Logo Blogo

Raffineria portatile mangiarifiuti

Pubblicato: 12 mar 2007 da lumachina

Commenti dei lettori

raffineria portatile

La raffineria inventata dal prof Michael Ladisch trasforma resti di cibo, carta e plastica in carburante e poca cenere. Il carburante può essere usato er rifornire i mezzi militari o venir trasformato in elettricità, grazie ad un motore diesel.

I resti di cibo vengono avviati ad un reattore da cui esce etanolo. Carta e plastica vengono fatti bruciare in carenza di ossigeno ottenendo propano e metano. La cenere residua è stata definita “non pericolosa” dall’EPA e il fattore di riduzione dei rifiuti è di 30 a 1 in volume.

I test fatti a settembre sul prototipo hanno mostrato come la bio-raffineria tattica riesca a produrre il 90% di carburante in più rispetto a quello necessario per azionarla. (Qualche ora dopo aver innescato il processo, la macchina si autosostenta fino alla fine dei rifiuti).

La microraffineria è stata progettata per rifornire di carburante le missioni militari e contemporaneamente sbarazzarsi dei rifiuti, per non lasciare tracce del passaggio degli uomini. Le dimesioni ridotte le permettono di essere caricata in un furgoncino.

Potrebbe ovviamente essere usata anche in ambito civile, sia in situazioni di emergenza, sia in pianta stabile. Almeno così dicono alla Purdue University, dove stanno perfezionando il prototpo.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
15 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • micheleps

    12 mar 2007 - 02:47 - #1
    0 punti
    Up Down

    la voglio!!

  • lol

    12 mar 2007 - 08:48 - #2
    0 punti
    Up Down

    ma che spettacolo
    pensa ad averne una per palazzo
    mica sarebbe male :D

  • Senamion

    12 mar 2007 - 09:28 - #3
    0 punti
    Up Down

    Se si parla di inceneritori non li vuole nessuno, se ci cambiamo nome “micro-raffineria” ecco che diventano trendy!
    Ma che differenza c’è con un inceneritore?

  • dgali

    12 mar 2007 - 11:01 - #4
    0 punti
    Up Down

    @Senamion:
    Esatto! Mi hai tolto le parole di bocca!

  • Profilo di Old_Glory

    Old_Glory

    12 mar 2007 - 11:04 - #5
    0 punti
    Up Down

    La differenza è che gli odierni inceneritori forse sono anche più sicuri in quanto più controllabili. Questi in formato mignon nel loro piccolo produrrano meno polveri sottili, ma è anche più difficile che vengano tenuti sotto controllo

  • Profilo di Lumachina

    Lumachina

    12 mar 2007 - 11:30 - #6
    0 punti
    Up Down

    Sarebbe carino calcolare l’efficienza dell’intero ciclo di vita di questo gingillo. Credo comunque che a bruciare i rifiuti localmente si riesca a risparmiare tutto l’inquinamento del percorso dei rifiuti verso l’inceneritore.

    Inoltre, forse, l’idea di affumicarsi il proprio sottoscala potrebbe spingere la gente a produrne meno, di questi rifiuti! (che sarebbe l’obbiettivo migliore)

  • nataluca

    12 mar 2007 - 11:33 - #7
    0 punti
    Up Down

    Sostanzialmente NON è un inceneritore “mignon”.
    Il sistema è un digestore batterico di rifiuti, cioè un sistema biologico che trasforma i rifiuti organici in un prodotto (in questo caso bio-etanolo) e un sottoprodotto. Il bio-etanolo alimenta un generatore e il sottprodotto rappresenta la vera porzione di rifiuti da inviare agli incenetitori.
    I ricercatori dicono che il sottoprodotto è circa 1/30 del volume dei rifiuti immessi… NON male.

    In questo modo si sfrutta massicciamente ed ecologicamente il ciclo di vita dei rifiuti, minimizzandone l’impatto in quanto la parte realmente incenerita è minima.

    Sarebbe un bel sistema per smaltire i rifiuti di Hotel, ristoranti, mense, piccoli centri abitati…

  • Profilo di Old_Glory

    Old_Glory

    12 mar 2007 - 13:33 - #8
    0 punti
    Up Down

    Se è così, allora potrebbe anche essere costruito su base più grande (visto che comunque non tutti possono usufruire di una cosa simile) ed essere proposto al posto degli inceneritori. Invece di costruirne di nuovi, si potrebbe utilizzare questa tecnologia.

  • Ristu

    12 mar 2007 - 13:58 - #9
    0 punti
    Up Down

    Finalmente Doc è tornato dal futuro…

  • Profilo di Magnus

    Magnus

    12 mar 2007 - 14:14 - #10
    0 punti
    Up Down

    Diciamo che è un buon inizio verso la microproduzione di energia, che secondo molti è l’unica strada realmente praticabile per poter alleviare i danni derivati dal consumismo e dalla produzione di energia..
    Mi accodo alla domanda legittima di Lumachina: uno studio serio e rigoroso sull’eco-compatibilità e sui pregi e difetti è stato fatto?

  • Auriga

    12 mar 2007 - 15:02 - #11
    0 punti
    Up Down

    Le ceneri derivate dalla componente biologica potrebbero essere usate come fertilizzanti? Suppongo si tratti di minerali che potrebbero essere re immessi nel terreno.

  • nataluca

    12 mar 2007 - 21:46 - #12
    0 punti
    Up Down

    Non sò, ipotizzo che essendo ceneri si rischi di nitrificare il suolo quindi immagino che dipenda dal tipo di coltura che poi si vuole effettuare.

  • nataluca

    12 mar 2007 - 21:53 - #13
    0 punti
    Up Down

    La microproduzione in questo senso secondo me rappresenta una strada da percorrere. Inoltre se effettuata con sistemi come questo porterebbe indubbi vantaggi:

    1. Si minimizzano i costi di trasporto dei rifiuti
    che vengono processati in loco.

    2. Evitando il trasporto ne consegue un minore
    impatto anche sul fronte dell’inquinamento
    derivato dai veicoli coinvolti nella
    movimentazione dei rifiuti.

    3. L’eventuale energia in esubero verrebbe
    immessa, al solito, nella rete nazionale.

    4. Le comunità isolate avrebbero un alternativa
    ecologica, economicamente interessante e
    comoda per lo smaltimento dei propri rifiuti.

  • Profilo di Magnus

    Magnus

    13 mar 2007 - 14:35 - #14
    0 punti
    Up Down

    Calma calma…il motore diesel (che è quello che alla fine genera l’energia) non è proprio il massimo dell’ecologia. E il fatto di bruciare in carenza di ossigeno, non significa che anche li si produca CO2…però se avessimo delle cifre un po’ precise su prodotti e sottoprodotti, magari ci potremmo rendere conto che basta piantare due o tre alberi in prossimità dell’impianto per bilanciare la produzione di Co2…allora sì che ne vale davvero la pena. L’idea è buona, i principi sono ottimi…speriamo venga valutato positivamente e conseguentemente diffuso a cifre ragionevoli.

  • 0 punti
    Up Down

    […] Il comunicato e anche Ecoblog. […]