Microgenerazione in stile britannico

incentivi britannici alle fonti rinnovabiliEntro il 2050 la microgenerazione potrà soddisfare il 30-40% del fabbisogno energetico nazionale nel Regno Unito, dice uno studio del Ministero per il Commercio e l'Industria britannico.

Poiché è stato calcolato che circa il 70% del patrimonio edilizio che sarà presente nel 2050 è già stato costruito, investire tutto sulle nuove costruzioni (come il Gallions Park) non basta. Il governo britannico ha riconosciuto che è necessario aiutare la gente a installarsi pannelli fotovoltaici e turbine eoliche sulle abitazioni già esistenti e ha stanziato 80 milioni di sterline (118 milioni di euro) per incentivare i privati a diventare microproduttori di elettricità.

L'obiettivo del governo è che, nel giro dei prossimi dieci anni, tutti i cittadini siano in grado di usufruire di queste tecnologie nelle proprie case.

Alla microgenerazione si somma l'efficienza energetica degli edifici, valutata con un sistema diverso dalle nostre etichette energetiche (comincio a pensare che oltremanica abbiano una compulsione che li spinge ad adottare di preferenza standard e misure diverse dai nostri).

Queste misure sono state annunciate nel documento "Building a Greener Future: Towards a Zero Carbon Future" e nel "Code for Sustainable Homes" che definisce gli standard di "sostenibilità'" degli edifici in base al consumo di energia e acqua, all'uso dei materiali, e alla dispersione di acqua piovana e ai rifiuti. Il Codice stabilisce 6 standard principali di efficienza energetica, il primo corrispondente ad una abitazione che deve essere almeno il 10% più efficiente di una risalente al 2006 e l'ultimo, il livello 6, corrispondente ad una abitazione a emissioni zero.

  • shares
  • +1
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: