Il leggendario leone dell'Atlas ridotto a 60 esemplari

Il leggendario leone dell'Atlas, simbolo di forza regale in virtù della sua maestosa criniera, oggi è condannato a vivere in cattività, nello zoo di Rabat, in Marocco. Triste che l'emblema nazionale del Marocco sia dietro le sbarre. Ne restano appena 33 esemplari in Marocco e pare che la specie debba persino ritenersi fortunata.

Già, perché se sopravvive è per quella malata e cattiva abitudine dei potenti di adottare come animali domestici leoni ed altre specie selvatiche feroci. L'ultimo esemplare dei leoni di Atlas libero e fiero è morto nel lontano 1922, assassinato da un colono francese sulle montagne berbere, nella parte centrale del Paese. Il leone di Atlas venne dichiarato estinto.

Il sultano Mohammad V, però, ne teneva alcuni nei suoi giardini e così si è riusciti ad evitare l'estinzione della specie. Oggi nel mondo se contano in tutto sessanta esemplari, tutti dietro le sbarre degli zoo, "protetti" ma di programmi di reintroduzione nemmeno l'ombra.

E del leone di Atlas rimane solo un'ombra, appunto, dell'antico animale fiero, selvaggio e indipendente che fu. Non restano che pochi, pochissimi esemplari che passano il tempo a sonnecchiare, facendosi fotografare dai turisti di passaggio allo zoo di Rabat. Uno zoo dove solo nel 2004 vennero uccisi oltre 140 animali a causa del comportamento inappropriato dei visitatori che mise a repentaglio la loro incolumità, costringendo gli addetti ad uccidere gli animali.

Di recente sono nati tre cuccioli, simbolo di speranza: la specie si riproduce in cattività il che è già un miracolo ma per loro le porte dello zoo non si apriranno e non conosceranno mai la libertà incondizionata che pure hanno nei geni, né il loro habitat naturale. La fine dei leoni di Atlas è comune e sarà comune a molte specie in via d'estinzione: gli zoo, nati per ospitare pochi esemplari di specie abbondanti in natura, ospiteranno a breve gli ultimi esemplari superstiti, diventando di fatto musei di fossili viventi.

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