Acqua pubblica, la rete a perdere

Dopo le prime piogge dei giorni scorsi sembra rientrata l'emergenza idrica che ha afflitto molte zone d'Italia negli ultimi mesi; le sorgenti sono tornate a livelli accettabili e i razionamenti decisi da alcune amministrazioni in Sicilia, in Puglia, in Calabria e persino nel Lazio nella provincia di Latina, sono terminati.

Ma non sono esauriti i problemi della rete idrica che troppo spesso disperde le risorse, paradossalmente proprio nelle zone con maggiori problemi di approvvigionamento; è il caso, ad esempio, della provincia di Latina che disperde fino al 60% delle proprie risorse.

Stando a uno studio pubblicato dalla società di consulenza strategica Athlesys la provincia laziale vede letteralmente gettare nel vuoto un ingentissimo quantitativo d'acqua; questo nonostante ci siano realtà balneari come Gaeta, Minturno e Formia che abbiano dovuto tamponare una vera e propria emergenza idrica riducendo i flussi e inviando autobotti da 90€ l'ora di affitto.

Sono in molti a chiedersi dove siano finiti i 130milioni di euro che dal 2003 sono giunti per l'ammodernamento della rete idrica, per ridurre le perdite fin solo all'11%; al Comitato Acqua Pubblica di Aprilia

Ci chiediamo se per il sud pontino sia trattato di una vera emergenza, oppure se la “combriccola del rubinetto” in questi anni non si sia concentrata più per perseguire alchimie finanziarie, che scaricano debiti sui Comuni e sugli utenti, che sui lavori che avrebbero dovuto eseguire per riparare le perdite note da tempo

Secondo il Comitato la società Acqualatina (gestore della rete idrica) si è mossa per le bonifiche da arsenico (problema risoltosi sia con l'innalzamento dei limiti di legge sia con blande bonifiche) e per i casi di inquinamento ma solo perché i problemi che ne potrebbero derivare potrebbero avere conseguenze penali.

Quello dell'ammodernamento della rete idrica non è tuttavia un problema solo di Latina, ma di buona parte del centrosud: se pensiamo che tubi per l'acqua in amianto corrono per tutta Roma è evidente l'importanza di avviare un serio programma di bonifica e ammodernamento.

Secondo Athlesys servirebbero:

Investimenti per 65 miliardi per la revisione dei quasi 200mila chilometri di rete idrica, in parte da ricostruire e in parte da sostituire: si potrebbe iniziare a mettere, letteralmente, una toppa alle perdite della rete che, a livello nazionale, sfiorano il 40

I precedenti governi hanno tentato la pilatesca carta del lavarsene le mani privatizzando la rete idrica, ma il referendum dello scorso anno ha chiuso questa possibilità; è tuttavia una questione che ogni anno si fa sempre più urgente

soprattutto per evitare multe che ammonterebbero a ben 1 miliardo al giorno, da parte dell’Unione europea, per ogni giorno di ritardo a partire dal 2016, se non si mettono in campo interventi

Via | Corriere della Sera
Foto | Flickr

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