“Così ripareremo la Terra: smettere di inquinare non basta più, servono gigantesche nuove opere”. Questo il titolo di copertina di Focus di aprile, dedicato all’ambiente.
Nell’articolo di Carlo Dagradi si legge: “Se da un lato […] sembra irrinunciabile e urgente cambiare il modo di produrre energia […], molti dubitano che a questo punto gli sforzi siano sufficienti. Per questo c’è chi sta studiando soluzioni di “ingegneria climatica”: mega progetti, spesso costosissimi e complessi, per tentare di rimediare direttamente ai mutamenti del clima”.
In altre parole, la premessa è che ormai sia troppo tardi per tornare indietro rispetto ai cambiamenti climatici: la risposta dell’uomo deve essere allora quella di ricreare il clima “com’era prima” in modo artificiale. I progetti raccolti da Focus sono sei.
Il primo propone di ripristinare la corrente del golfo con 8100 “tecno-isolotti” artificiali situati tra la Groenlandia e l’Islanda con lo scopo di ghiacciare l’acqua salata, per poi farla sciogliere in primavera: l’acqua fredda e salata proveniente dal discioglimento, scendendo in profondità, darebbe nuova linfa alla corrente del golfo.
Il secondo progetto prevede di rilasciare in mare un fertilizzante a base di solfato di ferro, così da favorire la crescita del fitoplancton (alghe microscopiche). Il fitoplancton è come una “foresta invisibile” ed ha quindi la facoltà di assorbire anidride carbonica. Il fitoplancton verrebbe poi mangiato dallo zooplancton, entrando così nella catena alimentare. Gli escrementi dello zooplancton o, in alternativa, di un organismo chiamato Salpa aspera (che potrebbe anche essere geneticamente modificato per meglio servire allo scopo) cadrebbero sul fondo per trasformarsi progressivamente in roccia. In questo modo si avrebbe uno stoccaggio naturale della CO2 sul fondale marino.
Il terzo metodo di “riparazione” del clima consiste nel creare uno scudo di aerosol che rifletta in parte i raggi solari, diminuendo la temperatura media terrestre di 0,5 °C per due anni. Viene messo zolfo in bombole sotto forma di idrogeno solforato. Le bombole sono portate a 20 Km di quota con palloni areostatici. In aria l’idrogeno solforato reagisce con i gas dell’aria formando lo scudo di areosol. Creare questo scudo spaziale sarebbe particolarmente semplice e poco costoso.
Il quarto metodo, più laborioso, consiste sempre nello schermare la luce solare - questa volta, però, dallo spazio - facendo orbitare intorno alla Terra 800.000 dischi forati.
Il quinto metodo prevede invece di aspirare acqua dal mare per nebulizzarla in cielo (attraverso delle navi energeticamente autosufficienti e comandate da terra). In questo modo nubi di bassa quota ricoprirebbero un quarto della superficie degli oceani, soprattutto nell’emisfero meridionale.
L’ultimo metodo è il più assurdo e costoso: consiste nell’installare sulla Luna degli impianti per sparare nello spazio polvere lunare da far orbitare intorno alla Terra, sempre per schermare dal Sole.
Mi piacerebbe sapere cosa pensate voi di questa nuova frontiera della lotta ai mutamenti climatici.
Da parte mia, sono molto scettico e, a dire il vero, queste proposte mi sembrano addirittura molto pericolose, per tre motivi.
Una ragione riguarda la premessa che fa chi propone questi progetti: l’irreversibilità del riscaldamento globale. Proprio due giorni fa due importanti scienziati inglesi – che pure sono convinti dell’origine umana dell’effetto serra – ricordavano che l’irreversibilità del riscaldamento globale non è provata. Prima di mettere le mani su una cosa fragile e complessa come l’ecosistema, sarebbe meglio lasciar fare Madre Natura e ridurre piuttosto le emissioni di gas serra.
La seconda ragione è collegata alla prima: il nostro ecosistema, come dicevo, non solo è fragile, ma è soprattutto altamente complicato. Vi sono una miriade di interazioni a tutti i livelli che le scienze umane (fisica, chimica, biologia, etc…) studiano senza mai arrivare a spiegazioni complete. L’uomo è ben lontano dall’avere conoscenze tali per capire le ultra-complesse interazioni che avvengono in quell’universo microscopico che è la Terra. Figuriamoci se è in grado di ricrearle. Inoltre la natura ha infinite capacità di adattamento alle più diverse condizioni, meccanismi che ci sfuggono ma che tendono sempre al riequilibrio. Siamo sicuri che “ricostruendo” un meccanismo non ne spezzeremmo un altro? Per esempio cosa succederebbe se in alcune zone riducessimo l’irradiazione solare? E se facessimo crescere microrganismi dove naturalmente non ve ne sono?
La terza ragione è psicologica: credo che il messaggio più sbagliato che si possa dare è che il clima sia “riparabile” senza ridurre l’impatto delle attività umane. Se nella gente si fa strada quest’idea, si rischia di tornare ai gloriosi anni ‘60, quando si costruiva e produceva pensando che le risorse naturali fossero infinite e che la Terra non potesse essere danneggiata dall’uomo.
