L’annuncio, come letto su La Nuova Ecologia, arriva direttamente da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia, secondo il quale ci sono tutte le condizioni perché questo intervento possa essere realizzato con le migliori attenzioni all’inserimento ambientale e paesaggistico, con la più diffusa informazione dei cittadini e delle comunità locali coinvolte
Nascerà un “Comitato Sì Tav”, con Legambiente capofila. I 300 chilometri che attualmente si percorrono nella migliore delle ipotesi in quattro ore, potrebbero essere tranquillamente essere coperto in 110 minuti. Se realizzata, l’alta velocità Napoli-Bari potrebbe rilanciare il tema delle infrastrutture al Sud.
Le motivazioni che negli ultimi mesi hanno spinto in molti a dire no all’alta velocità in Val Susa sono state molte. Questa volta sono le stesse associazioni a scendere in campo ancor prima che il progetto sia completato. Una dei motivi del no, non era forse quello di dare la priorità all’ammodernamento della obsoleta rete ferroviaria/pendolare? Voi cosa ne pensate? Non si rischia di creare confusione nell’opinione pubblica passando da un no secco ad un si, sicuro?
Luigi S.
20 mar 2007 - 15:07 - #1Legambiente come molte altre associazioni ambientaliste e non, non godono di molta credibilità…questo è un fatto. La necessità non più rinviabile di avere infrastrutture migliori rispetto ha quelle di oggi nel sud mi fa schierare a favore dell’opera. Ha patto vengono eseguite e rispettate le valutazioni in tema ambientale..è non sono un optionals per nessuno. Spero che Legambiente abbia fatto le sue valutazioni mettendo in conto la necessità
della realizzazione dell’opera con quelle dell’ambiente….
renso
20 mar 2007 - 15:13 - #2Nella Val di Susa io so che non voglio la perforazione della montagna perchè in questa c’è l’amianto, che e “leggermente” cancerogeno.
Larry
20 mar 2007 - 15:37 - #3In val di Susa quelli che non vogliono il buco nella montagna sono le compagnie aeree che, per il loro interesse, hanno dovuto convincere i trogloditi locali sulla presenza dell’amianto.
Larry
20 mar 2007 - 15:38 - #4e comunque 110 minuti sono ancora troppi…gliene concedo 90!
Matteo Rizzolli
20 mar 2007 - 16:13 - #5Legambiente fa bene. Cosi come sull’eolico in molise. Bisogna essere realisti. Alla gente non puoi chiedere di smettere di viaggiare. Però devi offrire modi sostenibili per farlo!
Anche per quanto riguarda la val di susa. Forse il compromesso andava raggiunto in questi termini: Si alla TAV a condizione che dal giorno dopo l’apertura dei lavori tutto il traffico merci tranne piccoli furgoni che servono i locali DEVE spostarsi su rotai. La strada e l’autostrada sono chiuse ai veicoli pesanti.
A questa condizione allora
a)dai valore all’infrastruttura
b)convinci quelli che hanno paura dell’aminato a correre il rischio. in cambio si saranno liberati di PM10 e delle altre schifezze altrettanto cancerogene. e per sempre.
c)hai spostato su rotaia un sacco di traffico con guadagni in termini di emissioni.
harlock
20 mar 2007 - 17:42 - #6e alla gente normale che non vuole pagare un biglietto come l’oro non ci si pensa.
#larry, trogloditi? da che pulpito…
Larry
20 mar 2007 - 17:51 - #7i treni, in qualunque paese estero costano di più, harlock, per te sarebbe troppo caro pure il gratis.
gnaffetto
20 mar 2007 - 18:27 - #8non ci siamo… il concetto che esprimono i comitati notav (e anche no mose, no dalmolin,ecc) è che sarebbe ora di finirla con le decisioni prese dall’alto senza tenere conto della popolazione locale. bisognerebbe rendere obbligatorio interpellare la popolazione prima di partire con progetti di una certa importanza, e quindi farli dove la gente lo accetta, non dove il politico (cioe’ interessi di societa’ private…) decide.
