Kitegen propone di salvare Alcoa con l'energia eolica troposferica

La notizia è esplosiva ed è questa e viene diffusa da Kitegen e indirizzata al ministero per lo Sviluppo economico:

Alcoa è l'azienda che consuma più energia elettrica in Italia, annualmente per produrre, il fabbisogno primario italiano di 150 kt di allumino, richiede 2.300 GWh e i 15 anni passati di energia sovvenzionata sono costati alla collettività oltre € 1 miliardo. KiteGen® propone: di alimentare gli stabilimenti di Portovesme con un 100% di energia da fonte eolica troposferica, eventualmente acquisire lo stabilimento e senza riduzioni di personale, quale miglior vetrina della tecnologia di generazione in opera ma a condizioni equivalenti a quelle prospettate dalle attuali offerte sul tavolo, convertendo parzialmente le previste sovvenzioni in conto energia in puro capitale di avviamento. La proposta è ancor più appropriata alla luce del risparmio sui costi dettati dalla normativa europea per l’introduzione dei diritti di emissione EU ETS (Emission Trading System), e che anzi vedrebbero la fonte rinnovabile procurare ulteriori introiti dalla vendita dei diritti di emissione (allowances). 300Milioni di allowances equivalenti al momento a diversi miliardi di euro sono anche dedicati per finanziare progetti orientati alla riduzione delle emissioni.



Già nel 2011 venne paventata la chiusura dell'Alcoa sempre a causa dell'eccessivo costo dell'energia ma la situazione fu recuperata attraverso il famoso decreto salva Alcoa. Ma già lo scorso anno ci chiedevamo come mai non disponiamo ancora di un Piano energetico nazionale serio considerato che siamo un Paese che vive sull'energia di origine fossile e per giunta importata?

Ma a parte ciò la proposta di Kitegen (Ecoblog ne scriveva dal 2005!) si innesta appunto in questa atavica mancanza di un serio Piano energetico sulla base di evidenze scientifiche passate e recenti per cui c'è abbastanza vento per generare energia rinnovabile a basso costo e per tutti.

E veniamo alla proposta Kitegen, ossia la produzione di energia dal vento grazie all'uso di turbine aquilone in soldoni è:

Per il KiteGen-Alcoa in cifre:
- 5M€ e 14 mesi per impostare, organizzare e fornire evidenze non controvertibili della
concretezza della specifica soluzione tecnica.

- 50M€ e altri 12 mesi per iniziare a fornire energia da una Kitefarm troposferica da 150MW
nominali, con un LEC iniziale di 80 euro/MWh. La taglia di 150 MW è la minima indispensabile,
come da piano industriale, per ottimizzare i costi realizzativi.

- Ulteriori 24 mesi, dove la Farm mantiene autonomamente le attività di selezione ed il test delle
migliori soluzioni principalmente aerodinamiche per raggiungere un LEC di 20 €/MWh (7 €/MWh è
il limite teorico), non solo, la KiteFarm è in grado di pilotare la realizzazione di ulteriori 450 MW
nominali che sono sufficienti per alimentare la produzione degli stabilimenti ALCOA di
Portovesme senza intermittenza.

A questo punto gli stabilimenti ALCOA potranno produrre i circa 300 milioni del fatturato alluminio
con un vantaggio competitivo mondiale, andando a risparmiare sull'energia circa 10 euro/MWh
per un totale di 23M€/anno, e la collettività risparmierà sui sussidi finora concessi ad Alcoa per
circa 40 euro/MWh per un totale di 92M€/anno. Come paragone, l'ammontare del costo del
personale è di circa 20M€/anno.

Anche fornendo sottocosto l'energia agli stabilimenti ALCOA con lo scambio sul posto, la tariffa
onnicomprensiva riservata alle rinnovabili può provvedere alle esigenze di operatività e ulteriore
sviluppo delle fattorie del vento troposferico.

A noi la proposta piace parecchio. Resta da capire cosa risponderà il ministero per lo Sviluppo economico e Alcoa e sopratutto i signori dell'energia sporca in Italia come reagiranno?

>> Kitegen su Alcoa
>> Grazie a Debora Billi per aver rilanciato tempestivamente la news.
Foto | Kitegen

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