Cambiamenti climatici fanno crollare la produzione mondiale di vino

Ve lo avevamo preannunciato: la siccità 2012 esacerbata dai cambiamenti climatici avrà effetti devastanti sui raccolti, la reperibilità ed i prezzi dei beni agroalimentari, in tutto il mondo. Gli effetti del riscaldamento globale si sono fatti e si faranno ancora sentire pesantemente anche sulla vendemmia, non solo in Italia.

La Coldiretti lancia l'allarme in queste ore parlando di un crollo della produzione globale che farà lievitare i prezzi, particolarmente devastante per alcuni mercati. Secondo l'associazione degli agricoltori non c'è mai stato così poco vino nel mondo, o almeno da quando sono iniziate le prime rilevazioni.

Spiega la Coldiretti che la produzione globale, rispetto ai dati della vendemmia 2011, è crollata di ben il 6%. Una riduzione record: quella del 2012, con 256,1 milioni di ettolitri di vino, è la vendemmia più avara di sempre. E tutto questo, come anticipavamo, avrà ovviamente effetti sui prezzi, vanificando l'aumento dei consumi che aveva fatto sperare in una buona annata per il comparto vitivinicolo:


Proprio mentre si registra a livello globale una inversione di tendenza e dopo anni torna ad aumentare il consumo mondiale di vino, il crollo della produzione spinge al rialzo dei prezzi di vendita dei vini sui mercati internazionali, anche per compensare l’aumento dei costi produttivi. Un trend che riguarda anche l’Italia dove peraltro si è già verificato un aumento del 7 per cento dei prezzi medi di vendita del vino comune al consumo nel primo semestre del 2012 - spiega la Coldiretti.

Il recordo negativo spetta alla Francia ma i cambiamenti climatici hanno fatto crollare la produzione di vino anche in Spagna ed in Italia, segnando una brutta annata per tutta l'Unione, trainata solitamente proprio dalle produzioni nazionali di questi tre Paesi:

Il record negativo nella produzione di vino è il risultato dei crolli nei raccolti fatti registrare in Francia dove si stimano 44,1 milioni di ettolitri di vino con un calo medio del 14 per cento rispetto allo scorso anno, anche per effetto de crollo del 26 per cento per lo champagne mentre in Italia a causa del caldo torrido e della siccità è stimata pari 40,5 milioni di ettolitri, in calo del 5 per cento. A rendere ancora più negativo il quadro è la situazione in Spagna dove la produzione è stimata in 35 milioni di ettolitri (- 8,6 per cento) e contribuisce a peggiorare il bilancio nell’Unione Europea dove si stimano appena 147,9 milioni di ettolitri (-10 per cento), un quantitativo mai registrato prima.

Foto | Flickr

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