Larry
20 mar 2007 - 19:32 - #9la popolazione locale sarà SEMPRE CONTRO a meno che non si tratti di ricevere soldi in cambio di niente, ancor di più i valsusini hanno ricevuto dei soldi per opporsi al progetto del traforo, altrimenti non avrebbero nemmeno protestato!
Ale%
20 mar 2007 - 19:43 - #10Accidenti, non pensavo di trovare tanta gente favorevole all Tav su ecoblog!!!!
io sono un “notav” anche se non di sinistra, per un semplice motivo: la Tav è poco utile e ha un impatto ambientale devastante indipendentemente dal fatto che sia o meno l’amianto. Diverrà una linea fantasma su cui viaggeranno treni semivuoti. La gente è stufa di prendere fregature, di sentirsi impotente davanti allo stato. E’ ora di rendersi conto che lo stato siamo noi e dobbiamo essere interpellati su ogni cosa, anche a costo di fare un referendum la settimana! :-))
vito
20 mar 2007 - 19:49 - #11la tav in valdisusa è così tanto contestata perchè ci sono buoni motivi per contestarla.Sono state dette tante bugie.Tralasciando l’ambiente,la tav servirebbe per collegare torino con lione che però oggi non ha un collegamento ferroviario perchè nessuno prendeva il treno.Allora perchè stare 20 anni con un cantiere?lo stesso per le merci.Il futuro prevede la concorrenza di marsilia con genova cosi da spartirsi l’europa in due .invece l’alta velocità tra bari e napoli serve, già adesso c’è richiesta la quale verrebbe ampliata se efficente mentre in valdisusa basterrebbe ristrutturare la linea esistente per poi vederla satura tra forse 50 anni
Larry
20 mar 2007 - 20:17 - #12tu pensa!
e io che credevo che il traforo della val Susa servisse per collegare Milano a Parigi (guarda caso Torino e Lione sono due cittadelle che solo per una circostanza incontrollata cadono sul percorso), certo, vista da questa angolazione anch’io mi chiederei quanti torinesi hanno in programma di recarsi a Lione o viceversa, mentre non mi chiedo affatto quante persone su una tratta che inizia a Venezia e finisce a Parigi con una velocità media di 250 km/h sono interessate a prendere un treno…
Francesca
20 mar 2007 - 20:26 - #13Posso sbagliarmi, se qualcuno ha notizie mi faccia sapere, ma da quanto sapevo anche se la tav in val di susa venisse fatta dall’altro lato non c’è(o c’era)nessuno a costruire per il collegamento.
@Larry prima di qualsiasi critica bisogna realmente sapere come stanno le cose.Tu sai con certezza se c’è o no l’amianto in val di susa?Questo aspetto l’hai messo in considerazione?
Larry
20 mar 2007 - 21:00 - #14puoi sbagliarti, certo, e se leggessi i giornali sapresti pure che i francesi in queste cose sono un po’ più spicci (e purtroppo per noi anche 1000 volte più seri) visto che hanno appena inaugurato la Parigi-Strasburgo che presto diventerà la Parigi-Strasburgo in 1h e 50′ (oltre 500 km sparati a 360 km/h) e sono loro, che fermi dall’altra parte delle Alpi, aspettano che l’Italia si decida ad aprire questa …. di cantiere per non trovarsi a fare metà traforo per nulla.
L’interesse da parte francese per il traforo è altissimo, si tratta di togliere 1h e 30′ dall’attuale tempo di percorrenza Milano-Parigi attualmente di 7 ore rendendo il viaggio praticamente competitivo come tempi con l’aereo ma molto più comodo. (e da li il boicottaggio che stanno attuando le compagnie aeree).
Se c’è l’amianto? Forse, un po’, in zona…decisamente non nel punto esatto del traforo perchè capisci da sola che a quel punto non sarebbero i valsusini a lamentarsi quanto magari gli operai del cantiere…
Francesca
20 mar 2007 - 22:34 - #15I giornali li leggo ma di questo “articolo” non mi sono interessata molto, per questo chiedevo gentilmente informazioni!
