Amianto misto ad asfalto, i rifiuti speciali della mafia lombarda

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La Procura di Milano ha inviato questa mattina l’avviso di conclusione indagini ai titolari e ad alcuni autisti dell’azienda brianzola Perego Strade (22 persone in tutto), nell’ottica dell’operazione Infinito contro le infiltrazioni ‘ndranghetiste in Lombardia.

Sembrerà c’entrare poco con questioni relative all’ambiente, ma gli atti dell’inchiesta dicono altro: gli indagati sono accusati infatti di aver effettuato oltre 6mila viaggi per trasportare rifiuti speciali al conferimento, salvo smaltire tutto nei numerosi cantieri sparpagliati per la Lombardia; 2,3 milioni di euro i proventi che l’azienda (infiltrata dalla malavita calabrese) avrebbe portato a profitto.

Il concorso in traffico illecito di rifiuti ipotizzato per tutti e 22 gli indagati avveniva (negli anni tra il 2007 e il 2009) in modalità consolidata: i materiali di risulta dei cantieri (tra cui la Clinica Mangiagalli di Milano) venivano smaltiti illecitamente senza che i committenti ne sapessero nulla: questi rifiuti (in parte inerti da demolizione edilizia ma in larga parte contenenti amianto) venivano localizzati in diverse parti della regione (da Milano, a Como, a Varese) e formalmente smaltiti in discariche speciali.

Utilizzando il “vecchio” trucco del movimento terra questi venivano diffusi al suolo e rimestati, fino all’interramento, ma non solo; secondo gli atti della procura molti rifiuti speciali sono stati utilizzati nelle amalgame degli asfalti: lo svincolo di Lurago d’Erba tra la Como-Bergamo e la Vallassina (dove nasce il fiume Lambro), ma anche il raddoppio ferroviario Carnate-Airuno e il cantiere della Paullese.

Per non parlare del caso dell’ospedale Sant’Anna di Como, la cui area è stata contaminata dall’amianto come dimostrato dai carotaggi della procura: a distanza di mesi gli sbancamenti e i livellamenti hanno disperso l’amianto misto a terra su centinaia di metri quadrati, rendendone impossibile la riscontrabilità.

Sarebbero tuttavia ben 110mila i metri cubi di rifiuti speciali smaltiti in questo modo dalla Perego Strade, già in passato con trascorsi malavitosi; il bailamme edile che l’Expo garantirà alla regione Lombardia fino al 2015 non ha messo in moto degli interventi adeguati ad evitare le prevedibili infiltrazioni mafiose nei business legati agli appalti ed allo smaltimento dei rifiuti e la Lombardia si trova oggi a fare i conti con problemi che le procure calabresi hanno imparato ad affrontare: negare la presenza della ‘ndrangheta è ormai più pericoloso della ‘ndrangheta stessa.

Via | IlGiorno
Foto | PeregoStrade

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