Il Giappone fuori da nucleare entro il 2030?

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L’idea del Giappone è di uscire dal nucleare entro il 2030 né più né meno come hanno già fatto Germania e Svizzera. Dunque diciotto mesi dopo l’incidente nucleare alla centrale di Fukushima Daiichi secondo il Mainichi Shinbun il primo ministro Yoshiko Noda potrebbe prendere questa decisione proprio domani e presentare nel contempo il nuovo Piano energetico.

Questa prospettiva era nell’aria già dalla fine di agosto, quando si iniziava a discutere in Giappone di fonti di approvvigionamento energetico altre rispetto al nucleare.

Già in agosto proprio Noda aveva sostenuto di fronte agli oppositori del nucleare che il governo stava studiando tre scenari possibili relativi alla riduzione del consumo di energia tra il 20 e il 25%.

La decisione del Giappone è certamente molto diversa da quella presa dalla Germania e a essere diverso è naturalmente anche il contesto. L’energia nucleare rappresenta per i giapponesi il 30% del totale dell’approvvigionamento per 54 reattori nucleari (prima dell’11 marzo 2011) e dunque è esattamente questa la quota a dover essere rimpiazzata.

Migliaia di persone sono state fatte evacuare dalla zona di interdizione di Fukushima e il rientro non è mai stato annunciato; le operazioni di controllo e smantellamento della centrale sono lunghe, laboriose e non prive di rischi.

Ma in realtà l’industria nucleare ha risentito in parte di questa crisi, perché a fronte di decisione quali l’uscita dal nucleare dalla Germania si confermano la costruzione di 583 centrali nel mondo.

Via | Le Monde
Foto | Flickr

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