In ogni caso, un pò di amianto fa comnque male,dire che nel punto esatto non ce ne sia mi sembra un azzardo,puo darsi che hai ragione ma aspettodi sentire anche altri pensieri.
Larry
20 mar 2007 - 23:55 - #16Dire che nel punto esatto non ce n’è è azzardato tanto quanto sostenere il contrario, per questo l’ho detto. Tu dici “vorrei una seconda opinione” ma 10 non basterebbero. Di fronte a un’opera del genere (un buco di 40 e passa km) qualsiasi opinione rischia di non bastare…è un po’ come quando ci scandalizziamo al pensiero che un presidente mentecatto possa decidere di lanciare una mitragliata di ordigni nucleari per una frase mal detta…Non si può e non si deve fermare un progetto che interessa milioni di persone sulla base di “ipotesi” o “supposizioni”. O sei certo di cosa trovi sotto 2 km di roccia o non spari minchiate.
E fino a ora si è proceduto mitragliando atomiche minchiate per difendere interessi commerciali che, se ci pensi, è la cosa più ovvia.
Si è parlato di alta velocità che poi si trasforma in alta capacità, che prima ancora trasfigura una banale definizione di percorso (Torino-Lione) in un fallimento preannunciato complice il fatto che avendo funzionato la barzelletta dell’oleodotto che attravers(erebbe) l’Afghanistan ma che mai l’attraverserà come avrà capito quell’1% del popolame che, aperto un impolveratissimo atlante, scopre con raccapriccio come una catena montuosa seconda nel continente solo all’Himalaya non può fare da corridoio a un tubazzo che dovrebbe partire al livello del mare e salire alla quota del passo dello Stelvio…Questo solo per dire, va bene leggere i quotidiani faziosi, va bene leggere i siti internet di miocuggino, va bene ascoltare il geologo ottuagenario, ma perchè ogni tanto non consultare un onestissimo e imparziale atlante geografico?
Non ce l’ho con te che magari la geografia la conosci meglio del soprascritto, ce l’ho con quelli che corri il rischio di leggere che la verità non è che te la dicono per simpatia. Ripeto, gli interessi per un’opera del genere che modificherebbe sostanzialmente le abitudini di milioni di persone sono grosse, i soldi (degli altri) sono sempre la massima priorità e quindi la ragione per un “si” o per un “no” sono o i soldi a questi o a quelli.
Io personalmente dopo essere stato sostenitore delle aeromobili per anni e odiato i treni, ho dovuto rendermi conto che il treno, se sostenuto e sviluppato ha potenziali maggiori rispetto all’aeroplano quando non c’è l’acqua di mezzo. Un’Europa connnessa da treni che viaggiano a 350 km/h e con i cieli sgombri è senz’altro preferibile, per quanto possa costare in gallerie sotto l’appenino toscano e Alpi…sopravviveremo.
Comunque, per concludere, la tratta non è la Torino-Lione ma quella che ho descritto in precedenza, Lione c’entra solo per un corto spezzone di 30 km al bivio per Parigi, l’amianto nessuno vuole inalarlo, neppure il direttore dei lavori che si troverà sul posto. Non si tratta di scegliere tra il fare o il non fare, si tratta di fare “come meglio si può” sempre e comunque.
E il problema - con certi lavori, vedi il ponte sullo stretto - è proprio quello, domandarsi se è il caso di rinunciare a un’opera immensamente utile per il rischio di vederla realizzata col culo o trovare delle soluzioni perchè non ciò non avvenga.
arlekan
21 mar 2007 - 00:04 - #17Nella stragrande maggioranza delle tratte, la tav non serve a ‘na sega, anzi, serve ai soliti magnaccia che portano a casa mega-appalti che poi paghiamo noi con le tasse in comode rate ventennali.
Le linee “lente” comunque possono offrire un servizio onesto con una frazione del costo.
