I consumi di biocarburanti in Europa alimentano le carestie

La denuncia arriva da Oxfam che oggi presenta il dossier Bad Bio in cui si evidenzia come l'uso di biocarburanti incentivato in Europa alimenti la fame e la carestia nei Paesi in via di sviluppo.

Spiega Elisa Bacciotti, responsabile della campagna Coltiva di Oxfam:

La normativa europea richiede che entro il 2020 il 10% dell’energia per i trasporti provenga da fonti rinnovabili, col fine di rendere il settore più verde. Questo obiettivo è raggiungibile solo facendo affidamento su biocarburanti provenienti da colture destinate a fini alimentari.


Già a agosto José Graziano da Silva direttore generale della FAO chiese dalle pagine del Financial Times di convertire le colture destinate a biocarburanti, ossia il 40% del mais coltivato in Usa, verso l'alimentazione a causa della devastante siccità che ha colpito mezzo Pianeta.

Solo l'Italia nel 2009 ha importato il 49% delle materie prime, oli per lo più, usati per energia e trasporti; percentuale salita al 60% nel 2010. Dunque l'economia delle materie prime alimentari e i terreni destinati non a coltivazioni per uso alimentare ma per biocarburanti favoriscono le carestie e la speculazione sui prezzi dei generi alimentari a causa della poca offerta e della molta domanda.

Oxfam ha previsto che entro il 2020 la domanda di biocarburanti rischia di far aumentare i prezzi di alcuni generi alimentari del 36% impedendo, di fatto, ai più poveri di acquistare cibo, per cui già spendono il 75% del loro reddito.

Scrive Oxfam nel suo rapporto:

La responsabilità che le politiche sui biocarburanti hanno sulle impennate dei prezzi internazionali degli alimenti è così evidente che nel 2011 dieci organizzazioni internazionali, compresi il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Mondiale, hanno fatto un appello senza precedenti ai governi del G20 per smantellare i mandati e i sussidi per i biocarburanti.

Via | Oxfam Italia
Foto | Flickr

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