Cosmetici ex cruelty free: per entrare in Cina riprendono i test su animali

PETA denuncia l'abbandono di impegno etico e la ripresa dei test su animali da parte di alcuni grandi marchi della cosmesi mondiale per assecondare le richiede del mercato cinese. In pratica in Cina è obbligatorio per poter vendere cosmetici esteri dimostrare l'efficacia e la sicurezza dei prodotti con i test su animali. Hanno subito il ban dalla lista di compagnie che non effettuano test su animali la Avon, Mary Kay e Estée Lauder. Per l'Italia vi consigliamo di consultare la Guida LAV ai cosmetici non testati su animali.

E' da febbraio che PETA dunque ha messo on line una petizione, come ci informano le colleghe di Pinkblog, per spingere queste aziende a fare un passo indietro. Il perché i consumatori e le consumatrici hanno secondo noi l'obbligo di conoscere se il prodotto che acquistano è stato oggetto di test su animali è presto detto:si rischiano di vanificare gli sforzi per la liberazione dei 2500 cani di Green Hill, ad esempio.


Il punto è che queste aziende per almeno 20 anni si erano impegnate a escludere i test sugli animali dai loro protocolli. Tanto che PETA le ha sempre sostenute riconoscendo loro la certificazione del coniglietto. Ma scrive PETA:

Quando abbiamo appreso che il governo cinese richiedeva test su animali prima di poter commercializzare i prodotti cosmetici in Cina abbiamo immediatamente contattato tutte e tre le società. Pur comprendendo che la Cina è un mercato enorme che queste società non possono ignorare, avevamo sperato in provvedimenti per evitare i test. La Mary Kay ha iniziato un dialogo con funzionari cinesi e sotto nostra pressione ha promesso di continuare in questo sforzo, ma Avon e Estée Lauder sembrano aver assecondato i dolorosi test sugli animali senza obiezioni.

>> Le compagnie che effettuano test su animali
>> Le compagnie che non effettuano test su animali

Foto | LAV

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