I costi dei biglietti sono esagerati per 3 motivi:
- in Francia, Germania, GranBretagna, ecc. i biglietti dei treni costano parecchio ma anche gli stipendi sono parecchio diversi;
- il servizio che offre Trenitalia è scandaloso, basta leggere i giornali;
- gli sprechi di Trenitalia/Cargo sono da denuncia, fidatevi ;-)
- gli operai che lavorano esposti al pericolo dell’amianto, generalmente non lo sanno (!) e se lo sanno fanno finta di niente (!)
Andrea Andretti
21 mar 2007 - 00:12 - #18La tav è la dimostrazione che alla stupidità umana non c’è alcun limite.
treno attuale, da A a B: 4 ore
tav, da A a B: 3 ore
Si spendono miliardi di euro per risparmiare 60 minuti che non ti cambiano nulla.
quel Larry
21 mar 2007 - 00:23 - #19Milano-Bologna con ES 1h 47′
Milano-Bologna con AV 55′
quel Larry
21 mar 2007 - 00:24 - #20“300 chilometri che attualmente si percorrono nella migliore delle ipotesi in quattro ore, potrebbero essere tranquillamente essere coperto in 110 minuti.”
quel Larry
21 mar 2007 - 00:26 - #21Milano-Parigi senza TAV = 14 ore
quel Larry
21 mar 2007 - 00:26 - #22Andrea, se vuoi proseguo…
Isaiah
21 mar 2007 - 00:26 - #23Non avevo alcun dubbio che Legambiente, che ora è supina al governo attuale, dicesse si a qualsiasi opera proposta. E guarda caso un bel “ponte” ferroviario ultraveloce tra bassolino e vendola, condito con tanta “ecologia” e tanto “buonismo”. Ma serve veramente il collegamento bari napoli? Boh?
arlekan
21 mar 2007 - 00:28 - #24Milano-Bologna con ES 1h 47′
Milano-Bologna con AV 55′
già, ma con quali fermate? manco una…
quel Larry
21 mar 2007 - 00:33 - #25ma no, chi vuoi - detto da uno che è magari di Monbercelli - voglia andare da Napoli a Bari…tanto il mare ce l’hanno entrambi!
quel Larry
21 mar 2007 - 00:35 - #26perchè credi che adesso un ES tra Milano e Bologna faccia fermate? manco una, se vuoi le fermate sono 2h e 35′
Portati dei libri.
Isaiah
21 mar 2007 - 00:37 - #27Già mi vedo il prossimo supinato a dire cose del tipo “una centrale nucleare? si, a patto che questo intervento possa essere realizzato con le migliori attenzioni all’inserimento ambientale e paesaggistico, con la più diffusa informazione dei cittadini e delle comunità locali coinvolte”…
arlekan
21 mar 2007 - 00:49 - #28Se cerchi sul sito di Trenitalia vedrai che il Milano-Bologna si ferma a Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena…
Larry
21 mar 2007 - 00:58 - #29io l’ho preso sabato scorso…tu sai consultare un orario ferroviario?
Luigi S.
21 mar 2007 - 00:59 - #30off topic
larry:
i treni, in qualunque paese estero costano di più,
non sono certo!! all’estero di certo molte cose costano molto meno: servizi bancari, assicurazioni, adsl, ect.
Inoltre i cittadini dovrebbero essere
coinvolti nei processi decisionali fa parte
della democrazia all’estero questo già succede
solo Italia la politica ha l’arroganza di
imporre anche con la forza. Se non sono
convincenti è perché la politica ha perso
ogni credibilità agiscono come cialtroni
….e poi abbiamo diversi primati negativi
tra i quali diversi condannati in parlamento.
siamo in europa è vero ma siamo un pecora
nera….
