La moria di api che sta affliggendo gli Stati uniti continua a mietere vittime e i prezzi dei prodotti agricoli potrebbero salire. La mancata impollinazione causa la mancata produzione: i danni all’economia stanno richiamando l’interesse del congresso.
La Colony Collapse Disorder, di cui parlavamo il mese scorso su ecoblog, pare si sia diffusa anche in Francia. Questo problema si somma al declino decennale dell’apicultura d’oltralpe, che era stato collegato a due insetticidi Régent TS (BASF) e Gaucho (Bayer) e all’arrivo dalla Cina di un predatore di api, la Vespa velutina, che si sta riproducendo senza controllo per mancanza di nemici naturali.
Secondo alcuni la moria delle api negli USA e’ causata da nuovi insetticidi che “sbagliano bersaglio” o da qualche miscela di prodotti chimici di cui non erano stati studiate adeguatamente le possibili alterazioni in natura.
Uno specialista dell’Università del Michigan, Zachary Huang, crede di aver trovato il colpevole in un fungo e nella sua tossina. Questa ipotesi spiegherebbe anche il mistero del miele che rimane intatto nelle colonie disabitate, invece di essere raccolto da altre api, come accade naturalmente quando una colonia muore.
In passato, bastavano le api e gli insetti normalmente presenti nei boschi e nelle siepi ad impollinare i raccolti. Con l’avvento delle coltivazioni estensive, l’abbattimento delle siepi e la deforestazione gli insetti impollinatori devono essere portati sui campi apposta. Su appuntamento.
» Les abeilles essuient une nouvelle agression sur FrequenceTerre
» Fungus may be affecting bee colonies on KalmazooGazette
» Vanishing bees threaten US crops on BBC
Magnus
13 mar 2007 - 14:24 - #1Le api…fenomeno zoologico e entomologico quasi unico: comunicano attraverso un loro linguaggio fatto di movimenti ed ormoni, hanno vita sociale elaborata, producono prodotti utili e allo stesso tempo favoriscono la riproduzione delle piante, la regina può riprodursi senza essere fecondata, usano il sole per i loro spostamenti…pungono se attaccate e muoiono nel farlo. E adesso? cosa accadrà?Destinate a sparire a causa della competizione favorita dall’uomo? Io non credo, la natura trova sempre il modo…e quel discorso sull’autodifesa di gruppo è semplicemente fantastico…non resta che reclutare qualche sciame ‘insegnante’ e introdurlo nelle api nostrane…chissà che la ‘globalizzazione’ non abbia effetti positivi nelle arnie….
giovanni 3
13 mar 2007 - 19:33 - #2Purtroppo i nodi vengono al pettine.Io,che ho fatto l’agricoltore ,avevo fatto presente che saremmo arrivati alla resa dei conti.Ma ,di rimando mi dicevano i soloni di turno:ma cosa vuoi che siano se le api spariscono,e invece si è scoperto che senza il loro apporto gli alberi non avrebbero fatto più frutti.é stato un bel succcesso per l’industria chimica.
sawenigma
12 lug 2008 - 13:14 - #3Io penso che la teoria di einstein (se le api dovessero scomparire all’uomo resterebbero 4 anni di vita), sia più che sensata e potremmo trovarci, se non interveniamo al più presto, di fronte ad una delle catastrofi più dure che hanno colpito il genere umano.
Inoltre anche i pipistrelli stanno morendo ed anche loro hanno la stessa valenza delle api sull’ambiente, visto che mangiano il 50% degli insetti dannosi per l’agricoltura.
Quindi non sarebbe meglio utilizzare loro come deterrenti naturali? Perchè non ci fermiamo e cerchiamo di aiutare il nostro mondo tralasciando per un attimo gli aspetti puramente economici per salvaguardare noi e le generazioni future.