L’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ha anticipato la pubblicazione del rapporto che avrebbe dovuto essere approvata e rilasciata il 6 aprile prossimo, a Bruxelles.
La nuova parte del rapporto sul clima tratta degli effetti sulla natura e sull’uomo. Il Corriere titola “Tre miliardi di persone senza acqua“, tanto per dare un’idea della gravità della situazione e al Tg il servizio mandato in onda diceva più o meno che la siccità renderà inabitabili molte terre africane e sudamericane.
Entro il 2020 centinaia di milioni di africani e decine di milioni di sudamericani moriranno di sete o emigreranno per non morire. Entro il 2030 a questi si aggiungeranno un miliardo di asiatici.
Come piccoli effetti positivi, la produzione di soia e riso in America latina dovrebbe iniziare a crescere già a partire dai prossimi due anni e anche nell’emisfero Nord ci sarà un aumento temporaneo della produttività agricola che potrebbe durare fino al 2080, quando le temperature medie potrebbero essere cresciute da 4˚a 6˚, e in tutto il mondo circa 3 miliardi di persone avranno seri problemi.
A quel tempo 100 milioni di persone all’anno saranno inondate dalle acque dei mari, che aumenteranno di livello, e un numero di persone tra i 200 e i 600 milioni potrebbe essere affamato per via delle condizioni climatiche.
Entro il 2100 metà di tutte le specie vegetali europee potrebbe essere estinto o in pericolo.
Il rapporto ha iniziato ad essere chiamato “il libro dell’Apocalisse”.
Luigi S.
13 mar 2007 - 18:20 - #1Avevo previsto il rapporto IPCC molto prima che
lo pubblicassero.
Il sistema economico è folle e di pazzi in giro
ormai non si contano più, tutti a fare i soldi a
spese dell’ambiente, della qualità della vita e dei lavoratori che non contano più un c..o.
fosse solo il problema del C02…..il pianeta
è malato, perché gli abitanti sono dei malati mentali…senza alcuna inibizione al denaro al
consumo è alla schiavitù….morale e intelligenza, zero.
Fantomas
13 mar 2007 - 23:51 - #2“Entro il 2020 centinaia di milioni di africani e decine di milioni di sudamericani moriranno di sete”
Mi sa che entro il 2020 centinaia di milioni di africani moriranno di fame prima che di sete.
Magnus
14 mar 2007 - 01:50 - #3Non è una novità…sono decenni che queste previsioni hanno campo…ma cosa si è fatto fin’ora?
alamir
14 mar 2007 - 13:05 - #4tutti fanno previsioni….tutti ne parlano ma i fatti veri e concreti non ci sono si pensa solo al dio denaro ma la vita umana e’ fatto solo di
numeri. la verità non lo diranno mai per i semplice
motivo che la realtà e’ ben altra, quello che stiamo notando adesso e’ solo l’inizio di quello che verrà dopo ma quello che accadrà verrà molto prima del 2020. non e’ in gioco solo gli africani i sudamericani o gli asiatici ma tutto il genere umano.
Il nuovo rapporto IPCC
02 apr 2007 - 14:13 - #5[…] […]
nuovo
06 apr 2007 - 22:22 - #6Le temperature aumenteranno: vero.
L’acqua scarseggerà (quella potabile, perchè l’acqua dei mari purtroppo sarà in abbondanza)…vero.
Il motivo? L’uomo non rispetta la natura…verissimo.
La soluzione? Controllo delle nascite.
E’ brutto a dirsi, ma ciò che sta rallentando la fine del pianeta sono le malattie che uccidono milioni di persone nei paesi poveri; quei paesi in cui le donne hanno minimo cinque figli ciascuna.
Quando, spero presto, queste malattie non uccideranno più, sempre meno bambini moriranno e avranno bisogno per tutta la vita di ossigeno, acqua, cibo e una casa per farsi una famiglia.
Il pianeta è sovrappopolato (in gran parte di teste di cavolo purtroppo), scegliere la via delle energie alternative e rinnovabili sposterà il problema ai nostri nipoti o bis-nipoti.
La realtà è che siamo già tantissimi, moriremo mediamente (per nostra fortuna) sempre più in là negli anni e quindi non vedo altra soluzione che controllare le nascite.
Altro che politiche per la famiglia per farci pagare le pensioni dai giovani (tra l’altro, che nobile motivo per incrementare le nascite…): questa sì che è una bella idea del c….!
Calaminta Blog » Questione di culi
14 dic 2007 - 15:28 - #7[…] Non ci è concesso di sapere nemmeno quale sarà davvero la nostra sorte, ci rabboniscono con previsioni a lungo termine ma i cambiamenti climatici già divulgati dall’Onu negli scorsi anni stanno avendo luogo molto più velocemente di quanto previsto, fanno leva sul nostro egoismo illudendoci che le conseguenze di tutto ciò non ci riguarderanno direttamente. Alcuni negano addirittura la responsabilità del nostro stile di vita industrializzato sostenendo che l’aumento della temperatura sia dovuto all’attività del Sole e ci illustrano i vari scenari possibili attraverso film dagli improbabili finali in cui i governi salvano in extremis i nostri culi. Ma voi sul serio ci credete? Per noi comuni mortali gli unici culi che avremmo potuto salvare erano quelli a Salsomaggiore, finchè decisioni dall’alto non hanno stabilito che il televoto da casa non conta un bel nulla nell’elezione della Miss… Figuriamoci se possiamo davvero salvare i nostri. […]