A questo punto aspetto le vostre osservazioni: che ne pensate dell’ingegneria climatica?
[Matteo Razzanelli]
archipeppe
21 mar 2007 - 08:04 - #1Credo che tu abbia perfettamente ragione! La prima è più urgente soluzione da perseguire è quella della modificazone delle nostre attività impattanti sull’ambiente e sul clima cercando di far nascere una cultura dello sviluppo sostenibile
harlock
21 mar 2007 - 08:11 - #2a me sembra come il bambino che dopo aver fatto cadere il vaso in soggiorno cerca di ripararlo sperando che torni come prima.
ciò che è fatto è fatto, più che incollare i cocci pensiamo a non rompere oltre la nostra piccola casa Terra
renso
21 mar 2007 - 08:36 - #3Adesso oscureremo il sole come in Matrix? Ma cosa fumano?
ecovan
21 mar 2007 - 09:21 - #4focus è una rivista che non vale niente.
AXE
21 mar 2007 - 09:22 - #5uno che si chiama Dagradi… almeno si chiamasse Togligradi…
spidernik84
21 mar 2007 - 09:33 - #6Rischioso, rischiosissimo. Come per l’ingegneria genetica sussiste l’eventualità di perdere il controllo della situazione: le variabili in gioco sono troppe, a questo punto meglio impegnarsi nella riduzione dell’inquinamento ed arrendersi all’evidenza senza metter mano nei delicati equilibri; ci sarebbe una tangibile possibilità di peggiorare la situazione, magari addirittura accelerando i mutamenti climatici anzichè ridurli. Il danno è fatto, l’unica è sperare e tentare di adattarci come abbiamo sempre fatto, per quanto l’idea non mi attizzi.
luca-spazio
21 mar 2007 - 09:45 - #7MA ceh comprate Focus??? Ma é una rivista attendibile come Novella 2000!!! Giusto dal parrucchiere si puó leggere…
glorfindel
21 mar 2007 - 10:18 - #8Quello che scrivono su Focus è buono per una storia di fantascienza su Topolino.
Lumachina
21 mar 2007 - 10:29 - #9Luca-spazio, Focus traduce in termini popolari cose che sono state scritte prima su Science e su altre riviste serie.
Commentiamo quel che ci scrivono perché e’ quello di cui parla la gente. Qui siamo un pochino più informati della media, ma sarà la gente media che voterà e che deciderà il nostro futuro… capisci perché e’ importante capire che cosa fa colpo sulle masse?
luca-spazio
21 mar 2007 - 11:12 - #10@Lumachina, ero abbonato a Focus, ma dopo aver toccato con mano che le cose che scrive stanno alla scienza come ció che novella 2000 scrive alla vita normale, ho tirato tutte le copie giú dalla finestra (e non lo dico in senso figurato) - poi ho raccattato il tutto e l’ho buttato nel cassonetto della carta - dato che lavoro in una grande azienda aerospaziale vedo ceh ció che racconta sullo spazio (per esempio) sono grosse cavolate senza fondamento (al momento, poi chissá, ma molto poi)
Superbisco
21 mar 2007 - 11:17 - #11@luca-spazio: concordo pienamente. Dovremmo leggere “Science”, ma è in inglese. Nel frattempo ripieghiamo su “Le Scienze”, edizione italiana di “American Scientific”.
Lumachina
21 mar 2007 - 11:52 - #12Luca-spazio, abbiamo bisogno che la gente come te, che tocca con mano il futuro, riesca a tradurlo in qualcosa di comprensibile al popolino. Se ti va di aiutarci, segnalandoci errori nelle riviste pseudoscientifiche o notizie che la stampa non passa, te ne saremmo grati.
luca-spazio
21 mar 2007 - 11:54 - #13Ragazzi, studiate le lingue, insegnate ai vostri figli a fare lo stesso, é importante, e lo diventa sempre di + nel mondo di adesso, grazie alle ligue (oltre che agli studi che ho fatto naturalmente) ho lavorato prima in Olanda ed ora in Francia…non abbiate paura di “scappare da casa”, ogni spostamento ti scrolla di dosso consuetudini che legano le mani e la mente e ti apre gli orizzonti…oltre che darti possibilitá di lavoro e di benessere che in il nostro “condominio” non da.
verlok
21 mar 2007 - 17:22 - #14Mi sembra peccare di molto scarsa umiltà credere di essere Dio e mettersi al suo posto. Solo a Berlusconi è concesso. ;P
simopego
21 mar 2007 - 20:16 - #15questo tipo di ingegneria si chiama più precisamente “ecocibernetica”….
Matteo Rizzolli
22 mar 2007 - 08:49 - #16ho scritto anche io in proposito. grazie della segnalazione
http://www.matteorizzolli.net/files/ingegneria-climatica.html
Manolo
24 mar 2007 - 02:02 - #17e se tutte le nuove abitazioni avessero coperture color bianco, anziché marrone-rosso? Sicuramente gran parte delle radiazioni solari sarebbero rispedite nello spazio contribuendo a raffreddare l’ambiente. Soluzione economica ed efficace al 100%