
I leader dell’Unione Europea hanno fatto un passo avanti al “Abbiamo deciso di fissare un obiettivo per la produzione di energie rinnovabili e che questo obiettivo sarà vincolante, ma dovremo discutere in seguito su che cosa questo significherà per ogni stato membro”. La buona notizia arriva dal primo ministro svedese Fredrik Reinfeldt.
L’obiettivo vincolante è la riduzione del 20% entro il 2020 delle emissioni di gas serra, rispetto ai dati relativi al 1990.
Chirac, a capo di un Paese, la Francia, le cui centrali nucleari producono il 70% dell’energia utilizzata, ha aggiunto “Come minimo, gli obiettivi per la produzione di energia attraverso fonti rinnovabili dovrebbero tenere in considerazione anche il ruolo giocato dalle fonti a bassa emissione di anidride carbonica, come il nucleare e il carbone pulito, nelle nostre scelte di politica energetica nazionale”.
Sul fatto che il carbone pulito emetta poca CO2… ecco… presidente… forse dovrebbe ricredersi. Italia, Germania, Austria, Irlanda e Belgio hanno rinunciato anni fa al nucleare e preferirebbero che gli sforzi (i finanziamenti) europei venissero indirizzati altrove.
Il cancelliere tedesco Angela Merkel sottoporrà stamattina ai capi di Stato e di Governo riuniti a Bruxelles una mediazione: ovvero un obiettivo comune europeo che lasci liberi i vari membri di decidere come suddividere il mix energetico. Questo mix dovrebbe contenere almeno un 20% di energia pulita. Il problema da discutere è se il nucleare si possa definire pulito come vorrebbe la Francia.
Il grafico riporta la produzione europea di energia rinnovabile stando ai dati Eurostat 2001. Se dovesse continuare a non piovere, la fetta dell’idroelettrico si ridurrà e lo sviluppo delle altre fonti diventerà una scelta obbligata.
» Energia pulita, il piano Ue non convince i “carbonari” su LaStampa
» L’UE vuole un’energia piú verde ma è scontro sul nucleare
AXE
09 mar 2007 - 10:16 - #1è incredibile quanto poco conti il fotovoltaico.
Mattia77
09 mar 2007 - 10:34 - #2@Per me è credibilissimo, anzi mi pare anche troppo ottimistico lo 0,7%
Fabio !!!
09 mar 2007 - 13:44 - #30.07% per il fotovoltaico? Magari per i paesi scandinavi! Ma siamo o no il “Paese del Sole”? Posso capire la difficoltà di rifornire di energia le industrie che necessitano di maggiori quantità di corrente elettrica, ma i singoli cittadini? Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e Sardegna sono l’equivalente della “California americana”. Almeno nel Sud Italia spero che ci sia un forte investimento sull’energia fotovoltaica (è appunto un “Investimento”, e non una semplice spesa. I soldi saranno recuperati in pochi anni e poi ci sarà solo guadagno) Avevo sentito che le maggiori difficoltà di diffusione del fotovoltaico in Italia sono dovute al fatto che i pannelli deturperebbero il paesaggio dei centri storici con conseguente calo del turismo. Va bene che l’italia dispone del 90% circa del patrimonio culturale del mondo, ma mica tutta l’Italia è così. Questo discorso può valere solo per i centri storici. E tutto il resto?
(P.S. personalmente non sono neanche d’accordo che i pannelli possano deturpare il peasaggio artistico dei centri storici, almeno non più di parabole e antenne che spuntano un pò ovunque nei palazzi, ed a cui il turista non penso ponga ormai tanta attenzione)
Ciao.
barch
09 mar 2007 - 15:24 - #4anche se se la germania ha deciso per una moratoria, in realtà nel 2006 ha prodotto ben il 31% della sua energia da nucleare con ben 31 unità in funzione.
Per il Belgio stesso discorso, nel 2006 il 56% della sua energia è stata nucleare.
Dire che questi paesi hanno rinunciato anni fa al nucleare è completamente inesatto e non corretto.
Fonte: IAEA
Il perchè il fotovoltaico conti poco è da ricercare nel bassissimo fattore di carico!
Purtroppo si può anche coprire l’italia di pannelli e con i 300000 Kmq del nostro paese faremmo un impianto da 300 GW! enorme!