Larry
21 mar 2007 - 01:11 - #31Luigi, collegati al sito di Trenitalia scegli un viaggio di 100 km, segnati la tariffa e fai la stessa cosa con i siti delle ferrovie spagnole, francesi, tedesche ecc. se lo facessi io non mi crederesti, arrangiati da solo…
per quanto riguarda l’aspetto politico, in Italia c’è troppa democrazia (stupidocrazia?), negli altri paesi europei ce n’è molta meno (vedi le violente repressioni della polizia in Francia, Germania, inghilterra, Olanda, Danimarca), casomai negli altri paesi i politici prendono decisioni migliori di quelle che prendono i nostri, ma comunque la colpa non è mia.
Larry
21 mar 2007 - 01:13 - #32arlekan mi sa che confondi gli intecity con gli eurostar…impara a leggere, poi ti daremo il permesso di scrivere.
fab76
21 mar 2007 - 09:34 - #33vorrei segnalare un nuovo blog dedicato ai materiali biodegradabili e naturali: http://biodegradabili.blogspot.com
PARTECIPATE NUMEROSI…
harlock
21 mar 2007 - 09:34 - #34Larry,
in un ottica di futuro in cui o cambiamo stile di vita e tecnologie o ci fottiamo la casa, i 20 anni che richiede la TAV rischiano di essere un cantiere infinito e inutile.
Le attuali linee sono più che sufficienti perchè la TAV non la fanno per i passeggeri ma sopratutto per le merci, per cui la velocità è determinata dalla demenza di clienti/fornitori.
in Valsusa l’amianto potrebbe esserci come anche no ma se leggi sempre saprai che le tratte TAV già realizzate hanno portato disastri ambientali, indagini per irregolarità ecc.
Prima di costruire la TAV dovremo educare la gente a una mobilità lenta e sostenibile, non tartassare un Paese di cantieri infiniti.
Se poi i francesi hanno già cominciato (questo è vero), bravi, ma loro hanno coinvolto la gente, come spesso succede in europa.
No TAV, No Tunnel del Brennero, No dalmolin, No inceneritore nascono dal diritto dei cittadini a essere ascoltati, perchè chi governa viene eletto e dovrebbe rappresentare il popolo, non calpestarlo, macchiavelli insegna.
harlock
21 mar 2007 - 09:35 - #35bravi per i francesi, è solo per dire, in realtà penso abbiano che avrebbero potuto stare fermi pure loro.
Francesca
21 mar 2007 - 10:11 - #36Io concordo con harlok, 20anni sono tanti e poi magari succede, come molte altre cose, che venga costruita alla diciamo “buona”.
@Larry. per il ponte sullo stretto il problema è ancora più complicato,e non parlo dei cittadini o società che non lo vogliono, ma della conformazione del fondo dove verrebbero installati i piloni, senza contare che addirittura i giapponesi hanno detto che sarebbe una pazzia, non reggerrebbe al primo evento naturale es. terremoti, poi l’impatto ambientale sarebbe veramente disastroso in terra e in mare.
Larry
21 mar 2007 - 11:11 - #37appunto per quello che dice Harlock, 20 anni sono tanti, che il traforo va fatto ieri. tu non poi saper come andranno le cose tra 20 anni, dovrebbero saperlo i consulenti strapagati del governo, ma essendo strapagati spesso straparlano. Tu aspetta 20 anni per renderti conto di aver torto poi, troppo tardi ti metti a costruire un tunnel di corsa impiegandocene 15 e pagandolo il triplo e facendo intanto arretrare il paese al livello della Bulgaria che tempo 20 anni supererà l’Italia. Non lo dico solo per me, lo dico per te, se poi ti ritrovi nel 2027 con uno stipendo che al valore attuale corrisponde a 400 euro al mese e non puoi mantenere dei figli…
riguardo ad Harlock in particolare, se pensi che il trasporto merci sia “la cosa grossa” che spinge il traforo, beh sei troppo Capitan Harlock, le Merci non coprirebbero mai i costi, è ovvio che solo il traffico passeggeri può giustificare l’opera e così è.
