Riscaldamento globale, una lontra ci salverà

lontra e cucciolo

Ricci, alghe, riscaldamento globale, lontre, stoccaggio di CO2: elementi apparentemente isolati che intessono in realtà una fitta rete di legami, molto complessi, al punto da rappresentare una delle risposte naturali più efficaci contro i cambiamenti climatici. Lo svela una ricerca in via di pubblicazione sulla rivista scientifica Frontiers in Ecology and the Environment, a cura dei ricercatori della University of California Santa Cruz.

La catena, per quanto all'apparenza complessa, è piuttosto lineare nelle reazioni innescate. Le lontre di mare si nutrono di ricci. I ricci si nutrono di kelp (alghe brune). Le alghe assorbono enormi quantità di CO2, rallentando il riscaldamento globale. Di conseguenza, spiegano gli autori, Chris Wilmers e James Estes, docenti di ecologia e biologia evolutiva, un aumento della popolazione di lontre di mare si tradurrebbe in una diminuzione dei ricci in circolazione. Diminuendo i ricci, ci sarebbe un incremento di alghe che a sua volta garantirebbe un maggior assorbimento di CO2, con gli effetti noti sulla mitigazione dell'aumento delle temperature. Aumento, ricordiamolo, imputabile all'effetto serra esacerbato dalle emissioni delle attività antropiche (la concentrazione di CO2 nell'atmosfera è aumentata del 40% dalla Rivoluzione Industriale ad oggi).

L'assorbimento della CO2 non sarebbe di poco conto: i ricercatori stimano infatti che, diminuita la pressione dei ricci sulle alghe brune, le foreste marine di kelp saranno in grado di catturare fino a 12 volte più CO2 rispetto al normale, ovvero a quando sono oggetto della fame vorace dei ricci. Come ha sottolineato il professor Wilmers questo studio dimostra che gli animali hanno un ruolo cruciale nel ciclo del carbonio.

lontre riscaldamento globale

Dall'analisi dei dati raccolti in 40 anni e relativi alle popolazioni di lontre marine e alla presenza di kelp, dalle acque del Canada ai fondali dell'Alaska, è emerso che i ricci vivono nascosti quando in giro ci sono le lontre e divorano meno alghe, nutrendosi solo di avanzi. Le temperature, ci tengono a precisare gli autori, non diminuiranno d'incanto solo grazie alla reintroduzione della lontra di mare ma certamente preservare le popolazioni e gli equilibri degli ecosistemi marini è un'ottima strategia per mitigare gli effetti del riscaldamento globale. In questo momento, infatti, tutti i modelli sulla mitigazione dei cambiamenti climatici ignorano gli animali. Ma il riscaldamento globale riguarda tutti gli esseri viventi che reagiscono ed incidono sull'aumento piuttosto che sulla diminuzione delle emissioni.

In soldoni americani, il valore delle lontre nel sequestro di CO2 vale, sul mercato dei carbon credit, tra i 205 ed i 408 milioni di dollari. I ricercatori propongono di rivendere il carbonio sequestrato indirettamente dalle alghe ed utilizzare il denaro per finanziare progetti di conservazione e reintroduzione della lontra, oltre che per ricompensare i pescatori delle perdite causate agli stock ittici da un aumento delle lontre.

Foto | Flickr; Mike Baird

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