Discarica di Guidonia, i veleni alle porte di Roma

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Secondo il Comitato Risanamento Ambientale di Guidonia l’intera Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) sulla discarica cittadina dell’Inviolata (la seconda per volumetria nel Lazio, dopo Malagrotta) andrebbe riaperta e rivista in base a numerose Osservazioni di carattere tecnico che rilevano numerose criticità sull’area.

Nel caos sociale che deriva dall’emergenza rifiuti di Roma Capitale, che dopo la scelta (ad opera del Commissario straordinario Sottile) del nuovo sito per la grande discarica registra quotidianamente proteste da parte degli abitanti di Valle Galeria, si potrebbe inserire anche il problema ambientale che deriva ormai da anni sugli invasi dell’Inviolata di Guidonia Montecelio.

Già nel novembre scorso il sindaco di Guidonia Eligio Rubeis chiedeva alla Provincia di Roma la convocazione della Conferenza dei servizi dopo che l’Arpa aveva sottolineato la presenza di agenti inquinanti provenienti dall’Inviolata.
A fronte di questo, e della Diffida della Provincia nell’aprile scorso, il gestore della discarica, la società EcoItalia 87 Srl (parte della galassia societaria del proprietario della discarica di Malagrotta Manlio Cerroni) aveva iniziato le operazioni necessarie per la messa in sicurezza delle acque sotterranee; tuttavia numerose associazioni locali e comitati di cittadini hanno depositato alcune osservazioni di cui si è fatto portavoce il Comitato Risanamento Ambientale.

Oltre alla pregressa situazione di contaminazione delle acque del sottosuolo e ai dubbi su alcune “forzature” ad opera della Regione (come sulla volumetria autorizzata) e sull’AIA del 2009 che autorizzava il sesto invaso in deroga alle normative, i comitati hanno espresso perplessità anche sulla distanza tra la discarica ed i centri abitati.

“A norma” secondo Regione e gestore, secondo le distanze ufficializzate del Comune di Guidonia Montecelio le prime abitazioni sarebbero a 1100m dall’invaso (la normativa regionale prescrive una distanza minima di 1500m); ci sarebbe inoltre la questione dei vincoli ambientali, non rispettati a detta dei comitati perchè contigui ad aree protette come il Parco dell’Inviolata, le cui peculiarità naturali ed archeologiche verrebbero “deprezzate” dalla discarica: alcuni “pozzi spia” nel Parco sarebbero inquinati e il rischio idrogeologico non sarebbe previsto dal piano industriale presentato dalla Eco Italia.

Per questi motivi il Comitato Risanamento Ambientale ha chiesto la riapertura ed il riesame dell’AIA sulla discarica di Guidonia Montecelio.

Via | Legambiente

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