Non vorrei adesso parlare troppo di ponte, ma se inizio a farti un’elenco basato sull’impatto ambientale dato dal traffico di traghetti nello stretto (rispetto al ponte) ti potresti sorprendere…
missvi
21 mar 2007 - 11:55 - #38Vorrei chiedere a LuigiS. che ha scritto il primo commento, di commentare quello che lui porta come un “fatto”:
“Legambiente come molte altre associazioni ambientaliste e non, non godono di molta credibilità…questo è un fatto”
Sinceramente scritto solo così non posso che restare scettica e non accettarlo come fatto. Anche perchè non so chi sei e con quali credenziali parli.
Io do molto credito alle associazioni ambientaliste, anche se non condivido tutto quello che dicono. La loro credibilità deriva dalla conoscenza del territorio e delle vertenze locali, che vivono quotidianamente, e spesso subiscono decisioni dall’alto prese senza la consultazione dei comitati locali e le dovute valutazioni di impatto.
Se hai esempi o informazioni che mi possano aiutare a formare un pensiero più critico, ben vengano e ti ascolto molto volentieri.
Ma sinceramente solo così non riesco ad accettare come fatto una cosa che enunci come dogma punto e basta senza riportare veri fatti.
harlock
21 mar 2007 - 12:04 - #39larry, ma quante persone devono andare da venezia a parigi per ripagare il tunnel?
io credo che si voglia la TAV perchè i soldi sono di nessuno (nostri) ma vanno in tasca a qualcuno, poi se viaggerà pieno o vuoto non frega niente a nessuno.
Poi sono convinto che non si possano fare stime partendo dai dati attuali, come detto, se non cambiamo modo di spostarci lavorare e vivere non ci staremo tra 20 anni.
Mettere container sui treni e non sui camion a me non dispiacerebbe, ma bisogna che sia spinto da un disincentivo ad utilizzare la strada.
Il ponte? è come cercare di saltare da una macchina ad un’altra che viaggia in senso opposto: la conformazione e gli spostamenti geologici non lo permettono, ma chi ha il cemento in testa e vuole i soldi in tasca fa fatica a pensare.
No-nimby
21 mar 2007 - 12:10 - #40……per cui la velocità è determinata dalla demenza di clienti/fornitori.
bravi per i francesi, è solo per dire, in realtà penso abbiano che avrebbero potuto stare fermi pure loro…..
Leggere certi commenti mi da sui brividi.
Certamente per alcune persone..l’idea di muoversi, lavorare, fare commercio, deve essere una tragedia.
Se poi il percorso è sempre casda-centro sociale….beh allora capisco.
ZigoZago
21 mar 2007 - 12:29 - #41“ma quante persone devono andare da venezia a parigi per ripagare il tunnel” seguendo questo discorso non si sarebbe mai fatto in italia e all’estero, alcun tunnel, alcuna ferrovia, strade statali e autostrade…
marinariello
21 mar 2007 - 12:38 - #42La TAV in Italia è un opera fondamentale.
La rete ferroviaria esistente è ormai obsoleta.
Non vedremo mai marciare merci e persone fintantochè il treno non diverrà competitivo in termini di tempo.
Se non investiamo in mezzi efficienti mai potremmo uscire dalla situzione ormai insostenibile delle nostre strade e aeroporti.
Fortunatamente per voi viaggiate poco… ma vi assicuro che in Italia muoversi è veramente difficile.
Se potessi solo risparmiare una menciata di minuti su una tratta lascerei di sicuro l’auto a casa per il treno.
Io abito a Milano…
Per andare a Torino non c’è discussione… auto… con la TAV treno.
Per andare a Venezia… purtroppo auto… autostrada forse un domani discretamente percorribile… treno così così… con la TAV treno, in aereo ci metto troppo tra imbarco e sbarco.
Roma?
Aereo sempre… con la TAV sicuramente treno
Napoli?
Aereo sempre… con la TAV vediamo… forse.
Parigi?
Aereo sempre… con la TAV forse se posso stare una notte… sicuramente soprattutto d’inverno.
