Il 67,85% dei cittadini di Montescudaio (PI) ha detto sì al parco eolico che dovrebbe sorgere nelle vicinanze del paesino toscano. A partecipare alla prima consultazione diretta popolare in Italia sul tema il 55% dei 1.800 abitanti. Soddisfatto il sindaco Aurelio Pellegrini che parla di un risparmio per i cittadini di circa 200 euro l’anno in bolletta e di una “ presenza esemplare e compatta che ha dato soprattutto un esempio di partecipazione civile contro tutti i terrorismi e le demagogie che sono stati messi in atto in modo falso e pretestuoso”.
La dichiarazione del primo cittadino fa pensare alle polemiche che avevano accompagnato la proposta del referendum. La consultazione popolare aveva visto infatti associazioni ambientaliste, come Legambiente, a favore del parco e altre, come Italia Nostra Wwf e Lipu, contrarie. In un documento di queste tre ultime associazioni apparso su Greenreport si parla di informazione incompleta agli elettori: nessun ha detto che per risparmiare quelle 200 euro l’anno “si dovrebbero istallare dalle 15 alle 23 torri”. Ci si chiede inoltre se i cittadini sono consapevoli “che la Giunta Comunale ha già approvato uno studio di prefattibilità riguardante l´installazione di 17 torri di 80 metri, più i 20 della pala, sopra crinali in boschi di pregio, in zone demaniali e in totale assenza di una viabilità adeguata ad ospitare ciò che sarà equiparabile ad un impianto industriale”.
» Comune di Montescudaio
» I Verdi
» Referendum Montescudaio, quelli che dicono NO all´eolico da Greenreport
metz
26 mar 2007 - 13:48 - #1Si va di petrolio; non va bene, troppa CO2.
Si va di nucleare; non va bene, troppo pericolo.
Si va di biocombustibili; non va bene, la monocoltura è pericolosa.
Si va di eolico; non va bene, le torri non ci piacciono.
Si va di solare; non va bene, dovremmo ricoprire mezza italia di pannelli.
CHE PALLE.
brizio
26 mar 2007 - 13:55 - #2Ebbravi i montescu…dieri? ;)
Così si agisce, chiedendo ai cittadini, ai locali, poi si fa presto a dire che chi ha votato non sa non conosce e bla bla…
Equiparare poi un impianto eolico ad uno industriale è fare terrorismo.
una volta terminati i lavori di costruzione, sulla via di accesso cosa transiterà, un furgoncino al mese e in media un autotreno ogni anno?
Lo vorrei davanti a casa mia un traffico “industriale” del genere.
Montescudaio:
Città del vino, dell’olio, del pane e….. del vento?
In bocca al lupo! :)
Brizio
harlock
26 mar 2007 - 14:14 - #3se veramente non si è fatta informazione totale: lavori, numero di torri, potenziale di funzionamento effettivo ecc, allora il referendum nonn vuol dire granchè se non un passo avanti nei rapporti con chi ci deve convivere con l’impianto.
Basta che poi tra 5 anni gli stessi abitanti non chiedano lo smantellamento perchè sarei il primo a ridergli in faccia…
in bocca al lupo comunqu e spero, senza ironia, che abbiano fatto la scelta secondo loro più giusta.
verlok
26 mar 2007 - 14:21 - #4Secondo me la soluzione sta in mezzo: un po’ eolico, un po’ solare, un po’ idroelettrico… un po’ nucleare. Poi, col tempo (secoli?), aumenterà l’efficienza dell’eolico e del solare, e si smantelleranno le centrali nucleari.
verlok
26 mar 2007 - 14:23 - #5Comunque dovrebbero metterne di più di centrali eoliche in Puglia. Ci sono stato e, mentre nella prov. di Foggia ne ho viste parecchie, nella prov. di Bari ce ne sono pochissime.
Poi potrebbero dare la possibilità di installare mini-generatori in cima ai condomini, si potrebbe utilizzare l’energia prodotta per azionare gli ascensori, e quella in eccesso, qualora esistesse, per rivenderla all’Enel.
AXE
26 mar 2007 - 14:30 - #6mi sono sempre chiesto il senso di queste torri enormi e tripale, ma non hanno una inerzia enorme (dovuta al peso)? Gli anemometri per esempio hanno forma a cucchiaio per catturare anche i piccoli refoli di vento e sono molto piccoli e girano molto velocemente.
Luigi S.
26 mar 2007 - 15:07 - #7l’Eolico è una fonte energetica pulita e favorevole
alla sua diffusione…sono come dei mulini a vento
moderni….senza nessuno effetto inguainante è pazzesco che non si siano diffusi abbastanza.
metz
26 mar 2007 - 15:33 - #8AXE il problema dei primi eolici era proprio il girare veloce perchè facevano un baccano tremendo. Ora le pale son fatte per produrre energia girando lente e per questo son piu grandi e piu alte.
harlock
26 mar 2007 - 16:10 - #9http://www.ecoblog.it/post/2471/leolico-minaccia-lappennino
Francesca
26 mar 2007 - 16:58 - #10Io mi auguro solo che la valutazione di impatto ambientale sia stata fatta bene poi….
FabioT
26 mar 2007 - 18:03 - #11Il problema dell’impianto eolico a Montescudaio è un altro: tutti gli studi dicono che nella zona il vento non è sufficiente per far funzionare in modo economico le pale eoliche.
I progettisti sostengono che i loro dati dicono il contrario ma si rifiutano di rendere pubblici tali dati.
La vittoria del si è una vittoria della disinformazione e di un connubio infelici tra associazioni ambiantilistico-affaristiche e la monumentale demagogia degli amministratori locali che promettono mari e monti. Se si promette una cifra vuol dire che c’è un progetto ( e un numero di pale su cui fare i conti) oppure che si sta inventando.
brizio
27 mar 2007 - 07:24 - #12Perdona FabioT ma tutti gli studi di chi?
dove possiamo trovare questi studi che reputano sfavorevole ed antieconomica l’installazione?
Quindi sarebbe solo un affare per i costruttori, poi il tutto marcirà senza produrre una cippa?
Mi farebbe piacere andare a fondo nella questione.
Grazie
brizio
27 mar 2007 - 07:29 - #13Dimenticavo, per far funzionare in modo “economico” una centrale di certo non la si costruisce eolica, men che meno fotovoltaica.
Con tutto il fossile da bruciare che c’è in giro…
saluti
brizio
harlock
27 mar 2007 - 08:13 - #14Brizio, la costruzione di una centrale eolica è un vero affare per il costruttore, incentivi a go go anche se improduttivo: riporto il mio commento di qualche post fa:
da http://www.ecoblog.it/post/2471/leolico-minaccia-lappennino/2#48888 :
già, i numeri allora:
quasi 7.000.000 € di incentivi all’anno per un impianto medio di 20 mw per 12 anni, poi se cambiano il mozzo e il generatore, altri 12 anni di contributi pubblici. Questo è il VERO motivo per cui tutti vogliono costruire centrali eoliche.
Ai comuni va una commissione ridicola, 1.5 - 3 % per ritrovarsi un territorio che non vale più niente. Alcuni agritur hanno già chiuso sugli appennini grazie a questi ecomostri.
Gli incentivi provengono dalle nostre bollette, quindi chi guarda compiaciuto le torri eoliche e crede nella loro utilità (compresi quelli di greenpeace) ragionino anche su questo: se coprissimo tutto lo spazio disponibile in Italia con pale eoliche non raggiungeremo che il 3-4% del nostro fabbisogno attuale, e allora, piuttosto che piangere domani per aver cestinato ettari di territorio senza avere nessun vantaggio, ben venga la moratoria, che i soldi dell’eolico vengano riversati sui cittadini e vedrete come si sviluppano le rinnovabili “casalinghe”. Perchè se una cosa la si deve fare male, molto meglio lasciare perdere.
e, aggiungo, prendete i dati da diverse fonti, che se state a sentire solo la voce dei produttori o di qualche bisonte di associazione, allora possiamo anche dire addio alla vera democrazia
FabioT
27 mar 2007 - 09:15 - #15Certamente a Montescudaio chi era a favore del no , non lo era così a caso ma per essersi informato e aver avuto qualche perplessità oltre che per una scrsa fiducia nel sindaco su questi temi.
