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Effetti dei rigassificatori sull'ecosistema marino

Pubblicato: 16 mar 2007 da lumachina

Commenti dei lettori

impatto dei rigassificatori sull'ambiente marinoMolte volte si è parlato di rigassificatori, chi li vuole, chi no, chi li vuole ma non a casa sua, ecco che si crea il fenomeno N.I.M.B.Y., ovvero Not In My Back Yeard (non nel mio giardino).
Ma allora dove costruirli, visto che sono previsti 10 nuovi progetti di impianti? Per il progetto di Livorno hanno ben pensato di risolvere la questione costruendo l’impianto off-shore cioè in mare aperto, su di una piattaforma galleggiante.

Ma il mare non è una “pattumiera” e gli scarichi, perlopiù rilascio di acqua fredda, movimentazione dei fondali per la posa in opera ed esercizio dell’impianto incluse le misure di compensazione, posso creare enormi danni all’ambiente marino, a medio e lungo termine, tant’è che l’ ICRAM (Istituto Centrale per la Ricerca scientifica e tecnologica Applicata al Mare) ne è molto preoccupato. Oltre ad eventuali pericoli da potenziali esplosioni.

Un rigassificatore, sostanzialmente altro non fa che riportare un gas dallo stato fluido a quello aereiforme, per poterlo distribuire attraverso gasdotti: la trasformazione in liquido avviene con l’abbassamento della temperatura per ottimizzarne il trasporto in navi cisterne, ma il processo inverso compiuto dal rigassificatore richiede un controllo di temperatura operato con un circuito di regolazione che funziona ad acqua di mare.
Peccato però che il rilascio di acqua fredda a una temperatura di 5-7 gradi inferiore a quella del mare crea enormi danni alle biocenosi che vi abitano, dal microplancton a tutto l’ecosistema marino interessato.

L’acqua fredda, che tende ad affondare, potrebbe non miscelarsi così rapidamente come si è pensato nella valutazione di impatto ambientale, ciò porterebbe ad un’alterazione delle caratteristiche chimico-fisiche dall’ambiente quindi a una graduale scomparsa degli organismi.

Pensiamo alla Posidonia oceanica, è una pianta stenoterma, cioè non sopporta variazioni anche minime di temperatura, quindi gli scarichi dell’impianto la distruggerebbero direttamente; oppure la delicata fase di reclutamento degli stock ittici (cioè lo sviluppo delle larve e la fecondazione stessa dei pesci di interesse commerciale) rischierebbe di venire seriamente danneggiata con relativi danni all’economia costiera.

A tutti questi danni, si aggiungono anche problemi di altra natura: i ricercatori dell’ICRAM, e Greenpeace stessa che si è interessata al problema del rigassificatore di Livorno, sono preoccupati anche per lo scarico di ipoclorito di sodio, usato in quantità incognite per il mantenimento degli scambiatori del circuito ad acqua di mare, che può avere ripercussioni ben più disastrose dell’acqua raffreddata a causa della reazione chimica che produrrebbe organoclorurati e altre sostanze altamente inquinanti.

Ultimo ma non meno importante è il problema delle emissioni sonore, dato che il rumore che potrebbe prodursi dagli impianti disturberebbe i cetacei e tutta la fauna ittica, tenendo presente che la costa labronica è all’interno del santuario dei cetacei.

Insomma, la questione è più complicata di quanto si voglia far sembrare, e sarà il caso di valutare, stavolta in modo serio, se vale davvero la pena mettere a rischio quel tratto di costa per alleviare i problemi energetici del paese.

[Francesca Pratali]

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di Davide Vaccarin

    Davide Vaccarin

    16 mar 2007 - 02:33 - #1
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    Ho raccolto tutte le nefandezze che ho trovato sui rigassificatori e ne ho fatto un post… lo ripropongo ogni volta e su ogni blog che parla di questi mostri.

    Parliamone… informiamoci… non lasciamo che rovinino quel poco di mare che ci è rimasto!

    Oltre al’acqua fredda c’è anche il problema delle tonnellate di cloro che ogni impianto riversa a mare…

    Qui trovate tutto

    http://davidevaccarin.blogspot.com/2006/06/rigassifichiamoci.html

  • Profilo di harlock

    harlock

    16 mar 2007 - 09:56 - #2
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    meglio saltare a piè pari i rigassificatori ecc e promuovere nuovi stili di vita e nuove tecnologie poco impattanti e poco assettate di risorse.

    eppoi: io nel mio giardino vorrei fiori, l’orto e l’alveare.

  • Profilo di Frantz

    Frantz

    16 mar 2007 - 10:41 - #3
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    Ogni volta che sento parlare al telegiornale di rigassificatori e subito dopo del fatto che stiamo distruggendo il pianeta mi vien voglia di buttare la tv dalla finestra.
    Si parla tanto di riscaldamento del pianeta, di inquinamento, della distruzione della foresta amazzonica e poi si continua sempre sulla via sbagliata.

    Viviamo veramente in mondo di me*rda

  • Profilo di Magnus

    Magnus

    16 mar 2007 - 10:55 - #4
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    Io che dovrei dire, che l’unico rigassificatore d’Italia, quello di Panigaglia, è nel golfo della mia città (La Spezia)?? Oltretutto abbiamo l’ENEL che con le sue ciminiere ci da dentro a tutto spiano? E ancora, un porto che sta interrando sempre di più il golfo modificando le correnti e creando non pochi problemi?
    Purtroppo da soli si può fare ben poco per cambiare strada, ma se tutti, nel loro piccolo fanno qualcosa è già un piccolo passo avanti. Non pretendete di cambiare il mondo con il vostro stile di vita, ma piuttosto fate in modo che più persone possibili prendano coscienza di quello che è la realtà dei fatti, triste che sia. Dopo sta a ognuno decidere se alzare le spalle e far finta di niente, oppure prendere coscienza della cosa.

  • Profilo di Francesca

    Francesca

    16 mar 2007 - 10:57 - #5
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    Grazie Davide per la raccolta di informazioni molto interessanti.
    Comunque ho scritto anche del cloro: ipoclorito di sodio.

  • Profilo di spirito

    spirito

    16 mar 2007 - 20:26 - #6
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    una domanda a voi esperti

    sono di san benedetto del tronto, e sul mare a pochi km di distanza dalla costa ci sono dei giacimenti di metano ormai esauriti, si parla di trasformarli in rigassificatori, che ne pensate?

  • Profilo di Larry

    Larry

    16 mar 2007 - 22:44 - #7
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    semplice, se il rigassificatore raffredda l’acqua di 6-7 gradi, gli accostiamo una centrale nucleare che invece riscalda l’acqua di 4-6 gradi e, con un lavoretto di fino misceliamo le quantità in modo da ottenere la giusta temperatura. Tutti contenti?

  • Profilo di Francesca

    Francesca

    17 mar 2007 - 10:41 - #8
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    No Larry nessuno è contento.
    Riesci a risolvere anche il problema dell’ipoclorito di sodio, della movimentazione dei fondali, delle emissioni sonore?

  • Profilo di Francesca

    Francesca

    17 mar 2007 - 10:42 - #9
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    @spirito.
    Io un rigassificatore non lo farei mai, ha un impatto ambientale notevole,come hai potuto leggere. Non conosco bene la zona dove abiti ma io non lo farei.