La carestia fa paura al 42% degli italiani che chiedono più agricoltura

Gli italiani si sono mostrati consapevoli della gravità della siccità che ha colpito il nostro emisfero quest'anno e dunque iniziano a temerne le conseguenze sopratutto per l'elevata speculazione che si sta prospettando su alcuni generi alimentari. Riferisce Coldiretti che il 46% degli italiani teme che non si produca abbastanza cibo per tutti mentre l'84% chiede che si produca di più in futuro. I risultati di questo sondaggio sono stati presentati a Bari alla Fiera del Levante, durante il convegno Il futuro della Politica Agricola Comunitaria - III Conferenza nazionale.

Ha detto Sergio Marini presidente Coldiretti:

L’esperienza di questi ultimi mesi dimostra che basta il mix esplosivo degli eventi climatici e della speculazione per far saltare l’equilibrio dei mercati mondiali che si trovano già sotto la pressione della crescita della popolazione mondiale, della richiesta di biocarburanti e dell’aumento dei redditi in Paesi come la Cina che spinge al maggiore consumo di carne.

Ma l'agricoltura è un po' la Cenerentola dell'economia soggiogata com'è dai giochi della finanza, sebbene sia un settore in piena crescita. Lo riferisce la stessa Coldiretti annunciando che nel 2012 viene segnato una crescita per il terzo trimestre consecutivo del Pil dello 0,9% a fronte dei cali di industria (-6,0%), costruzioni (-6,5%) e servizi (-1,1%) e dove le assunzioni sono cresciute del 10,6%.

Comunque sia il ministro Catania al dicastero delle Politiche agricole sia il premier Monti sono stati ben orgogliosi venerdì nel presentare il Ddl contro il consumo del suolo proprio a tutela dei terreni agricoli. Ha detto infatti il ministro Catania:

Abbiamo introdotto un sistema che sostanzialmente prevede di determinare l'estensione massima di superficie agricole edificabile sul territorio nazionale. Questa quota, quindi, viene ripartita tra le Regioni le quali, a caduta, la distribuiscono ai Comuni. In questo modo otterremo un sistema che vincola l'ammontare massimo di terreno agricolo cementificabile distribuendolo armonicamente su tutto il territorio nazionale.

La presa di coscienza, almeno con il decreto legge lascia ben sperare rispetto alla sostanziale ripresa dell'agricoltura nel nostro Paese schiacciata da anni di PAC a favore di Francia e Germania: diciamolo!

Per Marini però la riforma vera deve appunto arrivare dalla Politica Agricola europea:

La riforma deve dare una risposta agli agricoltori in termini di stabilità dei redditi di fronte alla volatilità provocata dalla speculazione e dagli eventi climatici, ma anche una risposta ai cittadini con una agricoltura sostenibile dal punto di vista sociale ed ambientale che sappia offrire cibo di qualità al giusto prezzo.

Via | Coldiretti, MiPaaf
Foto | Flickr

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