Ci siamo basati su tre studi che dicono come la Toscana sia una zona marginale per la produzione di vento:
Il più dettagliato è fatto dal CESI-Università di Genova e lo trovi qui:
http://www.ricercadisistema.it/pagine/notiziedoc/61/index.htm
Un altro studio a livello mondiale è fatto dall’Università di Stanford:
http://www.stanford.edu/group/efmh/winds/global_winds.html
Uno fatto dall’industria eolica danese (non certo sospettabili di sminuire i dati) è qua:
http://www.windpower.org/en/tour/wres/euromap.htm
Nota che noi eravamo ben disposti a discutere di tali dati che possono essere superati per due motivi, uno tecnologico (possono essere fatte pale più efficienti) e uno locale (possono esistere siti locali con più vento) e perciò abbiamo chiesto se fosse stata fatta una campagna anemometrica affidabile (pubblica, con metodologie affidabili e dalla durata di almeno tre anni) che è un prerequisito indispensabile per la realizzazione di un impianto eolico. La risposta è stata che i dati c’erano ma non si poteva dir niente perché si tratta di dati coperti da segreto industriale.
L’altra obiezione (fondamentale per il referendum che chiedeva se si voleva che il Comune avviasse le procedure per la realizzazione di un parco eolico) era che la scelta dei siti dovesse essere programmata almeno a livello regionale per essere più sicuri che vengano scelti quelli realmente più adatti e non quelli che fanno comodo a ciascun comune come sta avvenendo in zona.
Di tutto questo la cosa più vergognosa è come stata trattata la gente contraria in campagna elettorale. Ci è stato detto che eravamo dei guerrafondai petroliferi, che sul referendum si decideva la sorte dell’eolico in Italia, che era un referendum come quello sul nucleare, e a tutti gli incontri pubblici fatti non ci è stato concesso di parlare. Tutto questo solo per aver chiesto chiarezza e trasparenza sui dati e sui progetti.
brizio
27 mar 2007 - 09:48 - #16@ harlock
Agritur che chiudono per le torri eoliche?
Scusa ma non ci posso credere.
Sui cosiddetti AgriTurismo ci sarebbe da aprire un blog a parte, magari qualcuno ci penserà.
Io so di locali in Liguria che hanno aumentato gli introiti grazie a chi va a vedere il piccolo PE di Finale.
Se gli enti pubblici beccano commissioni ridicole è solo per colpa loro, che si facciano valere isomma siamo tutti grandicelli, immagino lo siano anche nei comuni.
Un territorio che non vale più niente? e prima cosa valeva? quale sarebbe la minus-valenza?
Non parliamo poi dell’avifauna che di storie ne ho già lette a tonnellate, quella sugli impatti contro le pale ad esempio è un chiaro esempio della “curiosa” informazione fornita da certi enti. l’anno passato si parlava di uno o addirittura due impatti annui, ora si sentono cose del tipo 35/40 impatti/anno.
Visto che 2 risultavano statisticamente pochi, rispetto ai dati sugli elettrodotti aerei (che provengono da Francia, Svizzera Slovenia e che fanno secchi in media 1 volatile ogni km al giorno!) si è deciso dunque di gonfiare un tantinello le cifre.
Anche gli alberi specie in inverno sono falcidiatori di volatili, li abbattiamo?
E chiudo, se i soldi delle bollette (A3) devono andare da qualche parte meglio su una torre eolica che su una ciminiera sparaveleni.
se qualcuno ci guadagna e qualcuno meno…. amen
brizio
27 mar 2007 - 10:21 - #17FabioT,
Sicuramente l’essere stati trattati a malo modo non fa certo onore alla causa ma, molto spesso ho visto gli stessi atteggiamenti dalla parte opposta… un po’ per uno?
Scherzo eh!
Per quanto riguarda i link postati, dovrei starci su un po’ di tempo e sicuramente lo farò, solo non vedo perchè si costruirebbe in una zona poco produttiva?
Se è vero ciò che dici qualcuno tra non molto tempo se ne accorgerà e sempre qualcuno dovrà pagarne le conseguenze! almeno si spera. :(
Il demandare le decisioni ai vertici (nel caso specifico la regione), dare a chi non conosce la realtà locale il potere decisionale non ha mai dato risultati, adesso mi vieni a dire che invece era da fare? e perchè non chiedere all’europa se posso mettere i pannelli fotovoltaici nel mio giardino?
Potere ai locali! nel rispetto dei vicini e della legge si intende.
harlock
27 mar 2007 - 11:12 - #18brizio, sull’eolico si scontrano la volontà di ridurre le emissioni e il reale apporto che questa tecnologia può dare.
L’eolico nell’immaginario collettivo gode di speranze e consensi.
Ad un indagine più attenta però si dimostra fragile:
Le voci critiche non arrivano dai petrolieri, se io dico determinate cose vuol dire che mi sono fatto un opinione dopo aver analizzato dati sono passato dal guardare con ammirazione le torri eoliche a contestare fermamente la loro costruzione.
fosse anche uno solo Nibbio all’anno, sarebbe comunque troppo, sopratutto perchè esistono tecnologie che permettono di evitare questi danni senza spillare olio nero dal suolo.
In agiunta a quelli di fabioT, altri link.
magari posta articoli a favore, poi si vedrà:
http://fainotizia.radioradicale.it/2007/02/05/energie-alternative-le-torri-eoliche-di-castiglion-messer-marino
http://www.lipucapitanata.it/ sezione download
http://guide.dada.net/energie_rinnovabili/interventi/2006/05/254776.shtml
in sostanza, il rapporto costi/benefici pende dragicamente contro il territorio e gli abitanti.
FabioT
27 mar 2007 - 12:12 - #19Rispondo a Brizio:
Un conto è mettere nel proprio giardino dei pannelli solari o un impianto mini eolico alto 15 metri. Perfettamente d’accordo. Altro conto sono torri alte 100 metri visibili a decine di km di distanza. Si costruisce in zona poco produttiva perché incentivi pubblici rendono economico farlo anche in realtà marginali (oltre a vendere le pale). Ma è comunque uno spreco di soldi pubblici perché gli impianti per prima cosa devono essere fatti dove c’è più vento.
Poi gli impianti eolici non impattano solo sul Comune dove vengono costruiti: qua vicino abbiamo il caso di un impianto eolico fatto al confine di un comune lontano decine di km dal capoluogo e a due passi dal comune vicino. Ovvero un comune si prende i ricavi e l’altro deve sopportarne gli svantaggi. E’ giusto questo?
Poi gli amministratori locali su queste tematiche spesso sono incompetenti e si fidano di quanto gli dicono le imprese costruttrici. Poi come ho già detto la localizzazione degli impianti si deve basare su indagini anemometriche lunghe e abbastanza costose che è compito dell’ente pubblico fare. Questo è ancora più vero in Italia dove il vento può esserci ma può anche essere scarso a seconda in località vicinissime.
Mettere in guardia dai pericoli del riscaldamento globale e del petrolio è doveroso, creare ingiustificati allarmismi e soprattutto dire che l’eolico è la soluzione è molto pericoloso.
Ultima cosa: qui non siamo vittime della sindrome NIMBY: qui siamo vittima del ricatto NIMBY ovvero dovete accettare qualsiasi porcata anche inutile e dannosa perché altrimenti siete degli egoisti che pensano al proprio orticello.
Infine un’ultima cosa. guardate le foto degli impianti eolici: quanti ne trovate costruiti dentro un bosco?
brizio
27 mar 2007 - 13:26 - #20Mai detto che l’eolico è LA soluzione!
ma una delle possibili e meno impattanti sì.
Com’è che tutte e ripeto tutte le centrali eoliche installate e non risultano essere una porcata?
possibile che ci siano sempre posti migliori soluzioni migliori e bla bla?
Qualcosa di buono si riuscirà mai a fare o saremo alla costante ricerca del meglio senza mai concludere un beneamato?
Gli “amministratori locali” poverelli non capiscono? non sono persone come le altre? qualcuno li avrà votati? son tutti emeriti imbecilli?
Dovresti sapere che un minieolico ad alta velocità di rotazione è più pericoloso di un macro eolico, quelli si che ti affettano i volatili a meno che non sia come questi: www.ropatec.com
Mi sembra altresì chiaro il fastidio imperante verso chi con l’energia (rinnovabile) ci guadagna.
Sinceramente, che qualcuno faccia investimenti per la gloria o per guadagnare un piatto di minestra, ho smesso di crederlo da qualche tempo
Per harlock
sono abbastanza contrario al linkame ma se fa piacere eccoti qualcosa tirato su in due minuti:
http://guide.dada.net/energie_rinnovabili/interventi/2005/03/202012.shtml
http://guide.dada.net/energie_rinnovabili/interventi/2005/03/202001.shtml
http://guide.dada.net/energie_rinnovabili/interventi/2005/02/198274.shtml
http://www.ecoage.it/le-contestazioni-al-parco-eolico-marino-sulladriatico.htm
http://www.ecoage.it/politica-energetica-ue-verso-le-energie-rinnovabili.htm
http://www.ecoage.it/chi-blocca-leolico-frena-la-lotta-al-cambiamento-climatico.htm
http://www.fonti-rinnovabili.it/italia_mondo.htm
http://www.greenpeace.org/italy/campagne/clima/rinnovabili/eolico
cito:
“perchè esistono tecnologie che permettono di evitare questi danni senza spillare olio nero dal suolo”
d’accordissimo ma, quali sono? e sono fattibili….ORA?
Saluti
brizio
FabioT
27 mar 2007 - 14:05 - #21Generalmente la gente nei posti dove sono state messe non è particolarmente contenta.
Vuoi per l’impatto ambientale, vuoi per lo scarso ritorno economico (dovuto probabilmente alle scarse capacità di contrattazione degli amministratori locali). Tant’è che fioccano le moratorie e dal sud Italia e dalle Isole ci si sposta gradualmente verso zone meno favorevoli. Dai un’occhiata alle mappe.
Niente in contrario al profitto delle imprese ma se questo avviene in massima parte grazie ai contributi pubblici allora mi permetto di dire la mia e di incazzarmi se vengono spesi male.
Per quanto riguarda il mini eolico, premetto che il problema degli uccelli non l’ho considerato nelle mie valutazioni perché lo ritengo abbastanza ininfluente visti i dati, mi permetto di dire che essendo generalmente impianti situati vicino alle abitazioni e non in zone isolate al massimo potranno falciare qualche cornacchia non certo i rapaci in via di estinzione.
harlock
27 mar 2007 - 14:21 - #22una pratica facile facile per iniziare è ragionare per Negawatt prodotti, ovvero quanta energia possiamo non consumare, son sicuro che già lo fai e infatti non mi rivolgo direttamente a te, Brizio.
Poi c’è la solita domanda che trovi in molti post: a che servono i tetti di case e fabbriche? perchè non per il fotovoltaico?
Se si obbietta che costa molto, anche l’era eolica aveva costi enormi per ottenere pale efficienti.
resta il fatto che produrre energia vicino a dove poi la si consuma riduce di molto eventuali perdite=costruire e adeguare gli edifici per un minor consumo e una maggior produzione.
Sono tutte cose che sembrano forse utopie? se si, allora lasciamo perdere, altrimenti bisogna cominciare, ma come ogni inizio difficile bisogna che chi decide/governa faccia scelte in questa direzione, perchè non tutti hanno i soldi, ma se hai un tetto da poter affittare…
Nessun fastidio per chi guadagna con le rinnovabili, fastidio per chi si cela dietro una dubbia sensibilità ambientale sacrificata sull’altare del molto denaro.
Perchè una produzione decentrata toglie guadagno alle aziende elettriche ma lo spalma su molti altri.
Il fatto stesso che l’eolico divida dimostra che ha grossi lati deboli.
brizio
28 mar 2007 - 07:29 - #23Ok, Ci intendiamo, se ti dicessi quanto poco spendo di bolletta elettrica, non mi crederesti, tra qualche poi mese dovrei avere sul tetto il mio impiantino fotovoltaico, goccia nel mare…
Si spera e si attende l’avanzare della tecnologia per rendere più efficienti le celle, per utilizzare meno energia per fabbricarle ma la strada pare ancora lunga.
Certo non basterà comunque e allora un valido supporto alla rete dovrà essere (tra gli altri?) l’eolico, fatto a modo, nei luoghi adatti con il minor impatto possibile sugli ecosistemi.
Forse è davvero utopia ma da qualche parte bisogna iniziare.
buona giornata
Brizio
Il Giornale del Passatore » Blog Archive &r
29 mar 2007 - 14:35 - #24[…] […]
ecoblog
03 mag 2007 - 02:20 - #25[…] […]
Gli italiani stregati dall’eolico. Indagine Gre
14 giu 2007 - 16:48 - #26[…] Su una scala da 1 a 5, gli italiani danno all’eolico 4,1 punti. Una buona posizione, quella conquistata da questa fonte rinnovabile, che ci rassicura sul fatto che al nostro Paese l’eolico piace. A rivelarlo è un’indagine dell’ANEV, Associazione Nazionale Energia del Vento e Greenpeace su un campione di 800 persone. […]