In Spagna, volevano usarle per produrre petrolio ma qui pare si faccia molto più sul serio. In Giappone è stata creata una joint venture per riuscire ad estrarre energia dalle alghe. Infatti, Tokyo Gas Co. e New Energy and Industrial Technology Development Organization (NEDO) si sono unite nel 2002 per arrivare a creare un impianto di produzione elettrica basato sulle alghe, e i primi risultati dei test si avranno tra poco, a marzo.
Questi permetteranno di capire se il sistema può essere progettato su larga scala e per uso commerciale, visto che gli studi delle condizioni ottimali per la fermentazione dei diversi tipi di alghe presi in considerazione sono stati tutti positivi. Nei test effettuati finora, una tonnellata al giorno di alghe ha prodotto 20 kilolitri di gas metano che genera circa 10 kilowatt di elettricità all’ora, tanto da fornire energia a 20 abitazioni.
Via | TreeHugger.com
renzo
27 feb 2007 - 14:32 - #1Togliere nutrimento al mare non mi sembra una cosa positiva. Se si concentrassero sui rifiuti.
nataluca
27 feb 2007 - 15:03 - #2L’idea non e’ nuova, ci sono numerose startup che lavorano nella produzione di biofuel direttamente dalle alghe (ad esempio GreenFuel, appena trovata via Google ;-)).
Il problema di “togliere il nutrimento al mare” effettivamente sussiste ma da quello che ho capito il trend e’ quello di coltivare le alghe in bacini artificiali e/o in bioreattori e quindi in ambienti controllati.
francesco77
27 feb 2007 - 15:07 - #3ma perchè non ragioni invece di dare suggerimenti che non hanno ne capo ne coda?
Cosa pensi che le alghe le prendano dal mare
? Ne faranno allevamenti creati ad hoc.
francesco77
27 feb 2007 - 15:10 - #4mi riferisco al primo post ovviamente.
harlock
27 feb 2007 - 15:25 - #5#1
come sarebbe a dire “se si concentrassero sui rifiuti”???
a parte il fatto che allevare alghe è una roba semplicissima e lo sa chiunque ha un aquario,
si può anche concentrarsi sul biogas da allevamenti in quei posti dove non ci sono bacini per le alghe.
In più naturalmente: Tutti a decrescere
Luca M
27 feb 2007 - 16:11 - #6secondo me se parliamo di biomasse le alghe sono l’unica soluzione perchè sono più facili da coltivare e con cicli più semplici; basta pensare all’eutrofizzazione che si verifica “naturalmente” nel mare. Poi non credo proprio che si tolgano nutrimenti al mare, infatti basta disciogliere le ceneri che si producono dal processo e si reimmettono in circolo i minerali; la CO2 invece la si utilizza per la produzione del metano che poi tornerà CO2. Quindi mi sembra piuttosto semplice.
Saluti
nataluca
27 feb 2007 - 17:44 - #7A proposito… con le alghe coltivate ci si produce anche l’idrogeno.
http://it.wikipedia.org/wiki/Produzione_biologica_di_idrogeno
renzo
27 feb 2007 - 22:06 - #8Se è un processo ad alto rendimento senza sfruttamento della natura allora ok. Potrebbero fare una cosa del genere per la canapa.
Luca M
28 feb 2007 - 13:40 - #9@renzo
il problema della canapa è lo stesso di tutte le altre colture. Mi spiego: per il mare ti preoccupavi delle risorse? per la terra è lo stesso, anzi peggio! questo perchè per mantenere fertile un terreno (se si asporta del materiale) c’è bisogno non solo dei singoli elementi minerali che la compongono, ma anche della sostanza organica che mantiene fertile detto terreno.
Al giorno d’oggi le letamazioni non si fanno perchè non sono convenienti, quindi i terreni sono poveri di sostanza organica. Ecco perchè le biomasse da colture agricole o da piante non possono (secondo me e non solo) andare da nessuna parte, perchè vanno ad impoverire il terreno. Se facessimo delle letamazioni se ne potrebbe anche discutere, ma poi sarebbe più costoso il prodotto e quindi l’energia.
