Shell annuncia stop alle trivellazioni in Artico per quest'anno

save the arctic greenpeace shell

Greenpeace oggi canta vittoria: la Shell per quest'anno ha fermato i piani di trivellazione in Artico. Sei mesi fa l'associazione aveva lanciato una massiccia campagna contro i progetti della Shell, Save the Arctic, occupando una piattaforma della compagnia petrolifera in Alaska. Da lì una petizione su www.SaveTheArctic.org che ha raccolto ben due milioni di firme da ogni parte del mondo, volta a chiedere l'istituzione di un santuario globale in Artico.

Alla campagna per fermare le trivellazioni in Artico, ecosistema fragile in cui un incidente sarebbe infinitamente più devastante che altrove per via delle difficoltà di intervento, si sono uniti diversi vip, tra cui Penelope Cruz, i Radiohead e Paul McCartney per citarne solo alcuni.

Scrive Greenpeace che anche le altre compagnie petrolifere stanno valutando se ne vale davvero la pena di esporsi ad investimenti così costosi e rischiosi esplorando e trivellando in Artico:


La reputazione della Shell è stata rovinata da una lunga serie di errori. Con addosso gli occhi di quasi due milioni di persone, i dirigenti Shell sapevano che qualsiasi errore, anche minimo, non sarebbe passato inosservato. E quello annunciato oggi è stato l'ennesimo. Con 5 miliardi di dollari e 7 anni investiti in un programma fallimentare, gli altri giganti del petrolio si stanno chiedendo se ne vale la pena. Solo pochi giorni fa, la compagnia norvegese Statoil ha dichiarato che, prima di prendere una decisione in merito, avrebbe atteso l'evolversi del piano petrolifero di Shell in Artico.

E ora la Shell ferma per sei mesi l'avanzare del piano. Riporta il New York Times che Shell ha incontrato gravi difficoltà tecniche oltre all'opposizione degli indigeni e degli ambientalisti.

People have the power! - prosegue Greenpeace. Oggi celebriamo un passo importantissimo per la campagna #SaveTheArctic, ma è solo il primo. Per salvare l'Artico dobbiamo trasformarlo in un santuario globale. A chiederlo su www.SaveTheArctic.org siamo quasi due milioni. Se hai già firmato, festeggia con noi questo successo. Se ancora non l'hai fatto è il momento giusto per unirti al movimento globale per proteggere il Polo Nord. Per sempre.

Nel comunicato della Shell si legge, come d'altronde non ha mancato di sottolineare la stessa Greenpeace, che lo stop purtroppo è solo temporaneo, dovuto a motivi di sicurezza, ambientali e guasti: nel 2013 si ripartirà con il programma e la Shell specifica che si tratta di un piano fondamentale per sopperire al fabbisogno energetico dell'America, per rilanciare l'economia ed anche l'occupazione in Alaska. E, ovviamente, fondamentale per la Shell.

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