Un miliardo di auto sulla Terra entro la fine del 2012

Se i cieli sono sempre più affollati, complice il boom dei voli low cost che fa decollare oltre ai passeggeri anche le emissioni, neppure le strade scherzano. Secondo un'analisi del World Watch Institute sulla Terra entro la fine del 2012 ci saranno in circolazione un miliardo di auto, una ogni sette abitanti.

La produzione di autovetture (piccoli veicoli commerciali e automobili) è passata dai 74,4 milioni del 2010 ai 76,8 del 2011. Nello stesso periodo le vendite sono passate dai 75,4 ai 78,6 milioni. Secondo le proiezioni le vendite globali si attesteranno sugli 81,8 milioni di veicoli nel 2012.

Come era facile prevedere, l'incremento maggiore della produzione si è registrato in Cina e nelle altre economie emergenti, in crescita vertiginosa ed inarrestabile ora che finalmente hanno accesso alla loro fetta di torta. L'ulteriore cattiva notizia è che di queste auto solo una percentuale irrisoria è elettrica o ibrida. La produzione di veicoli elettrici, riporta il World Watch, si attesta ancora su livelli appena percettibili. La produzione di ibridi è ancora al di sotto del 2% della produzione totale.

E questo nonostante gli obiettivi dei Governi di aumentare il tasso di elettriche in circolazione. La Cina, ad esempio, entro il 2020 si prefigge di immettere sul mercato ben 5 milioni di veicoli tra ibridi ed elettrici ovvero il 40% della produzione globale totale di elettriche. Ma secondo la Deutsche Bank Climate Advisors è più probabile che la produzione di elettriche ed ibride si attesti sugli 1,1 milioni e che le elettriche in circolazione in Cina non superino i 3,5 milioni entro quella data.

Ed ora arriviamo al punto saliente dell'analisi: le automobili sono tra i principali responsabili dell'inquinamento atmosferico e delle emissioni di gas a effetto serra. La maggiore efficienza del carburante, unita all'incremento dell'utilizzo di combustibili più puliti, può contribuire a mitigare questi impatti, anche se un aumento del numero di auto in circolazione e delle distanze percorse può vanificare i benefici ottenuti dal risparmio di carburante. E ritorniamo sempre al fulcro del problema: i modelli di crescita ritenuti sostenibili fino a qualche anno fa non lo sono più. Per scongiurare le code di cento chilometri che si formano in Cina si costruiscono altre corsie ma quante corsie dovremo costruire per far fronte all'aumento degli spostamenti in auto, se e quando i prezzi del carburante torneranno convenienti grazie a nuovi giocattolini più efficienti che ci faranno prendere l'auto anche per muovere due passi senza più sentirci in colpa? Convenienti per il portafoglio ma l'ambiente pagherà un prezzo ancora e sempre troppo alto e anche noi: più auto, più strade, meno campagne (il caso della Broni-Mortara è emblematico), meno foreste uguale aumento del costo dei prodotti agroalimentari, delle emissioni e del riscaldamento globale. E resteremo, ancora una volta, tutti a terra, affamati e senza un soldo. La chiamano crescita ma com'è che siamo sempre tutti più poveri?

Via | Worldwatch.org
Foto | Flickr; Grüne Radrettung

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