Larry
21 mar 2007 - 13:27 - #43Harlock,
decine di milioni di passeggeri, che adesso non ci sono ma si possono solo immaginare. Però, però, se i bucazzi non li fai pure tutte le tratte AV italiane cessano di avere un’utilità e allora tanto valeva restare con un sistema ferroviario degli anni ‘50 dove oggi-come-oggi per andare da Mi a VE ci vogliono 2h e 40′ con un EuroStar, quando nel 1951 ci volevano 3h col treno a vapore!
Tu in queste condizioni sicuramente pietose ti presenti tra 20 anni in un’Europa dove invece le linee AV copriranno tutto il resto del territorio e avrai perso per il tuo paese tutta l’industria e il turismo e avrai spostato definitivamente tutto il trasporto su gomma e su ali rendendo la dipendenza da costruttori automobilistici, società petrolifere e compagnie aeree straniere totali.
Il tuo sbaglio è pensare che tra 20 anni tutto sarà come oggi o più tranquillo, ecco, proprio no. Se torneremo “indietro” sarà più giusto e onesto chiamarla “Crisi” cioè trasformare un paese discutibilmente all’avanguardia in un paese isolato e irraggiungibile (pensi che la gente si diverta a passare 6 ore in treno per andare da Varese a Bordighera quando può farlo con tre ore e mezza d’auto?
Guarda, io non sono un cementificatore ad oltranza, sono un ciclista che si muove non solo per passione ma anche per lavoro sempre su due ruote, Se da Milano devo andare da un cliente a Bergamo e il tempo lo permette, ci vado in bici, meglio di così…però quando compri un frigorifero Bosch, quel gingillo arriva dalla Germania e con le migliori intenzioni ma nessuno te lo porta a pedali, deve prendere un camion o un treno, tu lascia andare allo sfascio le ferrovie, e sicuramente il tuo prossimo elettrodomestico verrà in camion.
Che poi, più un’opera pubblica è grande, più soldi qualche bastardo s’incamera…è persino banale dirlo, abiti in Italia queste cose succedono dai tempi dell’impero romano.
Sei uno di quelli che pur di non sbagliare non fa nulla?
Francesca
21 mar 2007 - 14:11 - #44@larry faccio una piccola parentesi che non c’entra con la tav. Il ponte non si puo fare per la conformazione geologica del suolo,mettici l’impatto ambientale visto che partirebbe in alto da una collinetta,mettici l’impatto su flora e fauna terrestri ma soprattutto marine.In ogni caso considera che i giapponesi che di ponti ne hanno,hanno detto che fare il ponte con strada per auto etc e linea ferroviaria è una pazzia proprio perchè la struttura del suolo non lo permette.
Per il resto la tav potrebbe avere lati positivi,il problema è hai visto che treni abbiamo,come siamo stipati noi pendolari,la sporcizia etc? bisogna migliorare molto prima di pensare alla tav,secondo me,poi sbagliero pero tanto non decido io se farla o meno…
Larry
21 mar 2007 - 14:38 - #45Scusami ma sono sciocchezze, non è che adesso senza ponte non ci sia traffico nella zona dello stretto, il ponte è un ponte, immobile deve stare e una volta completato non inquinerebbe più, invece 5000 viaggi di traghetto all’anno inquinano oggi, domani, l’anno prossimo, tra vent’anni, tra un secolo, all’infinito. Poi i giapponesi possono dire quello che vogliono, io mi permetto di scommettere su una cosa: finché il ponte è appaltato a un’azienda italiana (quasi) giustamente è un’azzardo improponibile, se invece lo dovessimo appaltare a un’azienda giapponese vedresti che il pessimismo gli passerebbe subito…
Il TAV, ti sembrerà pazzesco, ma interessa pure ai pendolari, se cerchi un po’ su internet troverai dei documenti dell’associazione pendolari dell’Emilia che vorrebbero “adattare leggermente” (quindi favorevoli di base) il progetto all’esigenza dei pendolari: praticamente vedono nella nuova linea la possibilità di migliorare il servizio senza per questo dover spendere di più.
