Il ministro Clini denuncia il sistema delle bonifiche in stato d'emergenza

Il 27 agosto scorso, in un'intervista concessa al quotidiano la Repubblica passata pressocchè sotto il completo silenzio (forse anche perchè comparsa solo a pagina 39 sul quotidiano in vendita in edicola) il ministro per l'Ambiente Corrado Clini si è scagliato contro l'attuale sistema di bonifiche ambientali che si svolge, nella stragrande maggioranza dei casi, in regime di emergenza.

Il ministro ha parlato chiaramente dell'esistenza di un sistema marcio sulle bonifiche ambientali prendendo ad esempio le mai compiute opere di risanamento ambientale della laguna Grado e Marano: dopo lo stanziamento di soldi in regime di emergenza le bonifiche non sono mai partite e ci si ritrova oggi con un passivo di 100milioni di euro e un'indagine della magistratura; se si pensa che attualmente sono ben 56 i Siti Inquinati di interesse Nazionale (SIN) in attesa di bonifica, è evidente che il sistema denunciato dal ministro deve cambiare in tempi brevi.

Secondo Clini sono emblematici i casi di Grado e Marano, ma anche di Bagnoli a Napoli e di Porto Marghera a Venezia:

invece di risanare questi territori, i Sin, con il sistema da stato d'emergenza e tutta l'impalcatura che ci stava intorno, sono diventati una palestra per mungere soldi allo Stato

Secondo il ministro dunque il dicastero prometteva e stanziava i fondi facendo intendere alle Regioni che più era grande l'area da bonificare e, ovviamente, più soldi ci sarebbero stati; in verità

il fine non era mettere a posto il sito ma cercare di approfittare dei finanziamenti. Una deriva che è diventata strutturale con il ricorso alla Protezione Civile per la gestione delle emergenze

Clini spiega che le emergenze, prorogate spesso per anni (come alla Maddalena o a Marghera), sono fiorite quando la Protezione Civile ha cominciato a gestirle nella medesima modalità dei grandi eventi come i Mondiali di Nuoto di Roma o il G8 prima alla Maddalena e poi a L'Aquila:

E' stato un sistema vergognoso, un danno per lo Stato. [...] a livello nazionale abbiamo limitato le emergenze a casi che davvero lo richiedono, ma siamo ancora pieni di problemi, Maddalena compresa. C'è stata una deresponsabilizzazione delle amministrazioni, sostituite da commissari e strutture di missione. Stiamo ritornando ad una gestione ordinaria. Il ministero si è ripreso le sue competenze

Nel sistema, spiega ancora il ministro,

la Protezione civile era autorizzata a fare di tutto in nome dell’emergenza, fornitori e consulenti sono sfuggiti a ogni gara pubblica. È un circuito che abbiamo interrotto ma che produce strascichi

come nel caso della nuova discarica di Roma ai Monti dell'Ortaccio, sito decretato proprio in regime di commissariamento per l'emergenza rifiuti.

Via | laRepubblica
Foto | TmNews

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