Se muoiono le foreste muore anche l'uomo

Pagheremo un prezzo alto per la caduta dei giganti. I benefici ambientali delle immense foreste di alberi secolari distrutte in Amazzonia, in Asia ed in Africa per far spazio alle piantagioni usa e getta dell'industria del legname, non potranno essere sostituiti da interventi di riforestazione. I nani, senza le spalle dei giganti, possono molto poco. Frammentare le foreste per costruire strade ed infrastrutture energetiche condanna i grandi alberi alla solitudine ed alla morte perché li espone maggiormente all'attacco delle intemperie, delle escursioni termiche e dei parassiti.

Una conferma dei danni per l'umanità che derivano dalla perdita irreversibile delle grandi foreste arriva da una recente analisi, condotta dai ricercatori William e Leander Anderegg della Carnegie Institution for Science, in collaborazione con Jeffrey Kane della Northern Arizona University. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Climate Change, si è concentrato sugli effetti dei cambiamenti climatici sulle foreste.

Nel corso degli ultimi due decenni, la siccità ha causato la morte di migliaia di ettari di foreste in tutti i continenti. Il declino delle foreste ha effetti a livello locale, sugli ecosistemi forestali; sull'uomo, perché le foreste regolano processi vitali come la depurazione delle acque; sul clima globale, perché le foreste incidono sulla formazione delle piogge ed hanno un ruolo determinante nel ciclo del carbonio.

Le ondate di calore e la siccità esacerbate dai cambiamenti climatici in atto stanno e continueranno a portare ad una proliferazione di parassiti che decimerà ulteriomente gli alberi, con conseguenze drammatiche sugli equilibri globali. I detriti degli alberi secchi incrementeranno gli incendi boschivi (più emissioni, dunque); la moria delle foreste inciderà sugli equilibri idrologici e sulla quantità di nutrienti presenti nel suolo. La decomposizione degli alberi caduti metterà inoltre in circolo ulteriori emissioni di CO2, esacerbando il riscaldamento globale.

Ci sono ancora pochi studi sull'adattamento delle foreste ai cambiamenti climatici e sull'impatto a livello locale e globale. Secondo gli autori, occorre un approccio multidisciplinare al tema perché la scomparsa delle foreste avrà un impatto drammatico su tutto quello che ci circonda: dalla disponibilità di risorse al clima, dagli effetti su altre specie viventi all'impatto sull'industria del legname e sui frutteti. Senza la piena consapevolezza dei danni che derivano dalla perdita delle grandi foreste, si proseguirà con politiche incoscienti che avranno conseguenze irreversibili per la sopravvivenza della stessa umanità.

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