Il fotovoltaico si ispira alle spugne

cristalli di silicio nelle spugneNuove celle fotovoltaiche a partire da spugne marine, questo è quello che stanno cercando di fare Daniel Morse e i suoi colleghi dell'università della California.

La cella fotovoltaica è costituita da una lamina di silicio, le spugne hanno la capacità di produrre filamenti di silicio. La Tethya aurantia fa parte della classe delle Demospongiae, dette anche spugne silicee o cornee, con strutture scheletriche composte da spicole silicee, spicole e spongina (materiale corneo) o solo spongina. In particolare, T. aurantia sfrutta uno dei suoi enzimi, la silicateina, per cristallizzare il silicio naturalmente presente nell'acqua di mare sotto forma di acido.

La deposizione degli strati cristallini dei pannelli fotovoltaici avviene industrialmente ad alta temperatura e bassa pressione, mentre le spugne lavorano in condizioni "ambiente".

Usare la silicateina riduce di molto l'energia richiesta per costruire i pannelli, e quindi si riducono anche il relativo costo e zaino ecologico. Per ora si e' riusciti a cristallizzare strati di silicio dello spessore di 100-300 nanometri e a mettere insieme un prototipo di pannello funzionante.

[Francesca Pratali e Lumachina]

» Sea sponge leads way to cheaper solar cells on NewScientist
» Silicatein alpha : Cathepsin L-like protein in sponge biosilica on PNAS

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