Ma purtroppo di notte ed in assenza di sole la produzione sarebbe nulla!
Purtroppo fotovoltaico ed eolico sono fonti discontinue…non conta la potenza installata, ma il fattore di carico, cioè le ore di funzionamento al picco di potenza sul totale delle ore disponibili (in un anno 8760)
Tipicamente un impianto fotovoltaico nel nord italia ha un funzionamento al picco di non più di 1100-1200 ore/anno con un fattore di carico di circa il 14%. Mentre un impianto convenzionale può avere fattori di carico anche del 90%!
Con un esempio numerico: se ho un impianto da 1 Kw fotovoltaico, potrò produrre al massimo 1100 kwh anno…mentre con un impianto convenzionale posso produrre oltre 8000 kwh
AXE
09 mar 2007 - 15:50 - #5grazie barc, è bello ogni tanto imparare qualcosa di nuovo.
Ale%
09 mar 2007 - 16:29 - #6Ok ragazzi, se questo è il passo avanti… qualcuno ha da prestarmi una corda e una seggiola????
:-((
Fabio !!!
09 mar 2007 - 17:02 - #7Intervista a Carlo Rubbia - premio Nobel italiano
Rubbia: «L’eolico è inutile
Puntiamo su sole e idrogeno»
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/03_Marzo/09/caprara.shtml
Nell’intervista si fa riferimento al fatto che sia inutile in Italia investire tanto sull’eolico visto che qui di vento ce ne poco. Meglio investire sul solare (insieme a Spagna e Grecia per la loro posizione geografica) e idrogeno.
Fabio !!!
09 mar 2007 - 19:50 - #8La classifica delle nazioni che utilizzano energia ricavata da fonti rinnovabili, con i paesi del Nord Europa nettamente in vantaggio sugli altri.
http://qn.quotidiano.net//art/2007/03/09/5466577
Antonio70
10 mar 2007 - 01:23 - #9Nessuna ha mai detto è sostenuto che il fotovoltaico da solo sia la soluzione, certo che non utilizzarlo come in pratica si fa qui da noi non mi sembra una gran mossa.
Barch…qua da noi il fotovoltaico conta praticamente nulla perchè le installazioni stanno vicine a zero…il fattore carico quindi conta fino ad un certo punto.
E’ solo questione di tempo…spero presto diventi un bel businnes e che i panelli con rendimento al 40% nei laboratori arrivino sul mercato a prezzi competitivi.
Sull’idrogeno, ricordiamo che è un vettore non una fonte energetica. Andrebbe bene, e speriamo di arrivarci, se avessimo talmente tanta energia in più a disposizione da fonti rinnovabili da poterci permettere di sprecarla, con rendimenti motlo bassi per stoccarla e trasferirla nel tempo usando l’idrogeno.
barch
12 mar 2007 - 15:42 - #10antonio70, da come parli sembri un tecnico, quindi sai bene che il rendimento nel mio ragionamento, c’entra poco! Nel senso che puntualizzavo la discussione sul fattore di carico e cioè su quanto sole disponibile c’è!
E’ naturale che se il rendimento aumenta, a parità di ore di insolazione aumenta l’energia prodotta, ma prova a fare un conticino con i tuoi rendimenti (non mi risulta che in laboratorio ci siano pannelli al 40% di rendimento, ma può anche essere) se tappezzassimo l’Italia intera. Poi prova a tener conto dell’incremento costante annuo di consumi elettrici e vedi cosa succede! La quota di fotovoltaico è destinata a diminuire percentualmente sul totale dei consumi se si cresce di questo passo!
(diminuire percentualmente vuol dire che la quantità prodotta aumenta, ma aumenta anche l’energia necessaria a soddisfare i bisogni…da cui l’incidenza percentuale del fotovoltaico, potrebbe - ed uso il condizionale - addirittura scendere)
Idrogeno…specare energia per produrre un vettore che mi deve ridare la stessa energia di prima è quanto di più stupido si sia sentito in giro…e mi dispiace solo che luminari della scienza, utilizzino questo credenza comune per accaparrarsi soldi alle loro ricerche…mancando di onestà intellettuale!!!!
Facciamo direttamente le auto elettriche….!!!!