumi, non sporca… ma energeticamente parlando non mi sembra il massimo. Abbiamo delle alternative oltre al passaggio a lampadine a risparmio energetico e alla cogenerazione? Stamattina lasciatemi fare un esercizio di creatività assolutamente ipotetico. Consideratelo un brainstorming.
Sotto le nostre città ci sono reti di distribuzione del gas. A me verrebbe voglia di fare due calcoli per capire se ci converrebbe tornare a usare le lampade a gas… magari d’inverno potrebbero essere comode, visto che d’inverno serve anche scaldare l’interno delle case.
Quello che facciamo adesso e’ usare il gas per cucinare e per far andare una caldaia. In entrambi i casi da queste combustioni si produce anche luce (che va generalmente sprecata).
Una soluzione per ridurre gli sprechi potrebbe essere quella di convogliare la luce prodotta nella caldaia (che per essere efficiente deve essere isolata e per essere sicura e’ lontana dai locali abitati) negli ambienti da illuminare tramite cavi in fibra ottica.
I piani cottura e i fondi delle pentole potrebbero essere resi altamente riflettenti, per sfruttare la luce delle fiamme sotto le pentole. Sarebbe utile avere il piano cottura leggermente inclinato verso la parete, per non abbagliare chi cucina e abbinare il sistema ad un sensore di luminosità che quando i fornelli sono accesi abbassa la luminosità delle lampadine in cucina. Regolando il sensore sulla luminosità desiderata si compenserebbero automaticamente gli sprechi.
Ok, so che avete già pronti suggerimenti e critiche, vi ricordo che si tratta di un esercizio esplorativo: evitate di darmi della pazza (lo so già, me lo ripetono in molti tutti i giorni) e ditemi quali sarebbero secondo voi i costi, i problemi, le soluzioni tecniche e i rischi di queste idee.
stever
26 feb 2007 - 09:20 - #1Per l’illuminazione mi sembra estremamente più semplice ed economico dell’impianto complicato di recupero luce della caldaia a gas (che tra l’altro non tutti hanno, soprattutto quelli come me che hanno il riscaldamento centralizzato condominiale) dotare l’appartamento di luci a basso consumo e collegarle ad un sicuro pannello fotovoltaico.
MarcoP
26 feb 2007 - 09:36 - #2Concordo con Stever, la tua soluzione è troppo complicata per risultare economica e richiede troppi interventi su troppi apparati.
Cmq complimenti per la fantasia!
;-)
Gemon
26 feb 2007 - 12:58 - #3l’uso di lampade a led? forniscono lo stesso apporto di luce diffusa o ancora non sono competitive da questo punto di vista?
Marco Pagani
26 feb 2007 - 15:46 - #4Grazie per avere linkato il post.
Ho seguito la filiera energetica dal petrolio alla lampadina come un esempio (si potrebbe fare anche con il gas naturale e non cambierebbe di molto). Più la filiera è lunga e più si spreca: occorrono quindi filiere corte e rinnovabili!. Pannelli solari sopra il tetto e una lampada a fluorescenza risolverebbero il problema: il rendimento sarebbe tra il 15% e il 20%, ma senza fossili. Approfittiamo del decreto energia del governo, approfittiamo…
Lumachina
26 feb 2007 - 16:44 - #5Marco, complimenti. Ottimo post e ottima immagine.
vad
26 feb 2007 - 17:25 - #6x gemon: i LED saranno il futuro, ma non sono il presente. Quelli ad alta intensità hanno ancora problemi di surriscaldamento (montano delle alette per dissipare il calore).
Da quel che so, sui LED bianchi pendono inoltre pesanti brevetti. Quando quelli se ne andranno (sono ventennali), allora la grossa industria farà ricerca e avremo LED a basso costo. Circa un mese fa ho letto un’intervista ad un dirigente (italiano) Philips che, alla domanda “quale sarà la prossima innovazione che porterete nelle nostre case?” ha parlato delle luci a LED.
Ciao,
vad
ecoblog
29 mag 2007 - 14:16 - #7[…] […]
ClaB
25 mar 2008 - 15:27 - #8Come sono calcolate queste percentuali?
non mi quadra.
Sono ing. elettrico e 2% di perdite sul trasporto non mi torna per niente.