Ilva di Taranto, è bufera sui dati diffusi da Bonelli e PeaceLink

E' bufera sui dati diffusi ieri in conferenza stampa dal presidente dei Verdi Angelo Bonelli e dal presidente Peacelink Taranto Alessandro Marescotti; i dati del progetto Sentieri, parzialmente già diffusi il giorno precedente dal ministro Clini con le dovute precauzioni, sono stati snocciolati in larghissima parte dagli ambientalisti, scatenando una vera e propria bufera che ha investito il golfo di Taranto.

Marescotti, intervistato questa mattina dalla trasmissione di Radio1 "Radio anch'io", ha rincarato la dose affermando:

Questi dati erano da tempo in possesso sia del gip che ha ordinato il sequestro degli impianti, sia degli attori che ruotano attorno alle consulenze e alla custodia. Non solo: il comune di Taranto, la provincia e la Regione, tutti erano al corrente dei dati del progetto Sentieri.

Un accusa, quella del presidente di Peacelink, che getterà sicuramente molta benzina sul fuoco rovente delle polemiche sull'inquinamento di Taranto e sul destino dell'Ilva; già ieri il ministro Clini aveva annunciato querela nei confronti del presidente dei Verdi Bonelli, reo di aver diffuso i dati creando inutile allarmismo; tuttavia, come confermato anche dal ministro, i dati diffusi non sono provvisori e provengono, come già annunciato, dall'Istituto superiore di sanità.

Il dato che ha fatto letteralmente sobbalzare sulla sedia i presenti alla conferenza stampa è quello sull'incidenza dei mesoteliomi: +306% anche se, come spiegato sempre stamattina da Alessandro Marescotti:

Non è il dato più preoccupante; a mio parere fa più spavento il +5% delle malattie del sangue, i mesoteliomi hanno periodi di latenza lunghissimi mentre le patologie cardiache derivanti dall'inquinamento hanno tempi di incubazione molto più brevi.

Insomma a Taranto, secondo i dati diffusi dagli ambientalisti, si muore il 10% in più, almeno sui dati elaborati nel periodo 2003-2008:

Lo studio conferma il nesso di causalità tra morte e inquinamento con alto livello di possibilità scientifica, chiamato persuasività» in gergo tecnico

ha spiegato ieri Angelo Bonelli. I dati, secondo il ministro della sanità Balduzzi, sono invece provvisori e verranno completati nei prossimi giorni ma, sempre secondo gli ambientalisti, tutte le autorità ne sono a conoscenza almeno dal 30 marzo scorso quando vennero prodotti nell'ambito dell'udienza sull'incidente probatorio da uno dei periti del gip Todisco.

Eppure c'è anche chi sostiene che questi dati non siano relativi solo all'inquinamento industriale, ma anche alle opere di bonifica e controllo sino ad oggi effettuate: nel piano dell'Ilva c'è l'ipotesi di coprire i depositi minerari, considerate tra le cause principe dell'inquinamento a Taranto: eppure, fino ad oggi, per controllarne l'attività inquinante gli stessi parchi sono stati innaffiati; una procedura, secondo il procuratore della Repubblica di Taranto Franco Sebastio, inutile e anzi dannosa:

in assenza di un sistema di scolo convogliato e impermeabile questo tipo di operazione causa un inquinamento ulteriore.

Foto | Flickr

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