La tartaruga carnivora di Roma e le specie aliene che proliferano

I colleghi di 06blog mi segnalano la storia della tartaruga carnivora avvistata a Roma a Villa Pamphili. Oltre il sensazionalismo de "la tartaruga mozzica", siamo davanti al chiaro esempio di presenza di specie alloctone che entrano in conflitto con le nostre autoctone in merito alla colonizzazione degli ecosistemi e al procacciamento di cibo. E a soffrirne è la nostra emys orbicularis la testuggine palustre europea aggredita dalla più forte africana e anche dall'americana.

Ho chiesto a Peppe Croce esperto in allevamento di tartarughe di dare un occhio alle foto e mi dice essere una Trionyx triunguis di quelle che compri alle fiere e da crescere negli acquari. Arriva dalla Africa e cresce nel Nilo e nei corsi d'acqua di Israele, Libano, Siria e Turchia. Si vende regolarmente e sembra che Villa Margherita a Bologna ne sia piena. Ma di invasioni di questo genere ve ne sono un po' in tutta Italia.

Qualche mese fa nel Brenta hanno invece contato la presenza di 6 tartarughe americane, Trachemys scripta sempre carnivore e l'analisi è stata fatta proprio dall'assessore all'Ambiente di Vigodarzere.

Spiega l'assessore Moreno Boschello:

Essendo carnivore, si nutrono di vermi, piccoli pesci ma anche di anfibi, uova di tutte le specie, minacciando tutto l'ecosistema. Da adulte arrivano fino a 30 centimetri. Il carattere aggressivo ha la meglio su quello delle italiche tartarughine palustri, già sparite dai nostri fossi perché tombinati o ripuliti con mezzi meccanici che le uccidono.

La soluzione? Le tartarughe vanno tolte da quell'ambiente e consegnate in un centro di recupero autorizzato. La segnalazione va fatta o all'assessorato competente o alla Forestale.

Foto | Tarta Club Italia

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