Le nuove linee ridurrebbero drasticamente le eventualità di ritardi su tutte le tipologie di treni, dal più sfigato dei regionali al treno veloce a lunga percorrenza.
E su questo penso ci sia poco da discutere, i treni puntuali piacciono a tutti.
Francesca
21 mar 2007 - 14:44 - #46Non ho detto che ai pensolari non interessa viaggiare meglio,ho detto che i treni che uso ogni giorno fanno pietà magari sistemare anche quelli non farebbe schifo. Poi se non hai letto bene ho scritto che il ponte NON si puo fare per la conformazione geologica. Puoi parlare di inquinamento quanto vuoi ma se il suolo non consente la costruzione…..in ogni caso se fosse fatto sai quanti camion,autobus,auto ci passerebbero?sai quanti di questi stanno in un traghetto?insomma il danno ambientale sarebbe grosso,io penso soprattutto alle biocenosi marine etc.Comunque ripeto non si puo fare per il suolo.
Francesca
21 mar 2007 - 14:45 - #47Comunque era stato chiesto espressamente un parere ai giapponesi proprio perchè ci capiscono meglio di noi,la loro risposta te l’ho già detta.
Larry
21 mar 2007 - 15:24 - #48si, non metto in dubbio quello che possono aver detto i giapponesi riguardo a un progetto italiano, ma ti ripeto, se chiedessimo a loro di costruirlo, credi che direbbero di no, che rimarrebbero dell’opinione che è irrealizzabile? Te lo dico io: no, cambierebbbero idea e lo farebbero, garantito!
I treni pendolari sai perchè fanno schifo?
perchè tu li sporchi. In effetti il materiale con cui sono fatte le carrozze non è che sia degradabile di suo, è che viene degradato dall’inciviltà dei passeggeri. Se in germania per pulire un treno di 11 carrozze bastano 3 persone addette 2 ore, in Italia con le stesse risorse si pulisce 1/3 del treno, il resto rimane ad accumularsi. Quindi: o io metto il triplo del personale a pulire e ti faccio pagare il servizio extra (quindi ti faccio pagare un treno di qulità tedesca, ben più di quanto lo paga un tedesco che già paga molto più di quel che paghi te, o ti tieni il treno com’è e la prossima volta non metti i piedi sul sedile di fronte.
Questo non vuole essere un’accusa a te personalmente, ma cerca di ragionare, non è che nessuno pulisca i treni o che addirittura ci sia gente pagata per sporcarli, è che se l’italiano é sempre il primo a sporcare e l’ultimo ad aver voglia di pulire, quello che ti meriti è questo. Lamentarsi è ingiusto.
harlock
21 mar 2007 - 15:37 - #49bello sapere che il mio mondo non è come quello di alcuni di voi: io non ho ancora la verità in tasca.
“Che poi, più un’opera pubblica è grande, più soldi qualche bastardo s’incamera…è persino banale dirlo, abiti in Italia queste cose succedono dai tempi dell’impero romano”
Larry, non è che poichè succede a me sta bene, anzi, perchè nel resto d’Europa no? siamo il paese dei burrini? e allora è lecito distruggere senza criterio?
Sei uno di quelli che pur di non sbagliare non fa nulla?
no, io parlo, faccio, sbaglio, imparo, e sperimento.
Mi piace il ragionamento di ZigoZago, ma allora perchè si fanno le infrastrutture se non per far viaggiare la gente? è un enigma che m’intriga….
comunque non ho scritto di essere contrario alle infrastrutture, ma che abbiano anche senso e vengano fatte solo se non ci sono alternative mi sembra giusto chiederlo.
Larry
21 mar 2007 - 15:44 - #50infatti Harlock, non si deve discutere se le cose farle o no, o più semplicemente lamentarsi sempre e comunque, si tratta di imparare a fare le cose bene.
quando le cose si sanno fare bene si può tutto. Vedi i giapponesi che cementificano con ponti, ferrovie ultraveloci e grattacieli un territorio che più sismico non si può. E nessuno si lamenta!