La Mappa della Primavera

La mappa della primavera“Non c’è più la mezza stagione”. Dice mia nonna osservando i mandorli fioriti in inverno e gli alberi verdi di foglie in autunno. “E’ colpa dei cambiamenti climatici” risponde qualche esperto del settore. Per fare chiarezza sugli effetti sulle piante delle anomalie climatiche, Federparchi, Legambiente e Coldiretti hanno realizzato un monitoraggio sulla vegetazione delle aree protette italiane.

I risultati parlano chiaro e danno ragione, non solo a mia nonna, ma a quello che qualsiasi amante osservatore della natura ha sotto i suoi occhi, ovvero l’evidente anticipo delle fasi primaverili. Un esempio: la fioritura degli esemplari di sambuco, monitorati nella stazione di “gravina di Picciano” nel ‘Parco regionale delle Chiese Rupestri del Materano’ rivela che lo sviluppo del fiore è partito il 15 Aprile, con un anticipo di 12 giorni rispetto al 2005, dopo circa 25 giorni di temperatura media superiore a 10 °C e si è conclusa il 15 Giugno dopo 61 giorni dal suo inizio e dopo circa solo 20 dal suo apice.

Il monitoraggio ha riguardato piante quali l’albero di Giuda, il corniolo, il sanguinello, l’erico, il mirto, la ginestra, il sorbo, il sambuco, l’ulivo e il castagno. Tutte piante presenti nelle aree protette della bioregione Alpina, Continentale e Mediterranea.

Il Ministro dell'Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio ha parlato della necessità di “una nuova etica ambientale per affrontare con coerenza e determinazione la lotta ai cambiamenti climatici che sono la vera priorità nazionale ed internazionale. Capire quanto le conseguenze di questi fenomeni stiano stravolgendo anche gli habitat di casa nostra significa comprendere l’urgenza di decisioni e comportamenti indirizzati a diminuire le emissioni di gas serra”.

“In questo quadro anche la ‘Mappa della Primavera’ è utile a conoscere come la natura, anche in Italia, abbia iniziato a modificare i propri cicli vegetativi e come siano seriamente in pericolo le nostre biodiversità”, ha aggiunto il Ministro. Iniziative come queste sono rilevanti per “mettere nero su bianco” quello che rischia di diventare un luogo comune.

Via | Legambiente

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