Mobilità urbana sostenibile, in Italia meno auto ma uguale inquinamento

Vi ricordiamo che la prossima settimana, dal 16 al 22 settembre, sarà la Settimana della mobilità urbana sostenibile, un evento promosso dal 2011 dall'Unione Europea cui lo scorso anno ha visto la partecipazione di 2268 città; l'obiettivo è convincere i cittadini a sbarazzarsi, abitudine dura a morire, delle auto, incentivando l'uso del trasporto pubblico, delle biciclette e di mezzi elettrici.

Il congenito amore degli italiani per le auto, 61 ogni 100 abitanti (secondi in Europa dopo il Lussemburgo), è evidente, sopratutto per chi vive in una città, andrebbe un po' controllato: le strade sono ormai lastricate di lamiere e gomma parcheggiata, l'inquinamento da polveri sottili prodotte dai motori è a livelli record, gli incidenti sono all'ordine del giorno e, come se non bastasse, spesso piange il cuore nel vedere i centri storici schiavi della mobilità quattro ruote.

Esempio lampante è, come al solito, Roma: quasi un'auto a testa (nascituri compresi), Legambiente denuncia anche che la zona di traffico limitato della Capitale è più piccola di quella di Bologna o di Firenze (nonostante la ubriacante grandezza di Roma si stimano circa 14 centrimetri quadrati per abitante).

Se a questi dati si somma la crisi economica, stando ad un dossier presentato dall'Isfort (Istituto Superiore di formazione e ricerca per i trasporti), non ci sono ragioni per continuare a prendere l'auto; in un certo senso gli italiani la usano meno, allentando la morsa del traffico urbano, ma solo per gli alti costi di gestione.

Nonostante ciò, le strade italiane restano le più congestionate d'Europa:

La svolta è arrivata nel 2011: gli spostamenti in un giorno feriale medio sono scesi da 124 a 110 milioni, un brusco meno 14 per cento, dovuto soprattutto alla rinuncia agli spostamenti per svago. Fra questi a essere calati di più sono quelli in auto: meno 11 per cento

spiega Luca Trepiedi dell'Isfort, che aggiunge, rispetto ai dati del 2012, che:

Anche se l'auto continua a mantenere il dominio assoluto fra gli spostamenti in città, con il 57,3 per cento, i trasporti pubblici salgono al 9,4 per cento in media, 22,4 per cento nelle grandi città. I motocicli coprono il 5,5 per cento, anch'essi leggermente in calo.

Sembrerebbe che gli italiani hanno definitivamente imboccato la "svolta verde" della mobilità urbana, ma purtroppo non è così: seondo il dossier dell'Isfort nel 2006 il 5,6% di tutti gli spostamenti urbani avvenivano in bicicletta e il 28% a piedi ma nel 2011 le percentuali si sono ridotte rispettivamente al 4,6% e al 23%.

Gli effetti sono una leggera diminuzione del traffico veicolare, ma non dell'inquinamento che resta sui medesimi valori di prima.

Sono molti i fattori che spingono gli italiani ad usare l'auto: primo i mezzi pubblici (Roma ha 40km di metropolitana, Milano 90, mentre metropoli come Madrid o Parigi arrivano a 3-400km), i Comuni che tentano iniziative lodevoli, come Milano con l'Area C, si debbono scontrare con i ricorsi di pochi (la proprietà di un solo parcheggio), il bike sharing e il car sharing ancora scadente, i limiti di 50 km/h in città (che impediscono la circolazione ciclabile, molte associazioni chiedono l'istituzione di zone 30).

Roma sta cercando di cambiare, in tal senso, la mentalità corrente facendo pressione sulle istituzioni con la raccolta firme per il referendum del comitato RomaSiMuove, che sabato 15 settembre ha organizzato una festa in piazza Farnese, a venti giorni dalla scadenza dei termini per la raccolta firme: non sarebbe male farsi una sgambata al centro di Roma, la buona causa è piuttosto evidente.

Via | Repubblica.it
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail