Le batterie a zucchero durano 4 volte di più rispetto a quella a ioni di litio, sono biodegradabili e potreste ricaricarle con qualsiasi fonte di zucchero abbiate a disposizione: dalla bustina alla bibita. Sembra che le bibite gassate non siano particolarmente efficaci, meglio usare i succhi di frutta o gli sciroppi.
In pratica, gli enzimi che degradano lo zucchero sono concentrati in membrane di chitosano, che si estrae dall’esoscheletro dei crostacei. Le membrane compongono una cella in cui entrano aria e zucchero ed escono elettricità e acqua.
A studiarle e’ stata Shelley Minteer dell’università di Saint Louis, con i soldi del dipartimento della difesa USA (che ovviamente vuole applicare questa tecnologia ai gadget dell’esercito).
La ricercatrice e’ riuscita ad allungare la vita media degli enzimi coinvolti nel processo (fattore che aveva limitato l’efficienza di esperimenti simili, in passato) e a far funzionare una calcolatrice tascabile come dimostrazione, al congresso della American Chemical Society, con una batteria grande come un francobollo.
Dice che queste pile potrebbero arrivare sul mercato nel giro di 3 o 5 anni, ma lo aveva detto anche nel 2003…
» Sweet New Battery Runs on Sugar on LiveScience
» Le pile che digeriscono lo zucchero su LaStampa
brizio
28 mar 2007 - 13:17 - #1Lumachina…
Mi fai venire in mente il pannello fotovoltaico ai frutti di bosco, se ne parla (e lo si costruisce!) qui:
http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?t=5095796
brizio
Lumachina
28 mar 2007 - 15:29 - #2Brizio, ti riporto il link anche sotto il nostro post sui pannelli ai frutti di bosco
Batterie allo zucchero.Biodegradabili e 4 volte p
28 mar 2007 - 22:03 - #3[…] Maggiori info quì . […]
Sony presenta le sue batterie allo zucchero
26 ago 2007 - 16:19 - #4[…] Sony ha presentato all’American Chemical Society una batteria che produce energia dal glucosio, un po’ come quelle annunciate qualche tempo fa dall’Università di Saint Louis. […]