Obama parla all'America e rivendica il gas scisto su petrolio e cambiamenti climatici

Il discorso di Barack Obama pronunciato la sera del 6 settembre durante la DNC Convention Night a Charlotte North Carolina e cui annuncia la sua ricandidatura merita un po' di riflessioni dal punto di vista delle future scelte energetiche degli Stati Uniti. Il che, ci impone il salto dall'ecologia alla geopolitica (su Polisblog trovate i punti del discorso in italiano)

Dice infatti Obama:

E sì, il mio piano continuerà nel voler ridurre l'inquinamento da anidride carbonica che sta riscaldando il nostro pianeta, perché il cambiamento climatico non è una bufala. Più siccità e inondazioni e incendi non sono uno scherzo. (applausi) Sono una minaccia per il futuro dei nostri figli.


Ma gli Stati Uniti non hanno mai sottoscritto il Protocollo di Kyoto e neanche sono d'accordo con le risoluzioni prese all'ultimo Cop 17 di Durban e sono opposti nel più classico stile Bush. Il mistero su come Mr. Obama intenda ridurre le emissioni di CO2 resta ma i democratici sembrano già molto contenti nell' aver sentito pronunciare l'esistenza dei cambiamenti climatici nella città di Charlotte in North Carolina, Stato che ha una legge che nega i cambiamenti climatici e in contrapposizione al negazionismo di Mitt Romney.

Veniamo all'uso delle energie rinnovabili che in America includono un ampio spettro di fonti (un po' come accade in Italia, eh!) incluso il gas naturale che altro non è che gas scisto ottenuto dal fracking, frantumazione delle rocce per cui si consumano ingenti quantità di acqua (dai 3 ai 5 galloni per frack) e solventi chimici (per liberare il metano dalle rocce) che non sono recuperabili nella totalità. Accade dunque che acqua e solventi non recuperati impregnino il sottosuolo andando a intaccare falde acquifere. La cosa è già accaduta in Pennsylvania e pure testimoniata nel documentario Gasland. La stessa IEA, l'Agenzia per l'ambiente americana chiede maggiori regole e ricorda che estrazioni di scisto producono enormi quantità di emissioni di CO2 causate anche dal flaring.

Ma Mr. Obama alla sua delirante platea dice:

Abbiamo raddoppiato il nostro utilizzo di energia rinnovabile, e migliaia di posti di lavoro e gli americani hanno oggi turbine eoliche e batterie a lunga durata. Solo nell'ultimo anno abbiamo ridotto le importazioni di petrolio di 1 milione di barili al giorno, più di ogni amministrazione nella storia recente. E oggi gli Stati Uniti d'America sono meno dipendente dal petrolio straniero che in qualsiasi momento nel corso degli ultimi due decenni.

Infatti tra gas scisto o gas non convenzionale o naturale e petrolio non convenzionale o scisto bituminoso negli Usa sono effettivamente al pareggio tra offerta e domanda e dunque il big dream, quello dell'autonomia energetica sembra davvero possibile. Questa la conferma nel discorso di Mr. Obama:

Abbiamo aperto milioni di ettari alle nuove estrazioni di petrolio e gas negli ultimi tre anni e ne apriremo ancora. Ma diversamente dal mio avversario (non lo cita mai per nome durante tutto il discorso NdR) non lascerò alle compagnie petrolifere la scrittura del piano energetico di questo paese o di mettere in pericolo le nostre coste o di raccogliere altri 4 miliardi di dollari di royalties dai nostri contribuenti. Grazie a tutto ciò questa strategia energetica taglierà le importazioni di petrolio della nazione della entro il 2020 avremo 600 mila nuovi posti di lavoro.

A quale prezzo Dio solo lo sa. Di certo le trivellazioni e le perforazioni sono raddoppiate in tutto il Paese e il conto ambientale arriverà evidentemente.

Via | Barack Obama, State Impact
Foto | TMNews

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