Claro? =)
Saluti
harlock
28 feb 2007 - 18:18 - #10luca M,
la canapa non impoverisce il terreno, non abbisogna di diserbanti perchè è già un erbaccia, quando fai il raccolto trovi il terreno morbido e fertile.
se ne parla qui:
http://www.ecoblog.it/post/2677/la-piu-grande-creatura-vivente
(amministrazione/redazione BLOGO:la ricerca non è ottimale, scrivo populus e mi trova tutti i post sulla natura. non è quello che si intende per ricerca mirata)
roberto
28 feb 2007 - 21:08 - #11per harlock: per quanto riguarda la ricerca mi son lamentato anch’io, lumachina gentilmente ha inoltrato la lamentela a blogo che puntalmente non ha risposto. visto l’efficienza dei prodotti targati windows? chi glielo fa fare a blogo di integrare un motore così scadente su tutti i suoi blog? spero che almeno vengano pagati per prendere una cosi antieconomica decisione.
ti svelo un piccolo trucchetto per usare la vecchia ricerca: http://www.ecoblog.it/cerca/parola da cercare
spero che svelare questo trucchetto non abbia come conseguenza la cancellazione del vecchio motore di ricerca
ciao!
Luca M
28 feb 2007 - 21:43 - #12Ogni specie che vive su di un terreno lo impoverisce! certo, non è lo stesso impoverimento del frumento o delle specie coltivate, ma solo perchè non viene spinta la produzione.
Il ciclo naturale prevede che la pianta estragga dal suolo i minerali e li concentri all’interno dei tessuti per poi essere ceduti nuovamente all’ambiente con la mineralizzazione e decomposizione della materia.
Se questi tessuti li prendiamo e portiamo da un altra parte, è chiaro che i conti non tornano e quindi avremo un bilancio negativo in quel terreno su cui la pianta è cresciuta (sia per i minerali che per la sostanza organica, anche se per quest’ultima le cose si complicano un po’ con la produzione di humus).
Se poi vogliamo parlare della qualità della fibra e del migliore sfruttamento del suolo quello è un altro discorso su cui concordo.
Riprendendo il discorso fatto da te nel post suddetto, si deduce che la canapa impiega meno tempo e produce di più, quindi è maggiormente produttiva, ergo: sfrutta più le risorse del suolo (visto che le risorse non gliene forniamo noi attraverso i concimi).
Io stavo parlando semplicemente di risorse naturali del suolo, tanto da qualche parte sta pianta dovrà procurarsi i mattoncini no? =)
Son stato spiegato? =D
Saluti
harlock
01 mar 2007 - 09:56 - #13vero è che uno sfruttamento eccessivo impoverisce i terreni.
I fertilizzanti hanno avuto un uso su larga scala con l’avvio dell’agricoltura industrializzata e la ricerca del profitto a scapito della qualità del coltivato e del terreno.
La canapa non sarà il rimedio a ogni male ma è sicuramnte più sostenibile di altere colture.
La posssibilità di due raccolti annuali potrebbe lasciare lo spzio per un ripristino della turnazione con campi lasciati a pascolo o per sfalcio con abbandono sul posto degli scarti ecc, così da ripristinare lo strato organico del terreno.
Questo significherebbe però fregarsene dell’economia attuale e vivere secondo le non più esistenti stagioni.
non significa tornare alla candela, ma evolversi.
Luca M
01 mar 2007 - 13:57 - #14Conclusione: io quoto le alghe per l’energia da biomassa e la canapa per la produzione di cellulosa.
Saluti =)
harlock
01 mar 2007 - 23:35 - #15concordo
harlock
01 mar 2007 - 23:40 - #16#roberto, grazie del suggerimento, funziona.
notato che ossblog ha la vecchia ricerca? mica linux e co si possono piegare a bill il cancello.
oltretutto ecoblog dovrebbe spingere su questo tasto: sistemi opensource inquinano meno di windowz in quanto possono girare anche su macchine “datate” mentre windowz, coi suoi aggiornamenti e nuove edizioni sempre più risorse-dipendenti costringono ad un troppo veloce ricambio di pc con conseguente accumulo di tecnomonezza.